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Rita Giacomuzzi, iscritta Cgil dal 1945: “È con noi da quando aveva 18 anni, ha visto cadere il fascismo e crescere il sindacato”

Sfollata a Sardagna durante la Seconda guerra mondiale Rita Giacomuzzi è tra le prime iscritte della Cgil trentina da quando, appena 18enne scelse di prendere la tessera. Correva l’anno 1945, il fascismo era appena caduto e il sindacato era stato rifondato dopo lo scioglimento imposto dalla dittatura

Di Tiziano Grottolo - 09 September 2020 - 18:13

TRENTO. Sono ben 75 le tessere del sindacato collezionate da Rita Giacomuzzi, vispa 93enne celebrata per la sua dedizione durante l’assemblea dei delegati e delle delegate della Cgil, sezione pensionati, che è andata in scena in questi giorni a Trento.

 

Con i suoi tre milioni di iscritti a livello nazionale, la Spi-Cgil rappresenta una delle più grandi organizzazioni sociali d’Europa. Ora però, il sindacato può vantare fra le sue fila anche una delle tesserate più longeve dal momento che Giacomuzzi si iscrisse per la prima volta nel 1945, anno della rifondazione, dopo lo scioglimento imposto dalla dittatura fascista. Aveva appena 18 anni ma le idee ben chiare.

 

Rita, sfollata a Sardagna durante Seconda guerra mondiale, già a 16 anni lavorava come dattilografa e stenografa all’Associazione del Credito di Trento. Con la caduta del fascismo e la fine della Guerra Rita venne assunta come segretaria di Tullio Negri, componente della prima segreteria della Camera del Lavoro. Di quel periodo, ricorda l’affollamento dei disoccupati, dei lavoratori che ricostruivano i sindacati di categoria, le riunioni sindacali fumose e interminabili, molta povertà dignitosa e molta voglia di rifarsi un futuro.

 

Nell’ottobre 1946 si svolse il primo congresso della CGdL trentina. Gli iscritti erano 28.000. Nel maggio 1947 Giacomuzzi parteciperà con la delegazione trentina al congresso nazionale della confederazione generale del lavoro di Firenze. Tre anni più tardi Rita sarà assunta all’Aci come segretaria della Presidenza. Organizzatrice e anima di molte manifestazioni sportive a partire dal trofeo Stella Alpina. Nel 2000, per via del suo impegno sociale, Carlo Azeglio Ciampi la nominerà Cavaliera della Repubblica.

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