Contenuto sponsorizzato

A 75 anni dall'ecatombe di Hiroshima e Nagasaki il mondo conta le testate nucleari: sono circa 14mila e sembrano destinate a crescere

Il 9 agosto 1945, sulla città industriale di Nagasaki, un aereo statunitense sganciava la seconda testata nucleare che avrebbe costretto l'Impero giapponese alla resa incondizionata. Finiva così la più grande tragedia dell'umanità. A 75 anni di distanza, con il Paese che ricorda quel tremendo momento, il numero di armi nucleari pare considerevolmente aumentato

Di Davide Leveghi - 09 agosto 2020 - 12:44

TRENTO. Quello avvenuto tra il 6 e il 9 agosto di 75 anni fa non poteva che essere l'esito logico di una guerra mai vista. Più di 50 milioni di persone rimasero sul terreno, l'Europa venne devastata, il Pacifico assistette ad una carneficina combattuta isolotto per isolotto. Berlino, ridotta in macerie, era già stata occupata, la Germania nazista costretta alla capitolazione, firmata dall'ammiraglio Karl Doenitz il 7 maggio 1945.

 

Erano le 8.15 della mattina di tre mesi dopo, quando a oltre 500 metri dal suolo deflagrava la prima testata nucleare destinata a decidere gli esiti del più sanguinoso conflitto dell'umanità. Il 6 agosto su Hiroshima e il 9 su Nagasaki, per la prima volta l'uomo assisteva esterrefatto e terrorizzato all'ecatombe atomica, che spazzò via oltre 200mila persone e ne condannò migliaia ad atroci sofferenze dovute alle conseguenze delle radiazioni.

 

Il Giappone, entrato in guerra al fianco della Germania nazista e dell'Italia fascista, poteva essere messo in ginocchio, secondo il presidente statunitense Harry Truman, solamente con la più micidiale arma mai creata. Rifiutatosi di deporre le armi all'ultimatum lanciato da Washington, l'Impero giapponese si arrese incondizionatamente solo il 14 agosto 1945, 5 giorni dopo che il secondo fungo atomico si alzasse sul centro industriale nevralgico di Nagasaki, cancellando dalla faccia della terra migliaia di vite e un'intera (la seconda) città.

 

Little Boy” e “Fat Man”, questi i "buffi" nomi delle due testate sganciate sulla popolosa Hiroshima e su Nagasaki, determinarono il tragico esito di una guerra che mai come allora aveva seminato morte e distruzione sulla terra. Le bombe atomiche furono l'esito di una guerra totale in cui si combatteva per l'annichilimento del nemico. Fu l'esito della più grande tragedia dell'umanità, in cui non solo si testarono i più micidiali strumenti fino a quel momento creati (soprattutto sui civili) ma si trasformarono pure la morte e la distruzione fisica e psicologica dell'essere umano in un'industria.

 

Entrati nella Guerra Fredda, l'arma nucleare si sarebbe trasformata in uno strumento di dissuasione e minaccia, raggiungendo al giorno d'oggi (con la stessa Guerra Fredda terminata da 30 anni) gli arsenali di ben 9 Paesi nel mondo. A 75 anni di distanza, pertanto, risulta lecito interrogarsi sul futuro dell'umanità, visto che invece che diminuire le testate stanno crescendo di numero.

 

Cina, India, Pakistan e Corea del Nord stanno incrementando il proprio arsenale mentre le trattative per la non proliferazione paiono bloccate dai dissidi tra Washington e Mosca. In diversi Paesi Nato, compresa l'Italia, vengono custodite armi nucleari secondo un accordo firmato dai membri del Patto Atlantico. Attualmente, nel mondo, il numero di testate atomiche raggiunge circa i 14mila esemplari.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 20.21 del 25 Settembre
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

28 settembre - 11:49

Ieri altri due istituti superiori con positivi e anche un bimbo di un asilo. I contagi nelle ultime 24 ore sono 25 e quasi 1600 le persone che in Alto Adige si trovano in isolamento domiciliare 

28 settembre - 11:15

E' successo nelle prime ore di questa mattina, sulla strada statale 237. Sul posto si sono portati i vigili del fuoco di Tione, la polizia delle Giudicarie e la forestale. Per la donna tanta paura ma fortunatamente nessuna ferita grave. L'auto ha subito gravi danni  

27 settembre - 20:29

Mentre il presidente della Regione Kompatscher lavora per portare la concessione dell'autostrada nelle mani solo degli enti pubblici, da parte della giunta provinciale trentina la sensazione è che si stia remando in direzione contraria. L'ex presidente Ugo Rossi: "Fugatti ostacola la comunanza di visione tra le province. Vuole fare gli interessi dei veneti. Così rischiamo di andare alla gara"

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato