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Tradizione artigiana, dopo 40 anni chiude il laboratorio L'Erbavoglio: "L'annullamento dei Mercatini è stata la goccia che ha fato traboccare il vaso"

Dopo una vita trascorsa nel suo laboratorio con il pennello in mano china a decorare una nuova creazione, l'artigiana Maria Andreatta ha deciso di dire addio al suo L’Erbavoglio con una liquidazione totale dei prodotti rimasti. “Iniziano a fare male occhi e schiena passando tutto il giorno a disegnare. Bisogna anche pensare che prima o poi le cose finiscono. E’ stata un’avventura che ci ha portato tantissima gioia e gratificazione”

Di Lucia Brunello - 20 dicembre 2020 - 16:21

LEVICO. Dopo una vita trascorsa nel suo laboratorio con il pennello in mano china a decorare una nuova creazione, Maria Andreatta ha deciso di dire addio al suo L’Erbavoglio.

 

Il negozio si trova a Levico e al suo interno si possono trovare oggettini costruiti e decorati a mano, perfetti per la casa o da regalare. Dai contenitori, ai portafoto, dagli appendini agli oggetti per bambini. Sono tutti frutto dell’appassionato lavoro di Maria e di suo marito, che l’ha sempre aiutata nel tempo libero. “Abbiamo cercato di creare delle forme e degli oggetti interamente con le nostre mani partendo dal legno e dai colori”, inizia a raccontare Maria a ilDolomiti.it.               

                                                 

“Tengo molto a mettere estrema cura nelle mie creazioni. Nel tempo ho cercato di fare in modo che il disegno sembrasse sempre più realistico, di un realismo un po’ fantasioso. Alcuni sono così precisi, che tanta gente pensa che non siano dipinti a mano”.                                                                                                   

 


 

Il prossimo anno l’attività compirà ben 40 anni. Quattro decenni durante i quali il mondo dell’artigianato è cambiato radicalmente, in primis con il diffondersi a macchia d'olio del fenomeno della globalizzazione. “I primi tempi tutto era veramente entusiasmante e c’era molto riscontro da parte dei clienti", spiega. "Con il passare del tempo il mercato è stato invaso da articoli a basso prezzo. Purtroppo per noi è diventato difficilissimo fare concorrenza”.

 

Ma la passione non li ha mai fatti demordere e, con un po’ di testardaggine e una buona dose di follia, hanno sempre proseguito. Ora, però, la decisione di abbassare la serranda una volta per sempre. A rendere questa scelta più facile, ma per questo non meno dolorosa, la pandemia che ha portato all’annullamento dei mercatini di Natale".

 


 

“Ciò che è successo con i mercatini natalizi è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il nostro intero anno di lavoro puntava tutto a quel momento lì, che ormai rappresentava per noi il più sicuro canale d’introiti”, spiega. “Ma ora è tempo del meritato riposo e di andare in pensione”.

 

Maria ha deciso di chiudere, e conta di farlo per aprile 2021. Nel frattempo, già a novembre, ha attaccato fuori dal negozio un cartello con i ringraziamenti dedicato ai suoi clienti più affezionati. Buona parte della merce, inoltre, nei prossimi mesi verrà venduta con degli sconti.

 


 

“Iniziano a fare male occhi e schiena passando tutto il giorno a disegnare. Bisogna anche pensare che prima o poi le cose finiscono. E’ stata un’avventura che ci ha portato tantissima gioia e gratificazione”.

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