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La Provincia viola la privacy di sedici famiglie che non avevano vaccinato i bambini e il Garante la ''ammonisce''

E' successo ad agosto quando la stessa mail è stata mandata a più indirizzi senza nasconderli. L'autorità di controllo è intervenuta. Ecco cosa ha deciso

Di L.P. - 09 febbraio 2020 - 11:18

TRENTO. La privacy di sedici famiglie è stata violata dalla Provincia di Trento. Lo ha certificato il Garante per privacy che ha 'ammonito'' la Pat ''quale titolare del trattamento in questione, sulla necessità di conformare i trattamenti di dati personali che comportano l’invio di comunicazioni a mezzo posta elettronica alle disposizioni e ai principi in materia di protezione dei dati personali indicati in motivazione''. I fatti riguardano sedici famiglie trentine che avevano scelto per i loro bambini di non vaccinarli e che ad agosto avevano ricevuto una mail dall'amministrazione provinciale che le informava dell'impossibilità di ammettere i minori alle scuole dell'infanzia, se non avessero messo in regola i loro figli.

 

Il problema? Che la mail era stata mandata contemporaneamente a tutti e sedici i contatti lasciandoli ben visibili agli altri. La Provincia ha provato a giustificarsi con il Garante specificando che ''si ritiene che l’inavvertenza della dipendente sia stata dettata dall’urgenza di contattare le famiglie dei bambini “non in regola con l’obbligo vaccinale”, al fine di avvertirle, in prossimità dell’avvio dell’anno scolastico''. E poi ha aggiunto che ''alle sedici famiglie coinvolte è stata inviata una raccomandata A.R: nella quale sono state informate dell’accaduto e segnalate le scuse dell’Amministrazione, nonché richiamata la necessità di riservatezza e il divieto di comunicare o divulgare i dati di cui sono venute a conoscenza''. ''Al riguardo - concludeva la Pat - non è pervenuta alcuna risposta/osservazione da parte delle famiglie''.

 

Ma cambia poco perché l'errore, ormai, era stato compiuto e allora ecco arrivare la decisione del Garante che ha dichiarato illegittimo il provvedimento di invio della e-mail precisando che ''le informazioni contenute nella comunicazione - si elegge nella newsletter del Garante per la protezione dei dati personali - della Provincia sono qualificabili come dati relativi alla salute dei minori. Tali dati possono essere trattati solo sulla base di un idoneo presupposto giuridico, rispettando i principi di liceità, correttezza e trasparenza nonché di minimizzazione, in modo sicuro e solo se adeguati, pertinenti e limitati  rispetto alle finalità per le quali sono trattati''.

 

''L'e-mail - conclude il Garante - andava dunque inviata a ciascun genitore separatamente, in modo personalizzato, o utilizzando lo strumento della copia conoscenza nascosta (ccn), per rendere ogni indirizzo riservato. Di conseguenza l'Autorità, oltre ad aver dichiarato illecito il trattamento, ha ammonito la Provincia a conformare l'invio di comunicazioni alle disposizioni e ai principi che tutelano i dati personali. Nel caso specifico il Garante ha tenuto conto del fatto che l'illecito è stato un primo e isolato evento, dovuto alla disattenzione di una dipendente. L'Autorità ha inoltre tenuto conto che la violazione gli è stata notificata dalla Provincia stessa, che, a seguito dell'accaduto, ha informato del fatto gli interessati, scusandosi e adottando atti e iniziative volte a sensibilizzare il personale al rispetto della disciplina dei dati personali''.

 

Qui il testo completo

 

 
 

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