Contenuto sponsorizzato

Imprese artigiane, forte calo in Italia, Trento giù, ma Bolzano cresce

Dal 2009 al 2017 l’Alto Adige ha una crescita del 2,2%, Trento cala del 10,2%. Perde il manifatturiero, aumentano i servizi

Pubblicato il - 22 giugno 2018 - 19:55

TRENTO. L'Alto Adige cresce, il Trentino cala. Questa la fotografia dell'artigianato regionale del Centro studi Cna. A dicembre 2017 le imprese artigiane registrate negli Albi delle Camere di Commercio erano 1.327.180, in diminuzione rispetto al 2016 di 15.209 unità (-1,1%).

 

La riduzione delle imprese artigiane verificatasi nel 2017 si inserisce in una dinamica ormai di lungo periodo. Dal 2009, infatti, la contrazione della base produttiva artigiana è stata continua e è quantificabile in una perdita complessiva di 151.044 unità (-10,2%).

 

A livello locale, fatta eccezione per le province di Bolzano e Monza-Brianza, nelle quali tra il 2009 e il 2017 il numero delle imprese artigiane è aumentato rispettivamente del 2,2% e dell’1,7%, il calo delle imprese ha investito tutti gli altri territori, pur seguendo dinamiche differenti a livello settoriale. Trento cala del -10,2% dal 2009 al 2017.

 

I dati relativi alle imprese artigiane dell’Alto Adige sono in chiaroscuro. Nell’aumento complessivo del 2,2% nel periodo 2009-2017 si registra un calo del 10,3% del manifatturiero, con punte di sofferenza nell’alimentare (-11,1%), tessile (-26,5%), legno (-16,3%), stampa (-31,8%), lavorazione minerali (-22%), metallo (-10,1%), apparecchiature elettriche (-6,1%), macchinari (-23,7%).

 

In calo anche i trasporti (-9,4%), mentre tengono le costruzioni (-2,2%), crescono il commercio (+39,2%), il turismo (+24,6%), record dell’89,3% per i settori formazione e comunicazione e del 97,3% per attività professionali, scientifiche e tecniche.

 

Da segnalare l'aumento delle riparazioni e manutenzioni (+65,5%), segno che la gente non getta più facilmente i prodotti, che necessitano però di riparatori qualificati. Questi dati dicono che ci sono sempre più società di consulenza e formazione, ma la produzione tradizionale perde colpi.

 

Se si analizza il biennio 2016/2017 in Alto Adige, i dati rimarcano che perdura il calo dei settori ormai in crisi e si conferma la crescita dei comparti in fase di sviluppo

 

Per il Trentino nel periodo 2009-2017, la Cna regionale evidenzia un calo del 16,8% della manifattura, con il segno meno di vari settori come tessile (-11,9%), legno (-23,3%), pelle (-15%), stampa (-11,7%), gomma/plastica (-32,6%), lavorazione minerali (-47,1%), prodotti in metallo (-24%), elettronica (-19%), apparecchiature elettriche (-22,2%), mentre un segno più c’è, come a Bolzano, su riparazioni e manutenzioni (+17,9%).

 

Si registra una contrazione di imprese nelle costruzioni (-15,1%) e nei trasporti (-15,6%). Anche in Trentino aumentano notevolmente le aziende dedite ai servizi e vale lo stesso ragionamento fatto per l’Alto Adige. Preoccupa il calo strutturale nelle costruzioni.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 19 settembre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

20 settembre - 05:01
L'Azienda provinciale per i servizi sanitari ha deliberato l'acquisto di 91 mila test rapidi a 409.500 euro, ma in Trentino la volontà sempre quella di puntare principalmente sui tamponi: "I test rapidi sono utili per controllare un elevato numero di persone e conseguentemente evitare chiusure di attività quali scuole e imprese. Sono armi importanti per scongiurare un eventuale ritorno al lockdown"
19 settembre - 19:47

Nelle ultime 24 ore sono stati analizzati 2.375 tamponi, 22 i test risultati positivi per un rapporto che si attesta a 0,9%. Contagi a Castelnuovo e nell'Alto Garda

19 settembre - 19:05

La criminalità si insinua tra le piccole e medie imprese con un aumento, nel corso del 2019  delle segnalazioni delle operazioni di riciclaggio. La Cgia di Mestre: “Secondo una nostra stima su dati della Banca d’Italia ammonta a circa 170 miliardi di euro l’anno il fatturato ascrivibile all’economia criminale presente in Italia"

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato