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Tecnologie sempre più all'avanguardia per imbrogliare ai quiz della patente. Servono i sanitari per togliere un mini auricolare

L'apparecchio grande due millimetri individuato durante un controllo della polizia stradale, estratto con una calamita. Il comandante Tognarelli: ''Azioni di prevenzione e contrasto al fenomeno in collaborazione con la motorizzazione''

Pubblicato il - 17 gennaio 2019 - 12:57

TRENTO. I tempi cambiano, le tecnologie migliorano e anche gli espedienti da chi le usa per infrangere la legge. Lo sanno bene gli agenti della polizia stradale: un lavoro il loro che richiede aggiornamento e attenzione per riuscire a smascherare chi compie reati. È questo il caso dei controlli durante gli esami per la patente. A dicembre proprio durante un sopralluogo è stata individuata una persona avrebbe ricevuto suggerimenti con un auricolare grande due millimetri.

 

Recente è la notizia di un ragazzo che sarebbe stato sorpreso (e denunciato) con una telecamera e un auricolare per fare il quiz di teoria della patente (qui l'articolo). È l'esito di uno dei tanti controlli condotti dalla polizia stradale a contrasto dei cosiddetti "esami facili".

 

Nel corso dello scorso anno sono state sei le azioni di questo tipo, che hanno portato a cogliere cinque persone in flagranza di reato. Per loro è scattata una denuncia a piede libero. Una denuncia è già stata fatta anche nel 2019.

 

Una delle prime e più grandi operazioni contro i "furbetti della patente" è stata condotta invece nel 2015: si tratta della "Spy Drive" che ha portato a smascherare lo schema che vedeva delle persone superare l'esame della teoria tramite suggerimenti dati con telecamere e cellulari. Undici all'epoca erano state le custodie cautelari; diverse in tribunale le condanne collegati all'operazione. Molte seguite dalla revoca della patente.

 

"Siamo molto attenti al fenomeno, diffuso a macchia di leopardo in tutta Italia. Le azioni di prevenzione e di contrasto avvengono in collaborazione con la motorizzazione civile, con le autoscuole e gli studi di consulenza automobilistica presenti sul territorio" spiega il comandante della polizia stradale Giansante Tognarelli.

 

Gli uomini della Squadra di polizia giudiziaria operano verificando i nomi degli iscritti ai test di teoria della patente, conducono controlli in borghese durante gli esami e, nei casi sospetti, procedono con accertamenti ulteriori. I controlli avvengono anche in collaborazione con altre città del Paese, incrociando le esperienze, vista la possibilità per chi sostiene l'esame della patente di recarsi nelle diverse sedi in Italia.

 

Con il passare dei tempi si sono evolute le tecnologie a disposizione dei "furbetti" e quindi gli schemi utilizzati. Non è più l'epoca dei bigliettini, spiega il comandante Tognarelli: "L'utilizzo della tecnologia porta a fenomeni sempre nuovi. Chi infrange la legge lo fa ora con telefoni e microcamere. E le informazioni arrivano dall'esterno della sala d'esame".

 

L'ispettore superiore Roberto Ferrais tratteggia l'evoluzione del fenomeno: "Il vecchio sistema prevedeva la presenza di due cellulari nascosti sulle due gambe. Uno squillo, e quindi una vibrazione, su una gamba significava "vero", sull'altra "falso". Ora le cose sono cambiate: "Per la teoria è prevista la possibilità, per chi non capisce bene l'italiano, di avere un ausilio audio in inglese o in francese. C'è chi indossa un auricolare sotto la cuffia in dotazione e riprende con una microtelecamera il terminale touch screen dove compaiono le domande".

 

Recente è stato il caso che ha visto l'intervento dei sanitari, chiamati dagli agenti della stradale: avrebbero dovuto, aiutandosi con una calamita, estrarre dall'orecchio di un candidato un auricolare dalla grandezza di due millimetri appena.

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