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Coronavirus, medici e infermieri scendono in piazza: "Troppi di noi tagliati fuori dal premio Covid. Basta chiamarci eroi, ora vogliamo i fatti"

Giuseppe Varagone, Segretario provinciale Uil Fpl Sanità: "La Provincia di Trento lascerà fuori dal "premio Covid" lavatori della sanità pubblica e privata che in questi mesi hanno lottato e anche tutti quelli che hanno continuato a garantire lo stato di salute ai cittadini nei diversi reparti ospedalieri. Chiamarli eroi non basta, ora vogliamo un contributo concreto"

Di Lucia Brunello - 05 giugno 2020 - 18:11

TRENTO. Anche a Trento medici e infermieri sono scesi in piazza per far sentire la propria voce e chiedere maggiore considerazione al governo e alla giunta provinciale per tutti i professionisti che durante gli strazianti mesi dell'emergenza sanitaria hanno lottato senza sosta. Si sono quindi riunite davanti al palazzo della Regione, nel pomeriggio del 5 giugno, una trentina di persone in rappresentanza di medici e infermieri in un flash mob con cartelli e scritte.

Tra i presenti, vi era il Segretario Provinciale della Uil Fpl Sanità, Giuseppe Varagone: “Oggi siamo qui perché non si devono dimenticare tutti i lavoratori della sanità pubblica e privata che in questi mesi hanno messo a rischio la loro vita e quella dei familiari per garantire lo stato di salute dei pazienti affetti da covid".

 

Ma ricordare non basta, e ora alle parole si vogliono vedere i fatti: "Riteniamo opportuno che la Provincia dia un riconoscimento economico a tutti i professionisti che hanno lottato durante questi mesi. La nostra proposta è di una cifra che va dai 40 ai 130 euro in base al tipo di assitenza diretta o indiretta ai pazienti affetti dal virus. Il decreto Ddl55 della Provincia di Trento, invece, riconosce il premio Covid solo a pochi professionisti, lasciando fuori lavatori della sanità pubblica e privata che in questi mesi si sono ammalati e anche tutti quelli che hanno continuato a garantire lo stato di salute ai cittadini nei reparti di traumatologia, oncologia, cardiologia e via discorrendo".

 

La sanità privata è stata quindi totalmente esclusa dal premio Covid. "Vorrei ricordare che San Camillo, Eremo, Villa Regina - continua Varagone - sono tutte realtà private che però hanno duramente combattuto contro il Covid, accogliendo pazienti trasferiti dall'Apss".

 

Si è parlato molto di medici, infermieri e operatori sanitari come eroi, quali sono, ma che adesso dicono basta alle pacche sulle spalle e chiedono concretezza: "Personalmente odio la parola eroi - dice il segretario -  perché questa dura 10 giorni e poi ci si dimentica di quel che si è detto. Queste persone meritano un riconoscimento economico che duri per sempre, e non solo legato al Covid-19, perché la sanità lavora tutti i giorni per garantire lo stato di salute dei cittadini, non solo in questi mesi passati".

 

Al flash mob ha partecipato solo un numero contenuto di persone per motivi di ordine pubblico e norme anti contagio,"noi siamo qui in rappresentanza di medici, infermieri, oss, operatori 118 e così via, ma posso assicurare che la gente è così arrabbiata che oggi potevamo essere migliaia", commenta infine Varagone.

 

Tra i presenti c'era anche Cesare Hoffer, coordinatore provinciale Nursing Up di Trento: "Noi siamo qua per tenere viva la questione infermieristica e far capire che i problemi non si sono risolti con il diminuire della pandemia e che tuttora la nostra è una situazione di grande difficoltà e di stress psicofisico. Dopo questi mesi siamo sfiniti, e per questo chiediamo più assunzioni per dei congedi straordinari. Siamo delusi dalla giunta trentina per questo incentivo che andrà ad appannaggio di un numero ristretto di operatori. Abbiamo 3.700 professionisti e a riceverlo saranno massimo 2.100".

 

Un pensiero è anche stato dedicato ai 40 infermieri morti in Italia durante l'emergenza coronavirus. "Chiediamo maggiore considerazione dalla Giunta verso i nostri lavoratori che, con lo spirito di sacrificio e alto senso civico, hanno dimostrato di essere la colonna portante della sanità pubblica. Ad oggi, invece, gli infermieri italiani sono i peggio pagati d'Europa".

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