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Guardie mediche, il Comune di Ledro attacca la Cisl. Il sindacato: ''Non accettiamo accuse. Non ci sarebbero problemi, se ci avessero ascoltato tempo fa''

L'assessora di Ledro: "Non sembra corretto opporre problema a problema, vertenza a vertenza sulla pelle delle persone, invece di cercare una soluzione". Nicola Paoli: "Bezzecca, Tiarno, Ledro per noi sono alla pari di altri 172 comuni e hanno pari diritti"

Di Luca Andreazza - 01 March 2019 - 21:42

LEDRO. Botta e risposta tra il Comune di Ledro e la Cisl medici per le guardie mediche. Non solo la querelle con la Provincia (Qui articolo), il sindacato ribatte anche alle parole dell'assessora Maria Teresa Toniatti dell'amministrazione comunale.  

 

"Non sembra corretto opporre problema a problema, vertenza a vertenza sulla pelle delle persone, invece di cercare una soluzione", afferma l'assessora sulle vicende sindacali legate alla re-introduzione della guardia medica in valle di Ledro, che aggiunge: "Soprattutto se tutto ciò ha come scenario un settore sociale delicato come l’assistenza sanitaria pubblica. La tutela sanitaria è un diritto sancito dalla Costituzione (comma II art. 32), non può essere oggetto di mercanteggiamento e oggi la popolazione di Ledro si trova in oggettive difficoltà perché è tuttora priva di assistenza sanitaria di primo livello".

 

La tensione tra Provincia e Cisl medici è altissima, tutto in stallo e il sindacato di maggioranza dei medici ricorda che c'è in corso un'agitazione e la questione si deve affrontare tutta insieme (Qui articolo). "Questa contrapposizione non fa certamente bene a Ledro e al Trentino né sul piano d’immagine né su quello prettamente operativo – prosegue l’esponente della giunta comunale del sindaco Girardi -. Il tutto aggravato dal fatto che il problema del nostro ambito è assoluto e riguarda oltre alla popolazione residente anche gli ospiti in vacanza. Circa 800 mila presenze all’anno, la metà stranieri, con un danno d’immagine per inefficienza nei servizi di base in chiave turistica".

 

Il sindaco Renato Girardi e l’amministrazione comunale di Ledro auspicano quindi che la situazione si possa risolvere quanto prima. "Noi - aggiunge Toniatti - comprendiamo la volontà di Paoli di risolvere quelle che definisce criticità della sanità trentina, ma ci permettiamo di ricordare che prima del ruolo di sindacalista, riveste quello di medico, tenuto al giuramento di Ippocrate, a tutela di chi è in difficoltà. Una sorta di ripicca provinciale non può andare a discapito delle giuste aspettative di una popolazione".

 

Non tarda ad arrivare la risposta della Cisl medici. "Quando Anna Maria Toniatti - ribatte il segretario Nicola Paoli - faceva ancora parte del coordinamento di vallata dell’Upt,continuando un percorso all’interno della coalizione del centrosinistra autonomista, il sindacato ha cercato l’attuale assessora di Ledro per spiegarle le problematiche sulla penalizzazione a cui stava per andare incontro la sua comunità con la riduzione delle sedi di guardia, ma anche gli accorgimenti che avrebbe potuto mettere in atto per far sì che Bezzecca e il territorio limitrofo, non dovessero subire contraccolpi pesanti sui propri cittadini non autosufficienti, fragili e bisognosi di cure in loco".

 

Il sindacalista lamenta però che in quell'occasione la Cisl non venne ascoltata. "Non fece niente - aggiunge - lasciò che tutto andasse come è andato e oggi è qua ad accusare e offendere chi cercò di aiutare la vallata, i cittadini, i medici".

 

La Cisl rivendica anche il ruolo in queste rivendicazioni. "Il giuramento di Ippocrate, pietra miliare di ogni medico-chirurgo, parla di professionalità nella propria attività lavorativa. Qui - prosegue Paoli - invece stiamo discutendo di un sindacato di medici che,  correttamente, in Provincia, su input del presidente Fugatti, sta trattando la retribuzione dei propri affiliati. Bezzecca, TiarnoLedro per noi sono alla pari di altri 172 comuni, che hanno, come dice l’assessora, pari diritti a vedere riconosciuto quanto citato nell’art. 32 della Costituzione italiana".

 

Non manca poi un riferimento all'attuale stallo del comparto. "Toniatti parla di 'ripicche' solo perché ha avuto notizie errate da parte di un presidente e un'assessora incapaci di trattare e ci sembra decisamente scorretto e fuorviante per gli stessi cittadini della sua comunità. Quando - conclude Paoli - l’accordo sarà onorato anche dalla parte politica e tutti i medici vedranno aumentate le loro indennità attualmente ferme al 2001, per potenziare qualità e quantità, saremo i primi a gioire insieme ai trentini".

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