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Dopo l'incidente il braccio gli resta paralizzato. Per tornare a mangiare da solo inventa Forkeat: ''E' la posata perfetta. Così si sostituiscono tutte le stoviglie''

Creata a Trento è una posata "per mangiare", "che arpiona, pinza, raccoglie e taglia con una singola mano e senza pause". Questo è, secondo il suo inventore, Thomas FittsForkeat. Questa la sua storia, nata da una disabilità trasformata in opportunità

Pubblicato il - 16 aprile 2019 - 20:32

TRENTO. "Fork in progress", anziché "work in progress". Un gioco di parole che ben funge da claim per una particolare invenzione nata a Trento da un'idea di Thomas Fitts, ora alla ricerca di fondi per avviare la produzione su larga scala. Parliamo di "Forkeat" (qui), una forchetta "d'uso quotidiano per disabili, ma non riconducibile alla sola disabilità".

 

Una posata "per mangiare", "che arpiona, pinza, raccoglie e taglia con una singola mano e senza pause". Questo è, secondo il suo inventore, Forkeat. Questa la sua storia, nata da una disabilità, trasformata in opportunità, "un'esigenza che è diventata un lavoro": "Tutto è iniziato nel 2009 - racconta Thomas Fitts - quando in un incidente ho perso l'uso del braccio sinistro, rimasto paralizzato. Il problema più grande per me era spezzare gli alimenti senza farmeli tagliare dagli altri. Avevo bisogno della mia indipendenza. All'inizio per arrangiarmi usavo delle massicce forbici da cucina che ero arrivato a utilizzare anche per imboccarmi, a mo' di bacchette cinesi. Ma sentivo che mancava qualcosa".

 

Lo spunto per la soluzione del problema è arrivata a Fitts tramite le parole di un'operatrice del Centro di riabilitazione Franca Martini: "Realizza un utensile che sia d'uso quotidiano per disabili, ma non riconducibile  alla sola disabilità" gli ha detto.

 

E così è nata la prima versione di Forkeat, che il suo inventore ama definire "la posata perfetta": "Ho aggiunto alle forbici, all'altezza degli occhielli, un cucchiaio e una forchetta - ricorda Fitts - La prima versione poi si è evoluta e ne sono nati tre tipi: la Forkeat da cucina, quella da tavola e quella portatile-pieghevole".

Nel 2016 Fitts, la cui esperienza lavorativa ha toccato anche gli ambiti della metalmeccanica, della ristorazione, ha depositato il brevetto ("Mi sono accorto che a livello mondiale non c'era nulla di simile" dice). Quindi è iniziata la ricerca di un acquirente del brevetto o di un finanziatore per la produzione industriale dell'invenzione: "Ho proposto il brevetto Forkeat a due grandi ditte, ma Forkeat è stata vista come troppo mirata solo all'utilizzo da parte di disabili, quindi un prodotto troppo di nicchia. Invece non è così: il modello pieghevole e portatile copre ad esempio gli ambiti del catering (realizzandola di plastica), dell'ufficio, del campeggio, delle escursioni, militare e, ovviamente, della disabilità".

 

 

Se non ha ottenuto ad ora il sostegno delle grandi aziende a cui si è rivolto, Thomas ha potuto contare su quello del Muse: "All'interno del Fab Lab in collaborazione con il Museo delle scienze ho prototipato l'evoluzione della versione pieghevole. Sempre al Muse ne ho parlato in un talk lo scorso 3 dicembre, nella Giornata internazionale delle persone con disabilità".

 

Nell'ottobre 2018, invece, Fitts con la sua forchetta multiuso ha vinto il premio "120 secondi business idea competition" promosso da Trentino Sviluppo e Interreg Europe.

"Ora Forkeat è in cerca di una casa: sono in cerca di un metodo e di un finanziamento per produrla - racconta sempre l'inventore che nella vita ora fa da "normalizzatore" per il Centro Franca Martini - La mia idea è quella di mettere in piedi una startup e, magari, di avviare una campagna di crowdfunding per raccogliere preordini e produrre i primi mille pezzi. Per ora ho presentato il dispositivo anche alla radio e durante la Smart City Week di Trento. Inoltre ho già aderito alla call per la Maker Faire Rome 2019".

"Intanto con il Centro Franca Martini - prosegue Fitts - stiamo facendo la certificazione di ausilio medico. La versione pieghevole prevede delle competenze neuro-cognitive intatte, ma la versione da tavola è adatta anche a chi ha disabilità in questo senso".

 

Ma, ripete l'inventore, Forkeat non è solo un dispositivo per disabili, anzi: "È comoda in cucina, una posata versatile per chi mangia fuori casa, in campeggio, in ufficio. Io la uso anche fuori casa e capita spesso che in pizzeria le persone mi chiedano incuriosite di cosa si tratta. È una prima, piccola, soddisfazione".

 

Fitts, insomma, vorrebbe introdurre la sua invenzione su tutte le tavole del mondo: "Vorrei che divenisse uno stile di vita - conclude - un'invenzione come fu il telecomando per la televisione. Sogno di sostituire tutte le forchette, i coltelli e i cucchiai con un'unica posata, Forkeat. Anche se magari gli esperti di galateo storceranno un po' il naso".

 

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