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Parco naturale Adamello Brenta: ''Sì all’ampliamento dei confini in Val di Breguzzo. Ci sono poi sei edifici da demolire e nove da riqualificare''

La governance del parco naturale Adamello Brenta cambia veste e si snellisce. Il Bilancio di previsione 2019/2021 prevede maggiori entrate per 304.048,40 euro rispetto a quanto preventivato: l’esercizio 2019 del Parco si assesta quindi sui 9.773.330 euro

Pubblicato il - 28 ottobre 2019 - 19:47

STREMBO. La governance del parco naturale Adamello Brenta cambia veste e si snellisce. E ancora via libera a bilancio, piano di gestione del patrimonio edilizio con sei edifici da demolire e altri nove da riqualificare e ampliamento dell'area protetta. Queste le principali decisioni deliberate nel corso del Comitato di gestione dell'ente.

 

A partire dal prossimo mandato, il Comitato di gestione passerà dagli attuali sessantasei membri a non più di ventinove unità e la Giunta esecutiva non sarà più composta da tredici assessori, ma da un massimo di sette. La composizione dei due organi sarà indicata nel dettaglio in un regolamento, anche se a grandi linee è già stata annunciata.

 

"Ci sarà – ha spiegato Joseph Masè, presidente del parco naturale Adamello Brenta – una rappresentanza comunale per ambiti territoriali geografici di valle, secondo criteri di proporzionalità rispetto alla superficie territoriale compresa nel parco per un massimo di venti membri. Verrà conseguentemente meno la rappresentanza delle Comunità di Valle, mentre è confermata la rappresentanza delle Regole di Spinale e Manez e delle Asuc con un membro ciascuno. Non è più prevista la rappresentanza degli enti di ricerca, ritenendo che le collaborazioni con le stesse debbano essere attivate nell’ambito della gestione tecnica dell’ente e sono esclusi anche i dirigenti dei servizi provinciali, tenuto conto che si tratta di un organo politico. Verrà meno il rappresentante degli imprenditori, ritenendo che le Apt possano portare gli interessi dell’intera economia locale, mentre viene confermata la rappresentanza del mondo agricolo. Invariati, invece, restano i rappresentanti di Sat, cacciatori, pescatori e due unità per le associazioni ambientaliste".

 

Oltre a conferire maggiore incisività ai singoli amministratori del parco, queste modifiche snelliranno l’architettura degli organi di gestione, mantenendo però il principio di territorialità. “Viste le oggettive difficoltà – ha proseguito Masè – a raggiungere il numero legale nella quasi totalità delle sedute del Comitato di Gestione, e considerato che ci sono rappresentanti che da più di tre anni non partecipano alle sedute, creando gravi disagi gestionali, si tratta, a mio avviso, di un riforma per certi aspetti necessaria proprio per garantire il corretto e più efficiente funzionamento dei parchi".

 

Votata all’unanimità la variazione numero 2 al Bilancio di previsione 2019/2021, che prevede maggiori entrate per 304.048,40 euro rispetto a quanto preventivato. Le entrate derivano per 194.048,40 euro da trasferimenti della Provincia per la gestione diretta del servizio di mobilità nelle valli, per 3.000 euro dalla vendita di gruppi arredo ai Comuni, per 165.000 euro da entrate proprie del servizio di mobilità e gestione parcheggi, per 50.000 euro dalle attività estive per i turisti e per 42.000 euro da trasferimenti di Trentino Marketing per l’adesione alla guest card. L’esercizio 2019 del Parco si assesta quindi sui 9.773.330 euro.

 

Le entrate corrispondono a nuove spese iscritte nel Piano triennale delle attività destinate al funzionamento dell’ente. Tra queste, è previsto l’acquisto di nuovi palmari e ricetrasmittenti per il personale nelle valli e hardware per le Case del Parco, in sostituzione di apparecchiature obsolete. Inoltre, una parte sarà destinata all’acquisto di libri per arricchire il punto lettura che sarà allestito alla Casa del Parco Geopark di Carisolo dove sarà trasferita la biblioteca che si trova ora nella sede di Strembo.

 

Approvato anche il “Piano di gestione del patrimonio edilizio” che introduce un elenco di sei edifici incongrui destinati alla demolizione e un elenco di nove edifici da riqualificare, all’interno dell’area protetta. Spazio poi alla discussione per la Variante 2018 al Piano di Parco iniziata nel 2017.

 

E' previsto un adeguamento normativo alla pianificazione sovraordinata, ma anche una serie di modifiche puntuali alle Norme di Attuazione, il documento prevede l’ampliamento dei confini dell’area protetta di 534 ettari in Val di Breguzzo. Dopo l’approvazione in via preliminare da parte del Comitato nel febbraio scorso, la Variante è stata messa a disposizione del pubblico per eventuali osservazioni.

 

Nel periodo di deposito sono pervenute diciotto osservazioni di cui otto da parte di pubbliche amministrazioni o associazioni e dieci da parte di soggetti privati. Allegato alla Variante c'è è il “Documento 9” che riporta un quadro complessivo delle osservazioni accolte o rigettate dalla Giunta del Parco secondo motivazioni tecniche a cui il Comitato scientifico delle aree protette ha dato parere positivo.

 

Da parte dei presenti in Comitato, diverse sono state le richieste di chiarimento in merito alle modifiche apportate dall’adozione in via preliminare alle quali i tecnici e il Presidente del Parco hanno dato immediata risposta. Il Comitato di gestione del Parco ha dunque adottato la Variante con 32 voti favorevoli, 5 astenuti e nessun contrario e ha chiuso l’iter per quanto di competenza. Ora la Giunta provinciale avrà sessanta giorni di tempo per approvarla in via definitiva.

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