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Grazie a un crowdfounding dei clienti il negozio si trasforma in plastic free. Dellantonio: ''Ci sarà qualche prodotto in meno ma non scenderemo a compromessi. Elimineremo tutta la plastica''

Grazie al sostegno dei suoi clienti, il negozio di prodotti alimentari biologici di Claudio Dellantonio diventerà il primo di Brunico completamente plastic free. Ora al via la parziale ristrutturazione dell'attività, che permetterà, entro febbraio 2020, di eliminare completamente la plastica dagli scaffali

Di Lucia Brunello - 13 dicembre 2019 - 20:55

BRUNICO (BZ). La campagna di crowdfounding avviata da Claudio Dellantonio ha raggiunto il suo obiettivo, e ora il negozio di alimentari "Biobazar" potrà compiere l'importante passo di diventare completamente plastic free. Il target di 8.000 euro è stato largamente raggiunto, addirittura doppiato, tanto che la cifra totale ammonta a ben 16.540 euro. "Un segnale importante da parte della comunità che ha deciso di credere nel nostro progetto - dice Dellantonio -. Non vogliamo più limitarci a vendere solo prodotti bio, ma cercare di eliminare tutta la plastica presente nel nostro negozio. Siamo entusiasti all'idea di attuare questo importante cambiamento, con l'obiettivo di diventare 100% plastic free entro febbraio 2020".

 

Questo è quanto sta accadendo a Biobazar, il negozio di alimentari biologici di Brunico il cui proprietario è Claudio Dellantonio, ex informatico, che, un giorno di 21 anni fa, ha deciso di cambiare vita e di aprire un negozio di alimentari tutto biologico. "Quando ho scoperto l'esistenza del biologico ero costretto ad andare a Bressanone per fare la spesa, visto che lì c'era l'unico negozio di prodotti bio. Un giorno, mentre stavo camminando per Brunico, ho visto uno spazio in affitto, e in quel momento ho deciso che avrei aperto una mia attività. Mai avrei pensato di diventare un commerciante, ma ogni giorno che passa sono sempre più convinto della mia scelta".
 

All'interno del negozio si può trovare di tutto: prodotti di cosmesi, alimenti freschi e secchi, bevande, prodotti per la casa e detergenti.

 

Il desiderio di compiere questo passo è nato da una consapevolezza personale di Dellantonio, che lo ha portato, due anni fa, a dire basta alla plastica, iniziando così un percorso che ha visto il suo negozio accogliere sempre meno prodotti conservati dentro buste di nylon e simili. Ora il passaggio decisivo: quello di eliminarla completamente.
 

Addio quindi a tutti i contenitori e buste di plastica, e benvenuti recipienti di legno, dispenser di vetro e sacchetti di carta. La parola protagonista di questo importante passaggio è “sfuso”: è infatti in questa forma che i clienti troveranno la maggior parte dei prodotti. Tè, tisane, spezie, cereali, legumi, pasta e quant'altro saranno contenuti dentro appositi dosatori "alla spina". Insomma, tutti i prodotti che il negozio di alimentari potrà ottenere senza essere imballati in contenitori di plastica, verranno messi in vendita. "Si dovrà rinunciare a qualche prodotto, certo, ma il nostro obiettivo non lo vogliamo abbandonare, per questa ragione non scenderemo a compromessi".
 

E in un contesto nazionale, addirittura mondiale, che vede una sempre maggiore attenzione rivolta alle tematiche ambientali, come testimoniano le quattro manifestazioni internazionali, avvenute quest'anno, promosse da Fridays For Future, c'è solo che da rallegrarsi nel vedere come siano sempre più i negozi promotori del zero waste e del crescente interesse da parte dei consumatori."Le persone hanno iniziato a vedere quelle che sono le conseguenze del cambiamento climatico – continua Dellantonio-. In molti, però, non hanno ancora capito che, tutta la plastica che viene prodotta in Alto Adige, viene bruciata attraverso i termovalorizzatori, i quali producono nanoparticelle, le prime poi ad attaccarsi alle nostre vie respiratorie".
 

La produzione mondiale di plastica è passata dai 15 milioni del 1964 agli oltre 310 milioni attuali. Ogni anno almeno 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono nei mari e, ad oggi, si stima che vi siano più di 150 milioni di tonnellate di plastica negli oceani di tutto il mondo. Dagli anni Cinquanta del secolo scorso, con l'avvio della grande diffusione dell'utilizzo della plastica, ne sono state prodotte 8,3 miliardi di tonnellate, disperdendone in natura circa 6,3 miliardi ."Io ho sempre cercato di vendere prodotti che non contenessero pesticidi e conservanti, ma nonostante questo mi sentivo parte del sistema colpevole dell'eccessiva produzione di materiali plastici. Non ce la facevo più ad andare avanti così. Mi ero detto che o avrei cambiato qualcosa, o avrei fatto meglio a cambiare lavoro".
 

Un'iniziativa importante per una realtà che di plastica ne vede davvero poca, se comparata a quella presente nelle grandi catene di supermercati. "E' vero, nel nostro negozio c'è meno plastica rispetto a tanti altri, ma comunque troppa. In 20 anni di attività non ho mai venduto una singola bottiglietta d'acqua di plastica, eppure ogni due settimane mi ritrovo con grandi quantità di buste, nylon e quant'altro da smaltire".

E' un cambiamento che gioverà anche ai piccoli produttori locali, molti dei quali non dispongono di mezzi e macchinari utili per impacchettare e imballare i loro alimenti. I prodotti che giungeranno a Biobazar non dovranno più essere dentro sacchetti di nylon o simili, ma bensì contenuti in contenitori di vetro, legno o metallo. "I nostri fornitori di yogurt ormai si sono adattati alla nostra politica e ci portano tutti i prodotti dentro recipienti che poi saranno riutilizzati".
 

E' passato un anno da quando Dellantonio ha preso questa importante decisione e, da lì, ha contattato tutti i suoi fornitori, dicendogli che da gennaio 2020 avrebbe smesso di accettare i loro prodotti, se imballati con materiali inquinanti. Ed è stata tanto sorprendente quanto positiva la risposta ricevuta dai distributori: in tanti, infatti, si sono subito attivati per venire incontro al volere di Biobazar. Persino Natura sì, il più grande distributore di prodotti biologici a livello nazionale, si sta impegnando per raggiungere una condizione di zero waste. "Se questo avverrà, trattandosi di un distributore che lavora con oltre 500 negozi, magari anche altre catene importanti recepiranno il messaggio e si impegneranno in questo verso. Intanto qualcuno deve pur iniziare, come in ogni cosa e, il cambiamento, spesso, parte dalle piccole realtà".

 

E' un obiettivo nobile quello che Biobazar si è prefissato, ma certamente non finisce qui. Ora saranno i clienti a doversi impegnare, portando con loro tutto il necessario per una spesa completamente zero waste ed ecosostenibile. "Un piccolo sforzo da parte di ognuno di noi potrà portare a risultati di grandissimo impatto per l'ambiente e la nostra salute. Ci vorrà del tempo, ma poi sono certo che le persone si abitueranno".

"Non è facile. C'è tanto lavoro e tanti aspetti da gestire ma, ogni mattina, da vent'anni a questa parte, entro nel negozio volentieri. E questo non è poco".

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