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Dieci anni fa viene data una concessione edilizia, ma manca la strada. A rischio 670 mila euro di provenienza europea

Una vicenda che si trascina da quasi dieci anni senza trovare una soluzione. Succede a Moena in Val di Fassa e l'oggetto del contendere è una concessione edilizia per la realizzazione di una stalla. Un'opera che prevede un contributo europeo da 670 mila euro messo a forte rischio per la realizzazione di una strada

Di Luca Andreazza - 08 giugno 2019 - 20:44

MOENA. Una concessione annullata nel 2018 dalla giunta Rossi, ma tutto sembra andare avanti e gli espropri dei terreni sarebbero già in agenda (il Comune si è già espresso tra ottobre scorso e febbraio di quest'anno in attesa del via libera degli uffici provinciali). Una vicenda che si trascina da quasi dieci anni senza trovare una soluzione. Succede a Moena in Val di Fassa e l'oggetto del contendere è una concessione edilizia per la realizzazione di una stalla. Un'opera che prevede un contributo europeo da 670 mila euro messo a forte rischio per la realizzazione di una strada, inizialmente prevista, ma ancora non esistente.

 

E' il 2010 quando il Comune fassano concede a un privato la possibilità di espandere la propria attività e realizzare un compendio agricolo. Via libera e si va a cantiere. C'è un problema, che nessuno negli uffici dell'amministrazione e la politica stessa sembrano prendere in considerazione: una concessione nella quale manca però una strada di accesso tra la strada statale 346 del San Pellegrino e il nuovo edificio, come prevederebbe la legge provinciale in materia. Nessuno ci avrebbe pensato. Insomma, si va avanti comunque e i lavori terminano. 

 

Aspetto che non passa però inosservato ai legittimi proprietari della strada di collegamento "privata" utilizzata per raggiungere la struttura. La promessa è comunque quella di una nuova strada, diversa dal tracciato privato esistente. La modifica però non arriva e così nel 2012 inizia una causa. 

 

Nel frattempo scocca il 2017 e la materia arriva anche piazza Dante, che inizia a valutare la situazione. Ci vogliono circa 18 mesi, ma sul tavolo ecco la delibera 563 della giunta Rossi: il Comune di Moena deve annullare la concessione, a meno che non vengano prese alcune contromisure. Il tempo prestabilito è di tre mesi per l'azienda agricola e ulteriori tre mesi per il comune. 

 

Contromisure che sono riassunte in due punti: "L'azienda agricola deve individuare, anche in accordo con l’amministrazione comunale, e realizzare un tracciato di collegamento con la struttura aziendale medesima, o percorso comunque denominato, anche rurale o agricolo, diverso da quello attualmente in uso e di proprietà di soggetti terzi, collocandolo dove ciò risulti più confacente e/o tecnicamente meno oneroso".

 

L'azienda agricola nel frattempo non si è mossa e così la palla è passata al Comune per intervenire in sede di Prg e trovare il tracciato più idoneo per collegare la strada statale e le zone dei pascoli. Costi a carico comunque, tramite rimborso, della realtà che beneficia di questa opera. 

 

Dopo l'inottemperanza dell'azienda agricola, viene tirato in ballo anche l'amministrazione comunale. Infatti, "Il punto 4) della delibera di Giunta Provinciale 563 di data 09.04.2018 prescrive al Comune di Moena, in subordine a quanto previsto al punto 3) della stessa delibera e a seguito dell’infruttuoso decorso del termine ivi assegnato all’azienda agricola, di inserire, nella prima variante utile al piano regolatore comunale, la previsione di una strada di collegamento tra la S.S. 346 del Passo di San Pellegrino e l’azienda agricola, subordinandone la realizzazione alla stessa azienda agricola ed assegnando al Comune di Moena un termine di tre mesi per avviare d’ufficio il procedimento di adozione della suddetta variante".

 

Basterebbe una modifica, cioè mantenere la promessa di un accesso alternativo, per realizzare una strada di collegamento e accedere all'area della stalla, ma il Comune avrebbe scelto la via più facile: espropriare per pubblica utilità i terreni che coincidono con la strada privata per praticamente annullare ogni criticità e intervento. L'amministrazione ritiene impossibile realizzare un altro percorso in quanto transiterebbe in zona valanghiva, senza però tenere presente che la concessione stessa ricadrebbe in area soggetta a potenziali valanghe per un intervento che prevede anche il ricorso a 670 mila di provenienza europea.

 

Una decisione che sarebbe al vaglio dagli uffici tecnici provinciali dopo il cambio di giunta, senza però in apparenza tenere conto della delibera dell'allora presidente Ugo Rossi. Una vicenda che rischia di trascinarsi ancora a lungo in tribunale tra ricorsi e carte bollate, ma anche creare un precedente tra giustificare una pubblica utilità quando la delibera parla di problema dell'azienda agricola e una concessione edilizia ancora in corso e senza strada di accesso. 

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