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A Lavarone sulle orme di Freud. In oltre 200 per il congresso sulla ''noia'' e lo studio della mente

Dal 28 giugno al 1 luglio nel centro congressi ci saranno incontri, riflessioni e dibattiti su ciò che il padre della psicoanalisi ci ha insegnato a conoscere. Il tema principale sarà “la noia”

Di Pier Paolo Bonini (Liceo Prati) - 27 giugno 2019 - 20:59

TRENTO. Dal 28 giugno al 1 luglio Lavarone, come di consueto dal 1990, ospiterà il congresso “Le frontiere della psicanalisi” promosso dal centro studi Gradiva, e il tema trattato sarà “la noia”.

 

Lavarone, località non casuale: era caro al padre della psicanalisi Sigmund Freud, che qui passava spesso le vacanze, riposando ma senza dubbio anche meditando. Amava la natura, la montagna, l’escursionismo e i viaggi. E in Italia, in particolare in Trentino viaggiò molto e a Lavarone soggiornò per lunghi periodi di vacanza.

Trasse anche grande ispirazione dai paesaggi degli altipiani cimbri: durante le vacanze lavaronesi, infatti, compose il saggio La Gradiva, da cui il centro prende il nome, la prima analisi psicoanalitica di un’opera letteraria, per la quale ricevette i complimenti anche dal futuro rivale C.G. Jung.

 

Il tema centrale del congresso sarà sviluppato da esperti di formazione scientifica e culturale, che si confronteranno tra loro e incontreranno il pubblico in un’atmosfera informale che facilita la riflessione e il dialogo, il tutto contornato dalle bellezze dell’Altopiano.

 

La partecipazione al congresso è gratuita, e le iscrizioni sono già più di 200. Sarà un’ottima occasione per assistere a stimolanti dibattiti, presentazioni di libri e proiezioni di film con ospiti di altissimo livello.

 

Il convegno si terrà al centro congressi e si aprirà venerdì in serata con la presentazione del libro “Otto Fenichel – Psicoanalisi, metodo e storia" a cura dello psicoanalista Alberto Angelini che ne discuterà con il pubblico e con gli psicoanalisti Simona Argentieri, Geni Valle e Alberto Schön.

 

La prima sessione, nella mattinata di sabato, moderata da Simona Argentieri, ospiterà il sociologo Antonio Scaglia con una riflessione su “La noia. Incubo oscuro dell’Occidente” e la psicoanalista Benedetta Guerrini degl’Innocenti su “Il desiderio vuoto: psicopatologia dell’attuale”
 

Poi, prima della pausa di mezzogiorno verrà consegnato il Premio Gradiva-Lavarone attribuito all'opera dello psicoanalista che meglio ha approfondito i rapporti tra la psicoanalisi e vari ambiti del sapere e dell’arte, che quest’anno è stato Fausto Petrella, psichiatra e psicoanalista. La giuria, composta da membri del Comitato Scientifico ha voluto sì premiare il valore del libro “L’ascolto e l’ostacolo. Psicoanalisi e musica”, ma anche la dedizione dell’autore nel lavoro clinico, di insegnamento, di ricerca e di diffusione della cultura dello studio della mente.

 

Nella sessione pomeridiana la psicoanalista Maria Luisa Algini discuterà su “Perché i bambini si annoiano? Scorci dalla psicoterapia infantile”, mentre il neuroscienziato etologo Giorgio Vallortigara tratterà la “Storia naturale della noia”. La sera verrà proiettato nel cinema Dolomiti il film francese del 2017 “L’Atelier” di L. Cantet che sarà seguito da un momento di riflessione.

 

Domenica ci sarà il contributo della scrittrice Mariapia Veladiano con “Molesto come la noia” e poi l’attore e regista Pino Petruzzelli confronterà “Creatività v/s noia”.

 

Il convegno si chiuderà lunedì pomeriggio nella biblioteca Sigmund Freud, dove si parlerà de “Il piacere di leggere. I libri che fanno il solletico”
 

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