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Allargare il voto ai 16enni? L'esperto: ''I giovani devono protestare, ma la politica non può decidere in base all'indignazione o al momento''

E' un'idea un po' circolare, dopo Walter Veltroni alla nomina a segretario del Partito democratico nel 2007, l'ultima proposta è stata lanciata dall'ex presidente del consiglio Enrico Letta dopo la manifestazione di venerdì 27 settembre. Disnan: "La politica è anche partecipazione attiva che in larga maggioranza non è sentita nelle generazioni più giovani"

Di Luca Andreazza - 15 ottobre 2019 - 06:01

TRENTO. "Sono molto perplesso e penso che sia più il frutto e l'entusiasmo dei fenomeni adolescenziali sull'onda degli scioperi per clima". Così Giuseppe Disnanpsicologo e psicoterapeuta già responsabile dell'area Psicologia cognitiva e dell'handicap nella prima Unità operativa di Psicologia del servizio pubblico della Provincia e da sempre attivo nell'ambito della clinica infantile e della gestione dei sistemi organizzativi in rapporto alla pratica clinica

 

E' un'idea un po' circolare, dopo Walter Veltroni alla nomina a segretario del Partito democratico nel 2007, l'ultima proposta è stata lanciata dall'ex presidente del consiglio Enrico Letta dopo la manifestazione di venerdì 27 settembre, quando migliaia di ragazzi delle scuole medie e superiori sono tornati a protestare in tutta Italia. Da lì si è riacceso il dibattito sulla possibilità di allargare il diritto di voto a 16 anni

 

Un'ipotesi immediatamente accolta in modo favorevole da quasi tutti i partiti e leader politici. "La partecipazione dei giovani a questi scioperi è opportuna e importante - evidenzia Disnan -. I ragazzi devono manifestare, però questa generazione in termini generali non è pronta, non mi sembra abbia ancora acquisito le competenze necessarie, ma soprattutto un interesse nella politica".

 

L’Italia non sarebbe il primo Paese a operare questa scelta. In Europa quattro paesi hanno già abbassato i limiti di età al voto, come Austria, Grecia, Malta e Ungheria (dove i maggiori di sedici anni possono votare se sposati), mentre nel resto del mondo il diritto al voto è esteso ai sedicenni in Argentina, Brasile, Nicaragua, Cuba, Ecuador, mentre in Indonesia e Timor Est si vota dai 17 anni. Si può votare a questa età anche in Corea del Nord, anche se non serve a molto.

 

"Già l'interesse degli adulti è in forte calo - prosegue lo psicologo e psicoterapeuta - abbassare quindi l'età per esprimere un voto non mi sembra un modo per favorire la partecipazione. Mi sembra più una boutade che non avrà poi grosso seguito. E' vero che è stato approvato il taglio dei parlamentari, però è necessario strutturare un piano e un percorso di un certo tipo".

 

Mancherebbe in questo momento la reale partecipazione alla vita politica. "Il giovane sarebbe chiamato a dare un voto partitico - dice Disnan - ma non vedo quella conoscenza e, soprattutto, quell'adesione agli ideali e ai proclami degli adulti. Non si possono prendere decisioni di questo tipo sull'onda delle manifestazioni e dell'indignazione".

 

Anche perché il linguaggio è cambiato e oggi i social ricoprono un ruolo sempre più importante. "Le giovani generazioni - commenta l'esperto - non hanno ricevuto un invito dalla politica a partecipare attivamente. Manca un livello di informazione, mentre in passato il voto era collegato agli ideali e ai partiti. Ora si possono notare diversi scollamenti e le forze politiche sono più legate ai personaggi, non ci sono più le bandiere. Allargare il diritto ai sedicenni non può essere una soluzione per sistemare la situazione".

 

In questo momento non ci sono rappresentanti così giovani in parlamento, il rischio è di perdere elezioni e essere chiamato a votare sul futuro dell'Italia. "E' importante essere formati e consapevoli. Non è banale - conclude Disnan - abbassare la possibilità di esprimere la propria preferenza. La politica è, infatti, anche partecipazione attiva che in larga maggioranza non è sentita nelle generazioni più giovani. L'impegno e l'interesse deve essere sincero e genuino. Penso che questa proposta si sgonfierà in quanto non è una priorità, ma un'uscita sul momento".

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