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"Noi siamo il Pilati": sei ragazzi si raccontano in una serie web. La promotrice: "Sensibilizziamo la comunità sul mondo giovanile del luogo"

"Noi siamo il Pilati" è una serie web in 5 puntate promossa da un'insegnante dell'Istituto tecnico di Cles Carlo Antonio Pilati. In questi episodi, trasmessi sui canali social e spalmati su 5 settimane, 6 ragazzi si racconteranno mostrando così la varietà e l'integrazione tra diverse vicende personali in val di Non e Sole

Pubblicato il - 12 maggio 2020 - 17:50

CLES. “Noi siamo Il Pilati”. Si gioca tutto sulla scelta di sostituire l'articolo alla preposizione, l'inizio del video con cui Nadia Sandri, docente di lingua dell'Istituto tecnico Carlo Antonio Pilati di Cles, presenta la serie web in cinque puntate con cui si raccontano i giovani che frequentano questa scuola. Nell'impossibilità di essere “al Pilati”, infatti, a causa di questo virus che tutto ha congelato, anche la scuola, ha ispirato questa insegnante e il regista Nicola Bortolamedi a produrre degli episodi che valorizzassero l'eterogeneità e l'estrosità di un gruppo di studenti.

 

La serie web, divisa appunto in 5 puntate, uscirà con un episodio ogni mercoledì per 5 settimane, pubblicate sulla pagina facebook, youtube e instagram dell'Istituto. L'idea nasce all'interno del gruppo teatrale del Pilati, creato due anni fa, e ispiratore per Sandri in virtù della grande diversità che lo compone. Nella seria saranno dunque 6 i giovani protagonisti, di cui 4 appartenenti al gruppo suddetto e 2 selezionati a seguito di casting effettuati dalla docente e dal regista.

 

La finalità del video è restituire una fotografia del Pilati oggi, della varietà che lo caratterizza, con giovani provenienti da diversi ambiti culturali e sociali, in “una ricchezza che ogni giorno si moltiplica”. “E' bellissimo – spiega la docente nel video di presentazione – vedere ogni giorno venire i ragazzi a scuola, vederli interagire con le loro diversità”.

 

Per questo, si è deciso di dare una testimonianza del mondo della scuola rivolta da una comunità messa in ginocchio da un momento storico molto delicato. La Val di Non e la Val di Sole sono la cornice in cui si illustra la “quotidianità di storie positive di persone che credono in ciò che fanno e che affrontano le sfide del presente e del futuro”. Il tutto con l'obiettivo educativo di “avvicinare le nuove generazioni al saper raccontare e al sapersi raccontare”.

 

Il progetto valorizza il vissuto dei ragazzi che frequentano l’Istituto Pilati di Cles e il loro rapporto con il territorio e la scuola – afferma Nadia Sandri - si intende sensibilizzare la comunità sullo stato attuale del mondo giovanile locale. Qui abbiamo un nuovo luogo di confronto multimediale che parte dalla Val di Non e dalla Val di Sole. Il valore di questi racconti ha come base le varie culture, famiglie e inserimenti sociali differenti. I nostri ragazzi costituiscono una risorsa incredibile e sono convinta che dal racconto delle loro storie nasca una ricchezza umana che non si somma, ma si moltiplica!”.

 

Convinzioni personali, età, genere, origine e religione caratterizzano e marcano le differenze dei 6 ragazzi chiamati a raccontarsi: Giada Borghesi di Rallo, Nives Piazzi e Chiara Stanchina di Castelfondo e Livo, Cristian Bachmatchi di Tozzaga, Claudia Negri di Tres e Iman Inani di Coredo. Ragazzi le cui storie si intrecciano tra sport e amicizia, tra integrazione positiva e impegno sociale, passando per passioni comuni come la radio e il motocross.

 

Con i ragazzi si è creato da subito un rapporto confidenziale che è stato la carta vincente del progetto – ha aggiunto Nicola Bortolamedi, regista e montatore della serie web - sono stato accolto in modo amorevole dalle famiglie dei ragazzi. Genitori e fratelli dei protagonisti si sono aperti e si sono raccontati a loro volta, perché hanno capito l’importanza di quello che i ragazzi stavano creando. Le cinque puntate della serie Noi siamo il Pilati raccontano storie che vogliono essere uno stimolo a vivere in modo più genuino le opportunità che abbiamo”.

 

Il progetto ha visto l'apprezzamento anche della Comunità di valle nonesa, che per bocca di Carmen Noldin, assessora alle Pari opportunità e al Distretto famiglia della Comunità di valle ha commentato: “La Comunità di Valle collabora da sempre con le scuole e vede la scuola come l’agenzia principale per il nostro futuro. Conoscerci e riconoscerci nel mondo della scuola rappresenta il motivo fondamentale di questo progetto. L’aspetto innovativo è legato alla tematica dell’inclusione che parte dalla conoscenza diretta dei nostri giovani. I nodi del lavoro sono due: il primo è il rapporto tra il giovane e la scuola, quale istituzione e luogo di crescita, mentre il secondo è il rapporto tra il giovane e il territorio vissuto, percepito spesso come limite e soltanto talvolta come opportunità. Grazie a questo investimento culturale si avvia una produzione nuova e a misura dell’utenza dei social network. Questo modo dinamico di fare informazione, capace di lavorare con i giovani, credo sia una fonte di comunicazione consapevole e autentica”.

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