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Trecento giovani del Servizio civile discutono sulla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo

Girardi: "L'assemblea serve per incontrarsi e per ragionare sulla dimensione più sociale e politica del servizio, perché vogliamo che il servizio civile sia un'esperienza collettiva, non individuale". Santoni: "Anche richiedenti asilo, che spesso svolgono il servizio come restituzione al Trentino che accoglie"

Pubblicato il - 06 dicembre 2018 - 18:14

TRENTO. Tra i 300 giovani che hanno affollato la sala della Federazione della Cooperazione trentina, nel giorno dell'Assemblea del Servizio Civile c'è anche una ragazza che alle domande di uno dei formatori ha risposto così: "Quel è la mia motivazione? Voglio restituire qualcosa al Trentino che mi ha accolto". Lei è una richiedente asilo, impegnata con tanti altri ragazzi nel servizio civile. 

 

Tra i 300, una quarantina sono stranieri, provenienti da molti Paesi da cui si scappa per guerra o per fame, o soltanto per una vita migliore. "Il senso di restituzione è molto sentito nei ragazzi richiedenti asilo che svolgono il servizio civile", spiega Riccardo Santoni del Forum per la Pace, che con il Servizio civile collabora per quanto riguarda la formazione.

 

Il significato del momento assembleare, che si celebra due volte all'anno, lo spiega Giampiero Girardi dell'Ufficio Servizio civile della Provincia: "E' il momento in cui due volte all'anno, in dicembre e in agosto, riuniamo tutti quelli che stanno svolgendo il servizio. Ora sono 300 ma quest'anno ne sono passati 500 nelle sei finestre. L'assemblea serve per incontrarsi e per ragionare sulla dimensione più sociale e politica del servizio, perché noi ci teniamo al fatto che il servizio civile sia un'esperienza collettiva, non individuale". 

 

"Oltre alla dimensione 'prestazionale', oltre al servizio alla collettività - continua Girardi - teniamo presente che il bisogno sociale non è da identificare soltanto nell'utenza ma negli stessi ragazzi. Il servizio sociale è per loro che più di tutti patiscono la crisi economica, a cui si chiede esperienza per il lavoro. Ecco, noi diamo loro esperienza di lavoro ma anche esperienza di cittadinanza. Insegniamo a lavorare, a rapportarsi con l'orario, con i clienti, ma la necessità è anche quella della formazione civile, perché devono crescere come persone, adulti autonomi e responsabili". 

 

Palestra di vita per i ragazzi e le ragazze del Trentino ma anche, e forse ancor più, per i richiedenti asilo che partecipano al servizio civile. "Con loro l'inizio è difficile, la lingua è una delle maggiori difficoltà, spesso enormi. Ma poi quando le difficoltà vengono superate, le esperienze sono grandiose. Questa è davvero una formidabile palestra per loro, per imparare diritti e doveri". 

 

L'assemblea, che si è divisa in gruppi di approfondimento confluiti poi nella plenaria, ha discusso sul tema della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, di cui ricorre tra pochi giorni - il 10 dicembre - il 70° anniversario. "La pace si costruisce anche nel piccolo - spiega Santoni - il percorso di crescita individuale può diventare risorsa attiva sul proprio territorio, nei propri contesti, imparano ad incidere a livello sociale e personale. Da qui la pace come senso civico di partecipazione". 

 

I focus di oggi hanno puntato l'obiettivo sulle varie declinazione della Dichiarazione, dal diritto al tema delle migrazioni, dai conflitti alla geo-politica, alla sicurezza e al genere. Tra gli ospiti docenti, giornalisti, esperti in ogni settore.  

 

 

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