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Sant'Orsola festeggia 40 anni e inaugura il ''Villaggio dei piccoli frutti'' da 42 milioni di euro per diventare sempre più leader

Positivo anche il bilancio del 2018, chiuso con un utile salito a 802 mila euro rispetto ai 623 mila di dodici mesi prima. Il valore della produzione è salito a 62 milioni e 697 mila euro, circa cinque milioni in più rispetto all'anno precedente. Questo ha consentito alla cooperativa di liquidare ai soci oltre 26 milioni di euro rispetto ai 24 milioni del 2017

Di Luca Andreazza - 07 aprile 2019 - 18:07

PERGINE. La cooperativa Sant'Orsola festeggia 40 anni storia e inaugura il nuovo centro "Villaggio dei piccoli frutti" a Cirè di Pergine. Il nuovo stabilimento è stato realizzato in tempi record, la costruzione è iniziata, infatti, il 24 luglio 2017 e oggi è avvenuto ufficialmente il taglio del nastro. 

 

"Se oggi siamo qui è per la capacità e la tenacia di chi negli anni ci ha creduto - commenta il presidente Maurizio Fugatti - portando avanti una intuizione che ha fatto dell’unità e del territorio i suoi ingredienti esclusivi. Questo è lo spirito del movimento cooperativistico in Trentino perché la cooperazione è ciò che rende possibili progetti simile, dove tradizione innovazione sono le due facce della stessa medaglia. Per restare competitivi quindi occorre saper guardare alla modernità e questo centro, che parte da lontano, è un bell’esempio di sistema che riesce a portare i nostri prodotti sui mercati nazionali e internazionali, promuovendo l’intero nostro territorio".

 

Il nuovo stabilimento dispone di grandi spazi coperti e di vaste aree esterne. Il "Villaggio dei piccoli frutti" propone una struttura in grado di garantire la massima efficienza di processo, moltiplica le capacità di conservazione e di lavorazione, oltre a essere dotato delle più moderne tecnologie del settore dei piccoli frutti con 20 linee di confezionamento e di macchinari all'avanguardia, come un sistema di calibrazione del mirtillo unico nel suo genere.


Il prodotto conferito dai soci viene ora conservato in 157 celle refrigerate poste sotto il livello del suolo in modo da coadiuvare ancor più la catena del freddo. L'impianto fotovoltaico installato da oltre 350 kWp garantisce una produzione di circa 400 mila kWh/anno. Non solo. Il progetto propone una palazzina auditorium da 500 posti e scelte di materiali specifici usati per le coperture mirate al risparmio energetico.

 

"Un obiettivo straordinario - dice Marina Mattarei, presidente di Federcoop - frutto di impegno, lavoro e sacrificio e soprattutto capacità di visione e lungimiranza. La cooperazione trentina vive tra le fasi più complesse e intricate della sua storia, che a questo punto sente tutta la necessità di rilanciare il valore dell’unità di questo movimento, che tanto ha visto impegnate generazioni di cooperatori per costruire questa unità. La cooperativa Sant’Orsola ha saputo correre sulle gambe della propria identità: valoriale, profonda, che viene da lontano, e che i soci continuano a riconoscere alle proprie cooperative".

 

Il nuovo stabilimento è solamente il primo passo, ma senza dubbio il più importante, per la realizzazione dell'intero "Villaggio dei piccoli frutti", un investimento di 42 milioni di euro su 16 ettari di superficie, il più importante realizzato in Europa, che consente a Sant'Orsola di confermare la leadership italiana, ma anche di presentarsi all'estero come il distretto di riferimento per il settore. A regime, il centro dovrebbe comprendere serre calde e fredde, vivai, punto vendita e parco tematico con coltivazioni dimostrative in suolo, area giochi e attività varie, oltre a parcheggi per 326 posti auto.

 

Non è l'unica buona notizia in casa Sant'Orsola del presidente Silvio Bertoldi e dei 206 dipendenti. Positivo anche il bilancio del 2018, chiuso con un utile salito a 802 mila euro rispetto ai 623 mila di dodici mesi prima. Il valore della produzione è salito a 62 milioni e 697 mila euro, circa cinque milioni in più rispetto all'anno precedente. Questo ha consentito alla cooperativa di liquidare ai soci oltre 26 milioni di euro rispetto ai 24 milioni del 2017. Un risultato importante, raggiunto nonostante l'andamento climatico poco favorevole.

 

Questi numeri confermano il trend positivo di Sant'Orsola, un percorso di crescita iniziato nel 2013, quando l'intera organizzazione della società è stata reimpostata anche con l'inserimento di nuove risorse umane guidate dal direttore Matteo Bortolini. Un piano in grado di dare impulso a ogni settore, dalla produzione alla sperimentazione, senza dimenticare la vendita vendita.

 

Questi risultati positivi hanno permesso di redigere un business plan per investire in modo convinto nel nuovo stabilimento e puntellare la leadership sul mercato italiano e competere in maniera più decisa in quello internazionale. Il trend dei consumi di questa merceologia è in costante crescita, così come l'incremento di produzione che si diffonde in nuove aree del mondo.

 

Nel 2018 sono state conferite 5.463 tonnellate di frutti di bosco, fragole e ciliegie tardive. Le aziende socie sono 844 per una superficie coltivata di 523 ettari tra 200 e 1.400 metri di altitudine. I prodotti freschi sono fragole, fragoline, lamponi, more, mirtilli, ribes rosso e bianco, uva spina, kiwi e ciliegie, mentre quelli trasformati sono confetture, composte, succhi di frutta, sciroppi e salse. 

 

"Davanti a noi ci sono grosse sfide - commenta l'assessora Giulia Zanotelli - e una di queste è rappresentata dai cambiamenti climatici. La recente tempesta Vaia è un esempio con circa 7 milioni di euro di danni subiti dal settore agricolo trentino. Dalla Provincia non verrà meno il sostegno e stiamo già lavorando sul fronte della programmazione, guardando al tempo stesso con attenzione progettualità come questa dove si punta ad una logica di distretto per rendere gli sforzi di ciascuno più competitivi nel mercato globale".


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