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Frange dell'estrema sinistra insultano la Brigata ebraica. Così ingiuriano il 25 aprile che quest'anno coincideva con un'altra grande liberazione

In questi giorni si festeggia la Pesach, la pasqua ebraica, che ricorda la liberazione del popolo d'Israele da un'altra terribile schiavitù. A combattere con la Resistenza ci furono anche 5.000 volontari della Brigata ebraica insignita poi della Medaglia d’Oro al valor militare eppure gruppi minoritari ed emarginati si ostinano a definire addirittura provocatoria la presenza di suoi rappresentanti alle cerimonie del 25 aprile  

Di Marcello Malfer, presidente dell'Associazione Italia-Israele del Trentino - 26 aprile 2019 - 09:53

TRENTO. La recente festa del 25 aprile, è unita al ricordo della data della liberazione del nostro paese dall’occupazione nazista (e dall’oppressione dei fascisti che li assistevano). Il caso vuole che quest’anno il 25 aprile sia anche il quinto giorno da Pesach, la Pasqua ebraica (QUI APPROFONDIMENTO), che ricorda la festa di un’altra liberazione, accaduta circa trentacinque secoli fa, quella del popolo ebraico passato dalla schiavitù alla libertà

 

E’ un caso naturalmente, ma fra le due liberazioni c’è più di un nesso: la fine del tentativo di genocidio degli ebrei ad opera di un potere, che si sentiva invincibile ma minacciato dal popolo di Israele, con la conseguenza che gli ebrei furono in ''prima linea'' nell’antichità come anche durante la seconda guerra mondiale per combattere il dispotismo. Vi è dunque una somiglianza di principio fra ebraismo e libertà che rende gli ebrei (almeno quelli capaci di ricordare davvero la loro identità) naturalmente antifascisti e ugualmente anticomunisti per la stessa identica ragione: il rifiuto della dittatura. Ma c’è molto di più.

 

I regimi nazifascisti oppressero i loro paesi togliendo loro la libertà, commisero crimini efferati contro i loro nemici e cercarono di liberarsi delle persone che vedevano come una violazione del loro ordine. Contro gli ebrei  proposero qualcosa di più e di diverso: il progetto esplicito di distruggere una “razza” che essi definivano non solo nemica ma inquinante rispetto alla loro missione storica. Per questo alcuni ebrei quando poterono fuggirono dal nazifascismo e altri, molti altri lo combatterono. Sei 40 mila ebrei italiani, duemila furono partigiani e ottomila furono le vittime delle deportazioni.

 

Bisogna anche tener conto che l’Italia fu liberata non solo dalla resistenza partigiana che non ebbe mai una forza lontanamente paragonabile a quella tedesca, ma con l’intervento degli alleati, innanzi tutto gli angloamericani e che nell’esercito inglese fu costituita nel 1942, dopo infinite insistenze della dirigenza sionista di allora una Brigata ebraica. I membri della Brigata, tutti volontari, furono 5000 e 42 di essi risalendo l’Italia caddero in combattimento e sono sepolti oggi in Romagna.

 

Se il 27 gennaio è Giornata della memoria per l’apertura di Auschwitz, il 25 aprile segna l’apertura delle carceri e dei luoghi di concentramento di ''casa nostra'' dove passarono più di un quarto degli ebrei italiani mentre altri poterono finalmente uscire dai nascondigli che permisero loro di salvarsi. Per tutte queste ragioni il 25 aprile è una festa di ricorrenza anche per gli ebrei, forse soprattutto degli ebrei italiani. E’ un momento di memoria sionista, perché la brigata ebraica si costituì con l’insegna  della stella di Davide per volontà e stimolo della dirigenza sionista che voleva che gli ebrei, con la loro bandiera, avessero un luogo esplicito nella lotta al nazifascismo.

 

Non sfugge che da qualche anno purtroppo la festa della liberazione sia stata progressivamente dirottata, certamente in concomitanza con la progressiva sparizione dei partigiani veri, dei deportati e della loro memoria. Ma da qualche anno è anche una ricorrenza che vede il rifluire di una falsa memoria elaborata da frange dell'estrema sinistra e da movimenti minoritari ed emarginati, contrari anche solo alla presenza dei vessilli della Brigata alle celebrazioni, definendola addirittura provocatoria.

 

Movimenti, sigle e bandiere che nulla hanno a che fare con la ricorrenza del 25 aprile, che offendendo il simbolo della Brigata ebraica insignita della Medaglia d’Oro al valor militare dal Parlamento italiano, ingiuriano l’intero patrimonio storico della Resistenza e quei 5000 venuti dalla Terra di Israele, protagonisti di azioni decisive, pagine di coraggio, che ancora pochi conoscono, ma che testimoniano un importante contributo alla nostra liberazione.

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