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Stop alla prescrizione per la “pillola dei 5 giorni dopo” per le minorenni. "Una svolta per la tutela della salute fisica e psicologica delle adolescenti"

Magrini, direttore dell’Aifa: “Uno strumento altamente efficace per la contraccezione d’emergenza, che consente alle ragazze di evitare momenti critici”

Di Marianna Malpaga - 10 ottobre 2020 - 19:23

TRENTO. Niente più obbligo di prescrizione medica per le minorenni che chiedono la “pillola dei cinque giorni dopo”, l’Ulipistral acetato. L’ha stabilito l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) con la determina n. 998 dell’8 ottobre, definendola “una svolta per la tutela della salute fisica e psicologica delle adolescenti”.

 

L’Ulipistral acetato (EllaOne) è, come spiega Nicola Magrini, direttore generale dell’Aifa, “uno strumento altamente efficace per la contraccezione d’emergenza per le giovani che abbiano avuto un rapporto non protetto, entro cinque giorni dal rapporto. Ed è anche, a mio avviso, uno strumento etico in quanto consente di evitare momenti critici che di solito sono a carico solo delle ragazze”.

 

Dal 2017, l’Ulipistral acetato si trova all’interno della lista dei farmaci essenziali stilata dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Non si tratta comunque di un farmaco da usare regolarmente, ma di contraccezione d’emergenza.

 

Per spiegare l’utilizzo dell’Ulipistral acetato, al momento dell’acquisto in farmacia il farmaco sarà accompagnato da un foglio informativo. “Aifa – aggiunge Magrini – svilupperà presto un sito ad hoc, con informazioni e indicazioni approfondite sulla contraccezione, che consente a tutte le donne di programmare una gravidanza e, più in generale, la propria vita”.

 

“Le gravidanze delle teenager – ricorda Magrini – sono un importante indicatore di sviluppo di una società, che va tenuto ai minimi livelli”. Infatti, la maggioranza delle gravidanze adolescenziali non sono programmate, e molte terminano con l’aborto. Sono inoltre associate a un più elevato rischio di mortalità perinatale. Spesso, poi, la giovane madre incontra difficoltà nell’accedere ai servizi materno-infantili e riscontra problemi anche sul piano interpersonale e psicologico: le madri adolescenti hanno meno probabilità di portare a termine gli studi e, di conseguenza, di trovare un’occupazione e d’inserirsi nel mondo del lavoro. Sono alte anche le possibilità che si trovino a crescere i figli da sole e in povertà.

 

“L’aumento dell’uso della contraccezione d’emergenza – si legge nella Relazione al Parlamento del Ministro della Salute, fatta nel giugno del 2020 basandosi su dati del 2018 – ha inciso positivamente sulla riduzione delle interruzioni volontarie di gravidanza (IVG), che è in continua e progressiva diminuzione dal 1983”.

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