Contenuto sponsorizzato

Lessinia, terra di contrabbandieri. Dai toponimi alla leggenda di Pietro Griso, lo scaltro bandito che sfuggiva sempre ai finanzieri

Luogo di frontiera per lunghi periodi, la Lessinia si distinse per il fiorire dell'attività di contrabbando. Tra la Vallagarina e le montagne venete, di notte e di giorno i contrabbandieri, carichi di sale, zucchero e tabacco, facevano la spola, battendo sentieri impervi e cercando di sfuggire ai finanzieri. Leggende e toponimi testimoniano l'importanza di questo commercio per la zona, con personaggi come Pietro Griso, entrato nell'immaginario popolare come scaltrissimo e imprendibile bandito

Di Davide Leveghi - 01 ottobre 2020 - 12:12

ALA. Ogni territorio di confine è storicamente luogo di potenziale contrabbando. Quando la povertà della zona, poi, l'impervia e la sostanziale mancanza di risorse rendono questo traffico l'unico sostentamento redditizio, il commercio illegale si trasforma in una vera e propria attività economica capace di sostenere intere comunità. Il caso di Ala e della Lessinia, da questo punto di vista, non rappresenta che un fulgido esempio di come la popolazione possa adattare la sua vita alle rigidità delle frontiere, sviluppando astuzia e sotterfugi pur di rimanere ancorata alla propria terra.

 

Per secoli luogo di frontiera, il territorio della Lessinia, con le sue valli pietrose e inaccessibili, ha visto fiorire questo tipo di commercio. Sale, zucchero, tabacco (la cui coltivazione prosperò nel territorio del Basso Trentino a causa del divieto imposto in Veneto), caricati sulle “carghe”, gli zaini dei contrabbandieri, venivano trasportati dall'Impero al Regno d'Italia, scambiati con prodotti che scarseggiavano in Vallagarina, come i cereali. I passaggi dei contrabbandieri, battuti in veri e propri sentieri conosciuti a menadito da questi scaltri montanari, hanno marcato il territorio, convertendosi in toponimi che danno il nome ai luoghi e testimoniano al tempo stesso l'importanza del contrabbando per questa terra di confine.

 

La località della Veceta, ad esempio, si ipotizza che prenda il nome da una leggendaria figura di un'anziana signora che con la sua voce incoraggiava i contrabbandieri impegnati nella faticosa salita della valle boscosa, mentre la Val Bona ha un nome nato in contrapposizione alla Val Matta, come a indicare una via più agevole per condurre i propri traffici, spesso di notte, le spalle e i dorsi di mulo carichi di prodotti da scambiare al di là della frontiera.

 

Come spesso accade, leggenda e storia si intrecciano, creando un alone di mistero attorno ai toponimi come alle vicende di figure entrate di diritto nell'immaginario popolare. La Contrada Grisi, nella Lessinia veneta, evoca ad esempio la figura di Pietro Griso, astuto contrabbandiere, disertore dall'esercito, abile falsario, che avrebbe condotto per anni i suoi traffici da una residenza nascosta nel bosco, lontano dai tracciati dei boscaioli e dei cacciatori.

 

Costantemente sotto la lente dei finanzieri, si racconta che il Griso fosse stato arrestato per ben 33 volte, subendo oltre 20 processi. Ma la maggior parte delle volte, egli fu in grado di sfuggire alle grinfie delle autorità, sfruttando la sua astuzia e la sua incredibile conoscenza del territorio. D'inverno, per confondere i suoi inseguitori, utilizzava un paio di “sgàlmare” (delle scarpe in legno), con la punta dietro e il tacco davanti, cosicché chi lo avesse seguito sarebbe andato nella direzione opposta a quella percorsa dallo scaltro contrabbandiere.

 

Nel tascapane, inoltre, si dice che portasse sempre il teschio del padre, assieme a una candela, così da lasciarlo alla finestra della casa, fingendo così di essere dentro e incutendo timore in chi, per caso o per volontà, si fosse avvicinato. Noto falsario, non si seppe mai dove riuscisse a fabbricare i soldi finti. Le leggende narrano che venissero prodotti in qualche buio covolo tra i boschi.

 

Due fatti poi lo resero particolarmente famoso in quelle terre di confine. Si dice che una notte le guardie riuscirono a rintracciare l'abitazione con il Griso dentro. Bussarono alla porta e il contrabbandiere si presentò all'uscio, nudo con indosso solo dei calzoni e una giacca sbottonati. Afferrato dalle forze dell'ordine, riuscì a sfilarsi la giacca dandosi alla fuga nei boschi.

 

Vi fu poi quell'episodio che lo fece entrare di diritto nell'immaginario della popolazione locale. Arrestato, venne legato alla parete di una stanza. Qui, recuperato da terra un pezzo di carbone, avrebbe inciso una frase entrata nella leggenda, disegnandovi accanto un gallo: “Finché questo gallo non canterà, neppure Pietro Griso si condannerà”. Il bandito, così, dimostrava di rimanere fedele ai suoi compagni, alimentando la sua fama.

 

La fine del contrabbando, sancita dal Trattato di Saint-Germain, con cui il Tirolo meridionale veniva annesso al Regno d'Italia, provocò lo spopolamento di molti villaggi, a testimonianza, ancora una volta, della centralità di questo tipo di attività in un luogo come la Lessinia.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 22 ottobre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

23 ottobre - 05:01

Le incertezze sono enormi e probabilmente tutto resta sul tavolo, un vertice di presidente e assessore per riconoscere l'autonomia decisionale dei territori. L'unico contributo della Provincia è quello di impostare un protocollo sanitario che stabilisca le modalità di organizzazione degli eventi da firmare

22 ottobre - 19:56

Sono stati, purtroppo, comunicati 3 decessi tra Trento, Baselga di Pinè e Ville d'Anaunia: 17 morti in 13 giorni e 18 vittime in questa seconda ondata di Covid-19. Il bilancio complessivo è di 7.649 casi e 488 decessi in Trentino da inizio emergenza

22 ottobre - 18:32

Il presidente della Provincia di Trento è parso ancora ottimista anche se rispetto a qualche giorno fa ha ammesso che qualche preoccupazione c'è. Ma sui ''pochi'' contagi nelle scuole (che pure in pochi giorni hanno raddoppiato le classi in quarantena) la responsabilità ha spiegato che è delle attività extrascolastiche: ''Questo è un tema. Stiamo riflettendo con l'Apss''

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato