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Bar o ristorazione? Caos sull'ordinanza Fugatti: forze dell'ordine in alcuni locali ma non è chiaro che fare. Gatto Gordo: ''Noi somministriamo anche cibo. C'è confusione''

Nella serata di ieri la locanda gatto Gordo di Trento è stato teatro di una discussione animata tra il proprietario Villotti e un gruppo di carabinieri, poliziotti e finanzieri. Secondo questi ultimi, dalle 20 il ristorante non può servire ai tavoli solamente bevande. L’oggetto del dibattito è la parola “attività” di ristorazione, che ha generato non poca confusione

Di Marianna Malpaga - 31 October 2020 - 19:34

TRENTO. Sta generando confusione la “via trentina” all’apertura di bar e attività di ristorazione. Secondo l’ordinanza di Fugatti, infatti, le attività di bar, pasticcerie e gelaterie sono consentite dalle 5 alle 20, mentre quelle di ristorazione dalle 5 alle 22.

 

Per alcuni locali, però, non è così semplice individuare il confine tra attività di bar e di ristorazione. È il caso della locanda gatto Gordo, pub e ristorante di via Cavour, che ieri è stato teatro di un’animata discussione tra il proprietario Carlo Villotti e una decina di persone tra carabinieri, finanzieri e poliziotti.

 

“Il gatto Gordo ha la licenza di ristorante – racconta Villotti – ma è molto conosciuto come pub, e si trova quindi in una situazione d’ambiguità. Perciò nei giorni scorsi mi sono confrontato con chi dovere per capire come comportarmi rispetto ai vari provvedimenti, anche precedenti a quello di Fugatti. Leggendo il Dpcm, sembrava che fosse la categoria del locale a decidere quale fascia oraria sarebbe stata applicata. Non si parlava di servizio. Confrontandomi con il mio commercialista, è emerso quindi che avrei potuto tenere aperto il gatto Gordo fino alle 22”.

 

Non erano però dello stesso avviso i carabinieri, i finanzieri e i poliziotti intervenuti ieri sera verso le 21. “Mi hanno contestato, dicendo che ad alcuni tavoli stavamo portando solo bevande", spiega Villotti. "Allora ho spiegato tutti i ragionamenti e la confusione nati dall’ordinanza, e loro si sono giustificati dicendo che nemmeno loro sapevano bene come agire in questo caso".

 

"Mentre il Dpcm di Conte - prosegue - distingue tra bar e ristoranti, Fugatti parla di bar e di attività di ristorazione. Ma, se andiamo ad analizzare bene la parola, ‘attività’ può essere intesa in due modi: come locale o come servizio''.

 

"Un finanziere ha affermato che ‘attività’ debba leggersi come ‘servizio’, e ha quindi aggiunto che non posso servire i clienti che vogliono bere e basta. Con l’aperitivo, però, solitamente non diamo solo patatine, ma anche prodotti della nostra cucina. E poi magari un tavolo ha finito di mangiare e ordina da bere, quindi quando arrivano i poliziotti trovano la gente che beve senza mangiare nulla. Cosa devono fare in quel caso? Verificare che sullo scontrino ci sia la prova che prima hanno mangiato?”.

 

Dopo un momento di confusione, Villotti ha deciso che, a partire da stasera, dopo le 20 non farà sedere nessuno che non consumi anche da mangiare. “Comunque non c’è assolutamente chiarezza”, commenta. “Personalmente vorrei chiudere alle 18, anche perché non vedo il motivo per cui un ristorante debba rimanere aperto se le palestre, che sono dei luoghi sicuri, sono chiuse. La gente si muove per andare al ristorante come per andare in palestra”.

 

Alla fine, ieri sera poliziotti, finanzieri e carabinieri se ne sono andati dicendo che si sarebbero informati meglio per capire chi aveva interpretato correttamente il provvedimento provinciale. “Ma sono discorsi che si ripetono continuamente”, conclude Villotti.

 

“Senza dilungarsi in considerazioni polemiche – si legge nel post pubblicato su Facebook dal gatto Gordo questo pomeriggio per comunicare l’accaduto ai suoi avventori – ci scusiamo per il futuro disagio che si creerà già da stasera nel discutere fino a che punto intendere il vostro ristoro come stuzzicare, il fare aperitivo mangiando o il cenare (ma e il bere dopo cena?). A vostra disposizione nel non saper rispondere a dubbi e perplessità sulle sempre chiare direttive dall’alto”.

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