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''Avevo un tumore al fegato e ormai contavo i giorni, ma grazie al trapianto sono rinato''

"Un'esperienza entusiasmante. Un'emozione davvero forte", queste le parole di Stefano Coccetti nel commentare l'incontro con Papa Francesco per la ventiduesima giornata nazionale donazione e trapianto di organi e tessuti in calendario per oggi. "Il trapianto e la morte? Rovesciare il concetto: tutti possiamo avere bisogno di un organo, senza dimenticare quelle persone che vivono grazie a gesti importantissimi"

Di Luca Andreazza - 14 aprile 2019 - 16:04

TRENTO. "Un'esperienza entusiasmante. Un'emozione davvero forte", queste le parole di Stefano Coccetti nel commentare l'incontro con Papa Francesco per la ventiduesima giornata nazionale donazione e trapianto di organi e tessuti in calendario per oggi, domenica 14 aprile. Un appuntamento arrivato a poche ore dalla chiesa che ribadisce come non c'è opposizione a questa pratica, importantissima. Un segnale che è arrivato anche dall'Arcivescovo Lauro Tisi, ha firmato per la donazione degli organi (Qui articolo). 

 

"Le mie emozioni poi sono amplificate rispetto a prima. Veramente un incontro molto forte, che mai avrei potuto immaginare", dice Coccetti. Un prima e un dopo, il punto di riferimento è il trapianto di fegato del 2012, un'operazione che gli ha cambiato la vita in tutti i sensi. "Prima si arriva a dare per scontato un po' tutto, si banalizzano tanti aspetti. Ora invece tutto è diverso e meraviglioso, si è contenti della semplicità, si è più grati". 

Un trapianto che arriva dopo aver combattuto un tumore, diagnosticato nel 2010 a 48 anni. In modo quasi insperato arriva la possibilità di ricominciare e ripartire. "Ho sempre avuto problemi - aggiunge - come l'Epatite B e quindi alcune cisti al fegato. Ho regolarmente svolto tutti i controlli: mi sentivo bene anche nell'ultimo test e invece la diagnosi è stata quella peggiore".

 

La situazione era precipitata in pochi mesi. "E non ero compatibile per rientrare nella lista per alcuni parametri. Ho combattuto e seguito il percorso di cura, sono stati due anni molto difficili nei quali sono stato veramente male. Poi sono stato inserito in elenco, ma ormai mancava pochissimo, erano gli ultimi giorni, mi ero fatto un esame di coscienza e non mi ero illuso. Anzi, la possibilità di ricevere un organo l'ho vissuta quasi come un contentino di fine vita".

 

A gennaio del 2012 la vita di Coccetti cambia, c'è un fegato e viene operato. In quattordici giorni è nuovamente a casa. "Ora conduco una vita normale da 7 anni. Sono ritornato a lavorare a tempo pieno - spiega - ma tutto il quotidiano è cambiato in modo radicale. Ogni giorno è in più e devo ringraziare ovviamente il donatore, mia moglie Elsa, i medici dell'ospedale Santa Chiara e il dottor Avancini per aver supportato e seguito in tutto e per tutto". 

Un momento di riscoperta e oggi Coccetti è molto impegnato nel volontariato, oltre che essere vice presidente provinciale di Aido, ma anche della sezione di Aldeno. "E' più difficile vedere famigliari e amici preoccuparsi e stare male per te - evidenzia - che si sforzano di essere positivi e dire che tutto andrà per il meglio. Mi sento in debito e quindi è normale che mi spendo per gli altri. Sono molto più meritevoli tutte quelle persone impegnate nel volontariato per animo personale e volontà, come tutti quelli associati in Aido, la maggioranza, che non hanno avuto bisogno di un trapianto". 

 

In Trentino sono oltre 50 mila le persone che hanno dato l'ok alla donazione degli organi e dei tessuti tramite l'Aido o l'Apss e la scelta compiuta al momento del rilascio della carta d'identità. Da qualche anno, infatti, indicare la propria scelta in materia di donazione degli organi è facilissimo: al momento del rinnovo o del rilascio della carta d’identità, l’ufficiale d’anagrafe propone la possibilità di dichiarare la propria volontà.

 

La decisione viene, quindi, trasmessa in tempo reale al Sit - Sistema Informativo Trapianti, la banca dati del Ministero della salute, consultabile 24 ore su 24 dai Coordinamenti Trapianti, che raccoglie tutte le dichiarazioni rese dai cittadini maggiorenni.

 

Ma per parlare di donazione di organi, è necessario partire da un'informazione corretta. “E' importante partire da una scelta consapevole - continua - l'informazione è molto importante in quanto spesso ci troviamo ad avere delle obiezioni durante gli incontri rispetto all'età o alle patologieNon ci sono limiti di età per chi vuole esprimere la volontà di donare. Per quanto riguarda le patologie, eventualmente saranno i medici preposti a decidere se il soggetto può essere sottoposto al prelievo degli organi".

 

E pensare alla donazione non sempre è facile in quanto si deve considerare la morte. "Ma è necessario rovesciare il concetto - conclude Coccetti - valutare anche l'altro punto di vista. Tutti possiamo avere bisogno di un organo e questa necessità spesso arriva all'improvviso. Ma bisogna prendere in considerazione anche un ulteriore aspetto: quelle persone che vivono grazie al trapianto". 

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