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La Croce Rossa Altipiani lancia l'allarme: "Non possiamo più essere volontari e la comunità ci perde, la legge sul Terzo Settore va cambiata"

Nel mirino in particolare l'articolo 17 del Codice che vieta di prestare attività volontaristica nel tempo libero all'interno dell'associazione se si è dipendenti. Alessandro Brunialti: "C'è preoccupazione, ma è una legge nazionale e ci stiamo muovendo per correggere le criticità"

Di Luca Andreazza - 05 febbraio 2018 - 20:28

TRENTO. "Da molti anni la Croce Rossa fa parte della nostra vita", inizia così la lettera (pubblicata in forma integrale sotto) scritta da quindici dipendenti della Cri Altipiani per difendere il diritto di prestare attività volontaristica nel tempo libero all'interno dell'associazione stessa. 

 

Nel mirino l'articolo 17 del codice del Terzo settore che vieta, infatti, questa possibilità. "Questo - aggiungono i firmatari della lettera - è un fatto gravissimo in quanto ci toglie la libertà di scelta personale di essere cittadini attivi che concorrono a perseguire il bene comune". 

 

Una lettera quale "estremo tentativo - proseguono i dipendenti della Cri Altipiani - di difendere la libera scelta di continuare a essere volontari della Croce Rossa, anche se siamo dipendenti".

 

L'appello è quello di modificare una legge considerata imperfetta: "Una legge - dicono -  discriminatoria che crea un danno enorme alla nostra comunità che si vede privata di un servizio volontaristico fondamentale per la sicurezza della popolazione e dei turisti. Già da oggi, infatti, la nostra associazione non è più in grado di garantire ciò che fa da circa 30 anni, senza l’apporto del volontariato: i primi a pagare è la comunità".

 

Un tema vicino a Alessandro Brunialti, delegato tecnico per l'area 3 del comitato nazionale della Croce Rossa Italiana. Un ruolo, quindi, di primo piano per il trentino, il quale oltre a essere volontario della Croce Rossa, lavora anche con la protezione civile e da anni è impegnato come rappresentante della Cri. 

 

Una vita votata da quasi 40 anni proprio al volontariato e al sacrificio per gli altri, ma anche alla cura e all'assistenza delle persone che hanno bisogno (non ultimo il suo impegno da presidente del Comitato Provinciale della Croce Rossa Italiana, come ente gestore dell'accoglienza al campo di Marco di Rovereto).  

 

"Le difficoltà ci sono - commenta Brunialti - ma la legge è nazionale e quindi dobbiamo attenerci a quanto stabilisce l'articolo 17". Un problema che non riguarda solo Folgaria. "Abbiamo discusso - spiega il trentino - la settimana scorsa di questo argomento. Chiaro, c'è preoccupazione a livello italiano e la strada è ancora lunga: mancano ancora tutti i decreti attuativi".

 

E come vi state muovendo? "La Croce Rossa Italiana - prosegue Brunialti - è attiva in merito per fare sintesi e coinvolgere tante altre grandi associazioni che si trovano nella stessa situazione. Questa normativa non colpisce le singole località, ma dobbiamo fare massa critica per presentare un'accurata documentazione sulle problematiche di questa legge e intervenire nel modo più incisivo possibile". 

 

 

 

 

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