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Il ministro: ''Meno compiti durante le vacanze'', lo psicologo Disnan: ''Ha ragione, momento da passare in famiglia''

La questione tra favorevoli e contrari è annosa. Disnan: "Diminuire i carichi di lavoro è giusto. Se i ragazzi sono in vacanza devono riposare: devono prendersi spazi per i propri bisogni. Serve un maggior coordinamento tra il corpo docenti, ogni insegnante pensa alla sua materia e gli alunni sono sempre più stressati"

Di Luca Andreazza - 10 dicembre 2018 - 20:26

TRENTO. Gli studenti possono quasi dimenticare equazioni e geometria, latino e greco, questo almeno durante le prossime festività. L'annuncio è arrivato poco fa, il ministro dell'istruzione Marco Bussetti intende inviare una circolare per sensibilizzare i professori per diminuire i compiti a casa durante il Natale. "Vorrei sensibilizzare - dice il ministro - il corpo docente e le scuole ad un momento di riposo degli studenti e delle famiglie affinché vengano diminuiti i compiti durante le vacanze natalizie".

 

Una questione annosa. Compiti sì? Compiti no? Utili oppure dannosi? "Diminuire i carichi di lavoro è giusto. Se i ragazzi sono in vacanza - spiega Giuseppe Disnanpsicologo e psicoterapeuta già responsabile dell'area Psicologia cognitiva e dell'handicap nella prima Unità operativa di Psicologia del servizio pubblico della Provincia e da sempre attivo nell'ambito della clinica infantile e della gestione dei sistemi organizzativi in rapporto alla pratica clinica - si deve rispettare questo periodo di riposo e diminuire i compiti per permettere a studenti e famiglie di rifiatare e stare insieme".

 

Oltre al senso della vacanza, l'esperto mette in luce un'altra criticità rispetto ai compiti durante le festività. "Non si deve generalizzare - evidenzia lo psicologo e psicoterapeuta - ma solitamente ogni docente pensa alla sua materia e quindi assegna i compiti, che possono essere relativamente pochi. Se però ognuno aggiunge il proprio pezzetto senza confrontarsi, gli esercizi diventano tanti e possono emergere problemi e difficoltà. E' necessario buonsenso e un richiamo alla responsabilità di ciascuno. Certo, i ruoli sono diversi, ma non penso che gli insegnanti lavorino durante le vacanze".

 

In linea generale serve maggiore coordinamento nel corpo docenti. "Sempre più spesso - dice Disnan - gli studenti si rivolgono a qualche professionista in quanto stressati. Mi sono capitati casi di alunni che hanno dovuto affrontare anche cinque prove in classe in altrettanti giorni per la scarsa capacità di confronto tra gli insegnanti. Scadenze così ravvicinate, oltre agli altri impegni scolastici, incidono poi sul minore e si riflettono sulla famiglia".

 

Insomma, le vacanze di Natale devono essere un momento di meritato riposo da trascorrere in famiglia. "Oggi - aggiunge l'esperto - la scuola segue la meccanica efficientistica, ma così tralascia e dimentica i bisogni primari dei ragazzi. Si deve puntare sulla qualità rispetto alla quantità. Spesso dopo i periodi di vacanza gli alunni ritornano in classe con i compiti, ma in alcuni casi non vengono nemmeno controllati e questo può svilire ulteriormente gli studenti".

 

E' importante non vessare bambini e ragazzi con i compiti, che poi si trasformano in ossessione e creano tensione in famiglia con i genitori a trasformarsi in controllori. Un problema ciclico che poi riemerge in estate. "Il concetto resta uguale - conclude Disnan - anche se gli equilibri e le quantità sono diverse. Le vacanze natalizie sono più problematiche perché i tempi sono stretti, mentre da giugno a settembre si può dilazionare e gestire meglio tutto, ma serve sempre un confronto".

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