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Questa mattina (di 100 anni fa) D'Annunzio vola su Vienna e lancia 390 mila volantini. A Gardone il ricordo

Oggi la cerimonia sul Garda che ha ricordato quell'eroico gesto compiuto con sette aerei (erano partiti in undici) a pochi mesi dalla fine della guerra

Di Luca Pianesi - 09 agosto 2018 - 15:49

GARDONE RIVIERA. Migliaia di manifesti lanciati da aerei d'epoca, alzabandiera in alta uniforme, divise storiche, sorrisi e applausi. A cento anni dall'eroica impresa di Gabriele D'Annunzio che l'8 agosto 1918 volò su Vienna sganciando 390 mila volantini con Tricolore e messaggio per gli austriaci, oggi, alle 12 a Gardone Riviera si è voluto rivivere quel momento con una grande cerimonia.

 

Il ''Vate'', famoso per le sue gesta a metà tra l'impresa e il marketing ante litteram, alle 05.30, di questa mattina, di 100 anni fa, decollò dal campo di aviazione di San Pelagio (Padova) con undici apparecchi. Il freddo, lo scarso carburante, l'assenza di strumenti di navigazione, il rischio di essere attaccati dall'aviazione austriaca la rendevano una missione che a molti appariva suicida (lo stesso D'Annunzio indossava un anello con del veleno, nel caso fosse stato catturato. cimelio esposto al Vittoriale).

 

Alcuni velivoli dovettero atterrare poco dopo per problemi al motore, il tenente Sarti, finì per posarsi sul campo di Wiener Neustadt e, dopo aver incendiato l'aereo per non consegnarlo al nemico, venne fatto prigioniero da alcuni ufficiali austriaci. Altri sette aerei, invece, puntarono su Vienna in formazione "a cuneo". Dopo varie peripezie e aver sorvolato i monti della Carinzia, le città di Reichenfels, Kapfenberg e Nenberg, senza subire nessun agguato dall'aviazione austriaca giunsero su Vienna alle 9:20.

 

Molto fu lo stupore e la paura dei cittadini austriaci vedendo la formazione italiana volare sopra le loro teste nella capitale. Lo stormo si abbassò tantissimo a una quota inferiore agli 800 metri e lanciò 50 000 copie di un manifestino in italiano preparato da D'Annunzio e 350 mila copie di un altro volantino, più efficace e passato alla storia che così recitava (anche in tedesco):

 

 

"VIENNESI!

Imparate a conoscere gli italiani.
Noi voliamo su Vienna, potremmo lanciare bombe a tonnellate. Non vi lanciamo che un saluto a tre colori: i tre colori della libertà.
Noi italiani non facciamo la guerra ai bambini, ai vecchi, alle donne.
Noi facciamo la guerra al vostro governo nemico delle libertà nazionali, al vostro cieco testardo crudele governo che non sa darvi né pace né pane, e vi nutre d'odio e d'illusioni.

VIENNESI!

Voi avete fama di essere intelligenti. Ma perché vi siete messi l'uniforme prussiana? Ormai, lo vedete, tutto il mondo s'è volto contro di voi.
Volete continuare la guerra? Continuatela, è il vostro suicidio. Che sperate? La vittoria decisiva promessavi dai generali prussiani? La loro vittoria decisiva è come il pane dell'Ucraina: si muore aspettandola.

POPOLO DI VIENNA, pensa ai tuoi casi. Svegliati!

VIVA LA LIBERTÀ!

VIVA L'ITALIA!

VIVA L'INTESA!
 

 Pochi mesi dopo, l'11 novembre, la guerra finirà con Trento e Trieste che diventeranno italiane.

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