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"Tu cosa ci metti?", scuola e volontariato si incontrano. "E i sogni si realizzano con passione e competenza"

All'evento finale del progetto curato da Non Profit Network – CSV Trentino in collaborazione con Mlal Trentino Onlus tante testimonianze e tanta partecipazione. "Nel corso dell'anno scolastico incontrate 1098 ragazzi incontrati in 12 scuole di 8 diverse Comunità di Valle"

Di db - 18 maggio 2018 - 11:01

TRENTO. "I sogni si possono realizzare, l'unico motivo per non realizzarli è di non averne nemmeno uno". Flavio Antolini - 'un trentino anomalo', come ama definirsi - ha detto queste parole ai cento ragazzi che ieri si sono incontrati per l'evento "Tu cosa ci metti" che chiude il progetto Scuola e Volontariato organizzato durante l'anno da Non Profit Network – CSV Trentino in collaborazione con l’associazione di volontariato internazionale Mlal Trentino Onlus.

 

Dopo un percorso che ha coinvolto 1098 ragazzi incontrati in 12 scuole di 8 diverse Comunità di Valle durante l'anno scolastico, al 'saggio' finale si è parlato infatti di sogni, ma soprattutto di sogni da realizzare, quelli che dal cassetto escono per trasformarsi in realtà.

 

"I sogni si realizzano con la passione ma anche con la competenza - ha affermato Antolini, formatore ed esperto nell'ambito della comunicazione - ma bisogna anche divertirsi, altrimenti non vale". Ai ragazzi ha raccontato il suo sogno realizzato: lasciare il suo paese di montagna per girare il mondo.

 

"Sono nato tra le montagne ma non le ho mai amate - ha detto ai ragazzi - per questo credo di essere un trenino anomalo. Io volevo far il cow-boy, volevo andare a correre a cavallo nelle praterie americane sconfinate". E Flavio Antolini ci è riuscito: "Ho girato il mondo - ha spiegato con soddisfazione - ho vissuto in Amazzonia, arrivato lì grazie a un progetto di cooperazione internazionale".

 

Antolini non si è presentato con gli stivali e gli speroni, con il cappello di cuoio e le frange sulla giacca. Perché i sogni devono incrociare immaginazione e competenza. "Conosco persone molto competenti e allo stesso tempo conosco persone gioiose, che sorridono alla vita. Ecco - ha spiegato Antolini - bisogna mixare il tutto". 

 

"L'importante - ha spiegato ai ragazzi e alle ragazze che hanno seguito la sua testimonianza con attenzione - è scegliere. Senza scelta, dove le cose sono imposte e subite, si soffre... Bisogna scegliere, solo così i sogni si possono poi realizzare". E non si deve smettere di sognare: " Ho 61 anni e ancora pensando a cosa farò da grande - ha ammesso scherzando - basta saper distinguere i sogni dalle cazzate e metterci impegno e competenza, perché i sogni devono essere trasformati in progetti". 

 

La platea era composta da tanti studente, e tanti sono stati gli studenti incontrati durante tutto l'anno. Quelli del Liceo Scienze Umane "La Rosa Bianca", dell'Istituto tecnico-commerciale "Tambosi" di Trento, del Liceo "Antonio Rosmini" di Rovereto e del "Don Milani" Rovereto, del Liceo "Marie Curie" di Pergine, della Scuola primaria "Madonna Bianca" di Trento, dell'Istituto "De Gasperi" Borgo Valsugana, dell'Istituto "Lorenzo Guetti" di Tione, del Liceo Scienze Umane "Andrea Maffei" Riva del Garda, dell'Istituto comprensivo di Primiero, del Liceo Linguistico "Sophie Scholl", del Liceo "Fabio Filzi" di Rovereto.

 

Un progetto, quello di  Non Profit Network – CSV Trentino, che ha l’obiettivo di promuovere la cultura del volontariato e del non-profit all’interno del sistema scolastico provinciale. Negli ultimi anni ha permesso a più di 2.000 studenti di circa 20 istituti superiori del Trentino di entrare direttamente in contatto con le associazioni ed enti del territorio, con l’obiettivo di rafforzare il senso civico dei giovani cittadini.

 

Perché anche attraverso il volontariato si impara a realizzare i propri sogni, si mette tra le mani dei giovani la possibilità di fare altro per gli altri, e di scoprire un mondo nuovo. "Questa è una gioventù bellissima - ha spiegato poi a margine Antolini - molto più bella di quanto venga rappresentata. Dobbiamo imparare da loro e abbandonare quell'idea completamente sbagliata che noi adulti insegniamo e loro imparano. Si imapra tutti assieme e si cresce assieme".

 

La mattinata si è riempita di testimonianze, di domande, di musica e saltimbanchi, momenti dedicati all’importanza del volontariato giovanile, sia con rappresentati delle istituzioni pubbliche. Un evento curato e realizzato da Andreas Fernandez e da Giovanna Galeaz

 

Tra gli ospiti anche Martina Ferrari, dislessica, laureata in Scienze dell’Educazione, insegnante. La sua storia è la dimostrazione che essere dislessici non significa non avere successo nella vita. Martina ha portato la sua testimonianza sulla dislessia, confrontandosi con gli studenti. E tra gli studenti le voci di alcuni tra i 270 ragazzi attivati nella giornata di attivazione del Social Day, il percorso di cittadinanza attiva sulla solidarietà internazionale promosso da Mlal Trentino Onlus.

 

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