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Sciopero dei benzinai contro il Decreto Ristori. Per 44 ore consecutive non sarà possibile fare rifornimento

Dalla sera di lunedì 14 dicembre al pomeriggio di mercoledì 16, non si potrà fare rifornimento di benzina. I gestori dei distributori si fermeranno per protestare contro l’esclusione della categoria dai sostegni economici previsti dallo Stato. “Quello che chiediamo sono iniziative analoghe a quelle delle altre categorie”

Di Laura Gaggioli - 13 December 2020 - 14:34

TRENTO. Dal 14 al 16 dicembre i benzinai di tutt'Italia si uniranno in uno sciopero generale per protestare contro lo stato di abbandono, da parte dello Stato, in cui verte la categoria in questo periodo di emergenza. I benzinai della rete ordinaria si fermeranno dalle ore 19 del 14 dicembre fino alle 15 di mercoledì 16 dicembre, mentre le stazioni autostradali chiuderanno dalle 22 del 14 dicembre alle 14 di mercoledì 16 dicembre. L’interruzione del servizio prevede rispettivamente 44 e 40 ore consecutive di serrata.

 

La protesta, come si legge in un comunicato congiunto di Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio, vuole denunciare l'esclusione della categoria dalla possibilità di attingere ai sostegni economici previsti del Decreto Ristori, introdotto negli scorsi mesi per mitigare proprio gli effetti della crisi da coronavirus sulle piccole imprese. I distributori infatti, rientrando tra le attività essenziali, non si sono mai fermati durante la pandemia, ma questo non ha impedito perdite, ma anzi, la minor circolazione di persone, dovuta da coprifuoco, lavoro smart working e riduzione degli scambi commerciali, ha fatto in realtà registrare considerevoli contrazioni ai bilanci dei gestori delle pompe di benzina. 

 

La categoria dei benzinai - viene spiegato - non ha alcuna possibilità di contenere i notevoli costi fissi necessari a mantenere l’attività di distribuzione a disposizione del pubblico. Ciò sta causando sul territorio chiusure incontrollate e forzate”.  Paolo Uniti, segretario generale Figisc/Anisa Confcommercio, spiega poi: “Quello che chiediamo sono iniziative di sostegno economico, analoghe a quelle delle altre categorie”. 

 

L’orario dello stop era stato inizialmente previsto fino a giovedì 17 dicembre, ma, a seguito dell’intervento della Commissione di Garanzia, l’autorità garante sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, i gestori hanno concesso una riduzione della protesta di mezza giornata, alla luce delle difficoltà generate dall’attuale situazione sanitaria.

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