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Pugno duro della polizia a Varsavia contro i dimostranti Lgbt. Arrestato anche un italiano. Il Gay Center: "Intervenga l'Europa"

Le forze dell'ordine hanno soffocato nella violenza una manifestazione delle associazioni Lgbt+ a Varsavia, dopo che due attivisti erano stati condannati a 2 mesi di reclusione per aver appeso delle bandiere arcobaleno a statue di eroi nazionali e a un crocifisso. Una cinquantina i nuovi arresti, tra cui un italiano. Non è la prima volta che il Paese si render protagonista di atti intolleranti verso questa comunità, con intere zone della Polonia autoproclamatesi "zone libere dall'ideologia Lgbt"

Di Davide Leveghi - 09 agosto 2020 - 14:04

TRENTO. Sono ore convulse per il movimento Lgbt+ polacco, da anni al centro di battaglie e attacchi da parte delle istituzioni conservatrici di Varsavia. Dopo le dure condanne inflitte ad alcuni attivisti per atti considerati provocatori durante un Gay pride, infatti, i manifestanti scesi in piazza per protestare contro gli ingiusti arresti sono stati oggetto della reazione violenta da parte delle forze dell'ordine, che nell'occasione hanno manganellato i dimostranti caricandone una cinquantina sulle proprie camionette.

 

Tra questi, denuncia il Gay Center, l'osservatorio sugli episodi di omo-transfobia, ci sarebbe anche un attivista italiano, per cui si richiede l'immediato intervento della Farsenina. “Ecco cosa fanno gli amici di estrema destra di Meloni e Salvini in Polonia – ha commentato in un post su facebook il portavoce del Gay Center Fabrizio Marrazzo – hanno messo in atto una violenta stretta repressiva contro gli attivisti LGBT+. Due di loro sono stati prelevati a casa la scorsa sera a forza dalla polizia e posti in stato di fermo, mentre alcuni membri di spicco della comunità sono stati condannati per direttissima a due mesi di prigione, senza la condizionale”.

 

“E quando la folla ieri sera a Varsavia è scesa in piazza cercando di impedire gli arresti e circondando pacificamente le auto delle forze dell'ordine con i condannati a bordo – continua - gli agenti sono intervenuti con estrema brutalità pestando con manganelli qualsiasi manifestante, anche donne e anziani. Almeno una cinquantina di pacifici dimostranti sono stati caricati con violenza sui furgoni della polizia e posti in stato di fermo”.

 

Questa è la libertà di pensiero che chiedono Salvini e Meloni, questa è l'Italia che sognano, se così non è, diano parole di condanna verso il governo polacco – conclude Marrazzo – l'Unione europea reagisca con forza fermando ogni finanziamento (ad eccezione di quelli per il solo supporto sanitario per il Covid) ed attuando azioni restrittive contro il governo polacco e chieda la liberazione immediata degli attivisti”.

 

A scatenare l'ondata repressiva sarebbero stati alcuni episodi avvenuti nel corso del Gay pride. I due attivisti arrestati, infatti, si sarebbero resi protagonisti di gesti considerati provocatori, appendendo delle bandiere arcobaleno su dei monumenti, tra cui delle statue di eroi nazionali e un crocifisso. Gesti considerati un affronto inaccettabile da parte del governo guidato da Andrzej Duda, rieletto nelle elezioni di luglio e a guida del partito conservatore Diritto e Giustizia (PiS).

 

Nessuna tolleranza contro questi seguaci di un'ideologia perversa e di sinistra”, ha tuonato il governo, dopo che lo stesso presidente Duda aveva dichiarato nei giorni scorsi che “lesbiche, gay, bisessuali e transessuali non sono persone ma un'ideologia”. E così, mentre in Parlamento, durante le cerimonie d'insediamento del nuovo governo, diverse deputate dell'opposizione componevano con i propri vestiti la bandiera arcobaleno, dall'altra si scatenava in piazza la violenza contro gli attivisti Lgbt+.

 

 

D'altronde, la Polonia non è certo nuova ad episodi d'intolleranza analoghi. Sono numerosissimi, infatti, i territori (specie nel sud-est del Paese) che hanno dichiarato i propri territori Lgbt-free, fomentate dai partiti conservatori e nazionalisti e dalla Chiesa cattolica. L'Europa, da parte sua, ha deciso di tagliare le proprie sovvenzioni a tutte le città protagoniste di questa aberrante iniziativa.

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