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Nubifragio a Verona, crollato il secolare "cipresso di Goethe". Devastato il Giardino meta del Grand Tour degli aristocratici europei

Tra i tanti danni prodotti dal nubifragio abbattutosi su Verona nella giornata di domenica 23 agosto c'è anche il crollo di un pezzo di storia della città. Il maltempo ha infatti abbattuto il "cipresso di Goethe", citato dal grande poeta tedesco nel suo "Viaggio in Italia" e da secoli posto all'ingresso del Giardino Giusti, meta obbligata del Grand Tour percorso in età moderna dagli aristocratici europei 

Di Davide Leveghi - 25 agosto 2020 - 10:58

VERONA. “Quei rami li avevo presi nel Giardino Giusti, che è situato in posizione magnifica ed è ricco d'altissimi cipressi, ritti nel cielo come altrettante lesine. Un albero che dal basso fino alla vetta protende verso il cielo tutti i suoi rami, i più vecchi come i più giovani, e che vive i suoi buoni trecent'anni, è davvero venerabile. Data l'epoca in cui fu piantato il giardino, quei cipressi debbono aver raggiunto una così tarda età”.

 

L'albero a cui fa riferimento questo scritto aveva circa mezzo millennio di vita prima di schiantarsi sotto i colpi del nubifragio abbattutosi su Verona nella giornata di domenica 23 agosto. Celebrato dal grande poeta tedesco Johann Wolfgang von Goethe, autore delle parole succitate, non ha resistito all'incredibile violenza con cui il maltempo ha sferzato la città scaligera, mettendo in ginocchio non solo il capoluogo ma l'intera provincia veronese.

 

Visitato il parco nel 1786, Goethe ne scrisse ne “Il viaggio in Italia” pubblicato trent'anni dopo a resoconto delle peregrinazioni per la penisola, tappa obbligata del Grand Tour, antesignano del turismo con cui i ricchi aristocratici intraprendevano una lunga traversata alla scoperta dei luoghi fondamentali della cultura europea.

 

“Stamane poi per tempo, mi ha stupito che mentre tutti venivano dal mercato portando in mano un ricordo di quello, o fiori, o legumi, od aglio, tutti volgessero lo sguardo ad un ramoscello di cipresso, che portavo in mano, dal quale pendevano i frutti a foggia di quelli del pino – scriveva il poeta di Francoforte – tutti mi guardavano, uomini, donne, ragazzi, e parevano trovare la cosa strana”.

 

Strappato un rametto da un grande cipresso posto all'attuale ingresso del Giardino Giusti, Goethe non sapeva certo che ne avrebbe fatto la fortuna, ricoprendo con l'aura della sua notorietà anche quell'albero piantato al tempo della costruzione della villa da parte della famiglia Giusti, giunta a Verona dalla Toscana per sviluppare l'industria della tintura della lana, prima fonte di ricchezza della città.

 

Fu nel XVI secolo, poi, che i Giusti trasformarono l'insediamento produttivo in un palazzo di rappresentanza, completato con un giardino popolato da bossi, fontane, statue, grotte, cipressi, il tutto secondo la moda del tempo. Costruito secondo il gusto di Agostino Giusti, fiduciario dei veneziani e colto aristocratico benvoluto nelle corti di Medici e Asburgo, divenne tappa obbligata del Grand Tour durante le visite a Verona.

 

Tanti i nomi che oltre a quello di Goethe emergono tra i visitatori più illustri dei Giardini, da Cosimo III de' Medici al filosofo Charles de Brosses, da Wolfgang Amadeus Mozart allo scrittore John Ruskin, dall'imperatore Giuseppe II allo zar Alessandro di Russia. Tra mitologia, architettura classica, reperti antichi e alberi d'ogni tipo, il Giardino offriva (e offre) un fantastico panorama sulla città.

 

Un panorama che però non potrà più godere, a causa della distruzione portata dal maltempo, dei mitici alberi che ne compongono la bellezza e la storia. D'ora innanzi, infatti, non ci sarà più quel “cipresso di Goethe” a testimonianza del ruolo della città nella cultura europea. Se ne va così un piccolo ma secolare pezzo della storia veronese.

 


 

Da parte sua, il sindaco Federico Sboarina, di fronte alla devastazione riportata in diverse aree verdi della città, ha emesso un'ordinanza che vieta per motivi di sicurezza l'accesso ai parchi pubblici e alle aree cani fino almeno alla giornata di mercoledì 26 agosto. Il mancato rispetto prevede una sanzione amministrativa che può andare dai 25 ai 500 euro. I gestori del palazzo e del Giardino Giusti, invece, hanno annunciato una chiusura fino a data da destinarsi.

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