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E' trentina la miglior tesi al Master sommelier, brilla Michele Girelli

Anche Daniele Prada si è diplomato insieme a altri tredici studenti provenienti da tutta Italia. Il miglior diplomato è il mantovano Gianmarco Boninsegna di 43 anni e figlio di Roberto 'Bonimba' Boninsegna, bandiera di Inter e Juventus negli anni '70

Pubblicato il - 22 febbraio 2018 - 13:32

PARMA. Brillano due trentini al termine della decima edizione del Master sommelier Alma-Air. Sono Michele Girelli, 27 anni, e Daniele Prada, 29 anni a essersi diplomati insieme a altri tredici studenti provenienti da tutta Italia.

 

Questo master, promosso dalla Scuola internazionale di cucina italiana, riflette la profonda evoluzione della figura del sommelier. Il miglior diplomato è il mantovano Gianmarco Boninsegna di 43 anni e figlio di Roberto 'Bonimba' Boninsegna, bandiera di Inter e Juventus negli anni '70, che ha sviluppato una tesi dedicata ai vini dell'area del lago di Garda, mentre il migliore progetto di tesi porta la firma proprio del trentino Michele Girelli.

 

 

Il percorso formativo della durata di nove mesi ha permesso ai diplomati di arricchire il proprio bagaglio di conoscenze 'classiche' da sommelier (dalla conoscenza dei principali vitigni e territori italiani e stranieri alle tecniche di degustazione) con una preparazione specifica dedicata alla comunicazione del vino. Tecniche di marketing e di vendita, degustazioni e uscite didattiche: il programma del master si rivolge a sommelier già qualificati che sono alla ricerca di un percorso di specializzazione sul vino.

 

"Negli ultimi anni - spiega Ciro Fontanesi, coordinatore di Alma Wine Academy - abbiamo assistito a una vera e propria rivoluzione culturale della professione: oggi il sommelier è molto più di un semplice assaggiatore o degustatore. Non è più sufficiente avere una conoscenza e una cultura specifiche del prodotto: è necessario integrare l’assaggio con la presentazione, il servizio e il relativo abbinamento. Inoltre, si è ampliato il ventaglio di competenze: se in passato il sommelier era inteso come esperto del vino, oggi assistiamo alla nascita di sommelier del tè, del sakè: non a caso, nell’ambito del Master prevediamo moduli e lezioni ad hoc".

 

Nel panorama attuale del mondo del lavoro, la professione del sommelier è sempre più ricercata. Uno studio di Coldiretti e della Camera di Commercio di Milano, presentato a gennaio 2018, rivela che negli ultimi cinque anni, le enoteche in Italia sono aumentate del 13%, fino a raggiungere quota 7.300 unità. Altro dato interessante, in crescita è la presenza femminile: il 27% delle enoteche è guidato da una donna.

 

I quindici studenti del Master Sommelier Alma-Ais, quindi, l’inserimento nel circuito lavorativo non sarà un problema: merito dell’autorevolezza della Scuola, un punto di riferimento per il mondo dell’enogastronomia italiana dal 2004, che agli iscritti al Master ha offerto la possibilità di svolgere stage formativi in autorevoli realtà distributive come il Gruppo Meregalli, wine club esclusivi come il 67 Pall Mall di Londra,  enoteche come Tabarro di Parma e Glam a Venezia, in cantine come Ferrari Trento, realtà innovative come Vinhood, premiata come Start-up del Vino 2016 dal Gambero Rosso, ma anche riviste specializzate come Spirito Divino e ristoranti stellati come il tre stelle Michelin 'Piazza Duomo' dello chef Enrico Crippa.

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