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Addio a Guido Lorenzi e Renzo Leonardi l'uno padre del sistema bibliotecario trentino l'altro della fisica a Trento

Il cordoglio del presidente della Pat Fugatti e dell'Ateneo trentino con Collini e Bassi che ricordano queste figure chiave per la cultura e la scienza trentina

Pubblicato il - 06 luglio 2019 - 20:47

TRENTO. "Due uomini di cultura, di scienza, due uomini - ognuno a suo modo - delle istituzioni, il cui impegno ha lasciato segni importanti per la storia della nostra comunità". Così il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, esprime a nome della Giunta il cordoglio per la scomparsa di Guido Lorenzi e di Renzo Leonardi. "Dobbiamo essere loro grati - aggiunge il presidente - non solo per ciò che di concreto hanno realizzato e che costituisce un'eredità collettiva di grande valore, ma anche e, forse, soprattutto, per quel grande insegnamento che deriva dal loro esempio di vita: una vita fatta di passione, studio ed impegno a cui si è sempre accompagnata quella curiosità che in ogni tempo ha spinto gli uomini a cercare di migliorare sempre di più".   

 

Guido Lorenzi è stato una figura determinante per la cultura e l'identità trentina. Dal 1968 al 1983 è stato consigliere regionale e, da assessore alla cultura della Provincia, ha creato il sistema bibliotecario trentino, per anni considerato tra i più all'avanguardia d'Italia. 

 

Renzo Leonardi, invece, è stato professore, fisico nucleare e docente emerito dell’Università di Trento. “È stato uno dei padri fondatori della Fisica a Trento, uno di quegli scienziati che si sono formati lontano, hanno fatto grandi cose e poi hanno deciso di tornare per mettere la propria competenza al servizio della comunità”, ricorda il rettore Paolo Collini. “A lui il nostro Ateneo e il Trentino deve molto. È arrivato a Trento da Bologna e Catania dopo varie esperienze accademiche e formalmente è diventato nostro professore nel 1977. Da allora ha lavorato incessantemente per dar vita a progetti scientifici ambiziosi. L’ultima sua grande sfida, il Centro di protonterapia, è stato da lui ideato, sviluppato, voluto fortemente. Ha convinto il mondo politico e accademico, ha affrontato tutte le difficoltà logistiche, legate alle tecnologie, ai partner da coinvolgere. Ha permesso all’Ateneo di avviare una collaborazione intensa e fruttuosa con l’INFN, con la Fondazione Kessler e con l’Azienda provinciale per i servizi sanitari e ha dato vita a una struttura che combina un forte orientamento alla ricerca in Fisica medica con l’approccio clinico utile alla collettività. Il nostro pensiero e la nostra vicinanza va alla moglie e alla famiglia”.

 

“Era una persona piena di interessi, un carattere poliedrico, mai fossilizzato in un unico settore” aggiunge l’ex rettore Davide Bassi. “Grande esperto e appassionato di arte, ad esempio. Dal suo entusiasmo è nata una scuola di Fisica teorica molto apprezzata a livello internazionale, non solo nel settore nucleare. Ha seminato molto: tanti giovani con il suo sostegno sono cresciuti e si sono affermati come scienziati autorevoli. Non solo uno studioso, è stato un esempio per tanti”. Uno di questi amici e colleghi che lo hanno conosciuto e apprezzato è stato Sandro Stringari, che anche grazie al suo aiuto ha proseguito la sua carriera in Trentino. “Tra i suoi grandi meriti, quello di aver fondato nel 1993 l’ECT, il centro di ricerca teorica in Fisica nucleare e aree collegate, che ogni anno a Villa Tambosi attira centinaia di ricercatori e ricercatrici per convegni e progetti di alto valore scientifico. Ha creato un ponte, un collegamento tra la comunità scientifica internazionale e quella dei fisici trentini. In veste di preside dell’allora Facoltà di Scienze, dal 1993 al 1996, fu uno dei primi a intravvedere le potenzialità di sviluppo della biologia a Trento, anche grazie ai suoi contatti illustri, come Rita Levi Montalcini o Renato Dulbecco. Un progetto che è diventato realtà molti anni più tardi”.

 

Al cordoglio dell’Ateneo si aggiunge quello particolare dei colleghi professori, amici e studenti del Dipartimento di Fisica, oggi rappresentanti dal direttore Giulio Monaco, che lo ricorda come persona sempre molto attiva e presente.

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