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“La salute mentale? Un diritto che deve essere garantito a tutti”. Il messaggio di Mattarella a 40 anni dalla scomparsa di Franco Basaglia

Sabato 10 ottobre è la Giornata nazionale per la salute mentale. "Le istituzioni hanno un ruolo fondamentale nel supporto a persone con malattia psichica. Un’attenzione particolare deve essere destinata alla scuola e agli spazi educativi e relazionali, che vanno incoraggiati e sostenuti per creare reti e forme di integrazione tra le persone”

Di Marianna Malpaga - 10 ottobre 2020 - 12:38

TRENTO. La salute mentale è un diritto che deve essere garantito a tutti”. Questo l’invito del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo messaggio per la Giornata mondiale della salute mentale, che ricorre oggi, sabato 10 ottobre.

 

La Giornata è stata istituita nel 1992 grazie all’intuizione dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ed è oggi più che mai attuale, come ricorda Mattarella. “Quest’anno – scrive il capo dello Stato – le vicende della pandemia hanno acuito la sofferenza delle persone affette da patologia psichica, spesso costrette a vivere lontano dalle proprie famiglie per ragioni terapeutiche e che si sono trovate in alcuni casi ad affrontare in solitudine gli effetti della chiusura”.

 

Non solo: tra le conseguenze meno visibili della pandemia c’è anche l’aumento delle condizioni di disagio psichico, che sta “acutizzando situazioni di emergenza psichica e sociale”, come ricorda il Presidente.

 

“Un ruolo fondamentale per il supporto alle persone con malattia psichica – prosegue il capo dello Stato – continua a essere svolto dalle famiglie, di frequente gravate di una gestione difficile dal punto di vista economico e relazionale. Diventa quindi importante il ruolo delle istituzioni, affinché nessuno venga lasciato solo e sia permesso a tutti di accedere all’assistenza più adeguata su tutto il territorio nazionale. Un’attenzione particolare deve essere destinata alla scuola e agli spazi educativi e relazionali, che vanno incoraggiati e sostenuti per creare reti e forme di integrazione tra le persone”.

 

L’Italia è all’avanguardia nella cura delle malattie mentali e, secondo Mattarella, bisogna proseguire in questa direzione. “Venire meno a questo impegno costituirebbe un arretramento culturale e civile – ammonisce – che, proprio in questo momento, il nostro Paese non si può permettere”.

 

Tra i fondatori di un nuovo modo di intendere il concetto di sanità mentale che ha reso l’Italia più attenta su questo fronte c’è lo psichiatra Franco Basaglia, conosciuto per la Legge 180 del 1978, anche detta “Legge Basaglia”, con la quale venne imposta la chiusura degli istituti psichiatrici italiani. Il 29 agosto di quest’anno, lo psichiatra veneto è stato ricordato in occasione dei quarant’anni dalla sua morte.

 

Le sue idee, rivoluzionare per l’epoca in cui visse, continuano infatti a ispirare la psichiatria. Sospendere ogni forma di giudizio, considerare l’individuo nella sua interezza e mettere in primo piano l’umanità del malato sono solo alcune delle lezioni di Basaglia, convintissimo che, come era solito dire, “Visto da vicino nessuno è normale”.

 

Per questo è fondamentale abbattere lo stigma che circonda le malattie mentali, e la Giornata di oggi è un importante momento di sensibilizzazione nei confronti di un problema che riguarda una fetta importante della popolazione: nel 2018, secondo il Rapporto sulla Salute Mentale del Ministero della Salute italiano, gli utenti assistiti dai servizi specialistici sono stati più di 837 mila.

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