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Coronavirus, Google (VIDEO) ricorda Ignác Semmelweis fra i primi a capire l’importanza di lavarsi le mani

Google: “Il Doodle di oggi segue le linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità su come lavarsi le mani correttamente”. Ecco la storia di Ignác Semmelweis fra i primi a capire l’importanza di questo semplice gesto

Di Tiziano Grottolo - 21 marzo 2020 - 18:19

TRENTO. Ignác Semmelweis morì solo e in manicomio, a causa di una setticemia conseguente a un’operazione chirurgica finita male, resasi necessaria dopo che le guardie della struttura lo picchiarono brutalmente, eppure è proprio a quest’uomo che dobbiamo una delle intuizioni più importanti in campo medico: lavarsi le mani.

 

Quella che oggi è considerata un’ovvietà nel XIX secolo non lo era, anzi, nel reparto ostetricia dell'Ospedale generale di Vienna, quello che da molti era considerato fra più moderni del continente, c’era persino chi dopo aver eseguito un’autopsia visitava le partorienti.

 

Nel reparto in cui le donne che avevano appena partorito erano vistiate dai medici che praticavano autopsie la mortalità era cresciuta enormemente, senza che nessuno riuscisse a capirne le ragioni. Le giovani puerpere erano letteralmente decimate da quella che passerà alla storia come “febbre puerperale” caratterizzata forti dolori e febbre molto alta.

Semmelweis, originario di Buda ma in servizio nello stesso ospedale, ossessionato da queste morti iniziò a indagare il fenomeno, l’illuminazione gli arrivò dopo la morte dell’amico e collega, Jakob Kolletschka, deceduto dopo una breve malattia. Il medico ungherese notò come l’amico fosse rimasto ferito nel corso di un’autopsia eseguita sul cadavere di una donna morta in seguito alla febbre puerperale. L’autopsia eseguita sul collega evidenziò nel corpo del dottore lesioni simili in tutto e per tutto a quelle riscontrate nelle giovani partorienti uccise dalla febbre puerperale. A quel punto il nesso fra le morti delle madri e quelle dei medici infettati durante le autopsie fu chiaro.

 

Il medico ungherese elaborò una vera e propria soluzione igienizzante a base di cloruro di calce con la quale convinse i colleghi a lavarsi le mani prima di effettuare una visita, i risultati furono strabilianti: il tasso di mortalità nelle giovani partorienti calò drasticamente. L’intuizione però, al contrario di quello che si potrebbe pensare, non portò fortuna a Semmelweis che pure, non ancora 30enne, aveva fatto una grande scoperta.

 

Ignác Semmelweis - Wikipedia
Ignác Semmelweis - Wikipedia

 

Alcuni ritennero addirittura offensive le affermazioni del giovane dottore, inaccettabile che i medici fossero considerati portatori di un’infezione, per questo in molti osteggiarono e denigrarono le teorie promosse da Semmelweis. Con ogni probabilità il rifiuto e lo stigma della comunità scientifica contribuirono a danneggiare la salute la salute del medico ungherese che nel 1865 venne rinchiuso contro la sua volontà in un ospedale psichiatrico. Solo a distanza di molti anni la comunità scientifica riconobbe l’intuizione geniale di Semmelweis, nel tempo è stato persino introdotto il concetto di “riflesso di Semmelweis” ovvero l’attitudine da parte dell'establishment scientifico a rifiutare una nuova scoperta preferendo osteggiarla anziché svolgere le opportune verifiche.

 

In questi giorni, proprio quando un gesto tanto semplice come quello di lavarsi bene le mani è tornato di stringente attualità, Google, attraverso un Doodle, ha scelto di omaggiare Semmelweis trasformando in animazione le linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità su come lavarsi le mani correttamente.

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