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Videogiochi, i ragazzi sono biologicamente più attratti

Uno studio conferma che i ragazzi sono più attratti dai videogiochi rispetto alle ragazze. Alla base ci sarebbero motivi di ordine biologico

Pubblicato il - 22 October 2019 - 20:23

TRENTO. Perché i maschi sono più attratti dai videogiochi rispetto alle femmine? Semplici ragioni biologiche. È quanto afferma un’indagine pubblicata dal “Social Cognitive Affective Neuroscience” sulla base di una ricerca effettuata dalla Yale University.

 

I ricercatori hanno messo a confronto 108 giovani (68 ragazzi e 40 ragazze) con un’età media di 21 anni mentre si dilettavano in una sessione di giochi online della durata di 30 minuti. Esaminando la zona cerebrale di ciascun individuo, si è scoperto come quella dei maschi risultasse “più attiva” rispetto a quella della controparte femminile.

 

Lo studio ha messo in risalto che l’attività video-ludica accelera il “desiderio” nel cervello dei ragazzi, un meccanismo neurale che li rende emotivamente più esposti allo sviluppo di dipendenze da gaming. D’altronde le ultime statistiche della Pew Research Center confermano appieno i risultati dell’indagine dei ricercatori della Yale University: il 41% dei ragazzi trascorre il tempo libero giocando, una percentuale che si abbassa drasticamente all'11% per le ragazze.

 

In questi ultimi anni il gioco online si è evoluto ed ha compiuto passi da gigante. Oggi bastano infatti uno smartphone o un tablet per iniziare a giocare con accattivanti titoli di corse, calcio, puzzle, picchiaduro, fantasy e tante altre categorie. Non serve più recarsi nelle sala giochi, i titoli per pc e dispositivi mobile si presentano con grafiche e livelli di giocabilità ottimali.

 

Un discorso analogo si può fare per i portali di casino online, sempre più diffusi in Italia. Non bisogna più uscire di casa per giocare e, contrariamente a quanto succede nelle normali sale da gioco, online ci sono un’infinità di promozioni come i bonus di benvenuto facilmente trovabili nei siti specializzati. È sufficiente un telefonino ed una connessione internet per divertirsi su piattaforme assolutamente sicure e legali.

 

Come tutte le attività da svolgersi nel tempo libero, bisogna essere in grado di prenderle soltanto per quelle che sono: un semplice passatempo. La dipendenza da gaming infatti di recente è stata riconosciuta dall'Oms come un vero e proprio disturbo, una malattia mentale che coinvolge soprattutto i ragazzi tra i 12 ed i 16 anni.

 

Diversi sono gli indizi di una forte dipendenza videoludica: eccitazione, alterazione dell’umore e irritabilità. Sintomi che si alternano tra loro a seconda se si è vicini oppure no alla proprio console.

 

Ulteriori studi negli ultimi tempi si sono occupati dello stretto legame tra giovani e videogiochi. Secondo quanto pubblicato su un articolo del Wall Street Journal sul fenomeno gaming, la parte del cervello più interessata nei processi decisionali non sarebbe completamente sviluppata fino ai 25 anni. Ciò spiegherebbe perché i videogames rappresentano un piacere a cui diventa difficile resistere e rende terribilmente complicato staccare i ragazzi dalle moderne console.

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