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''Troppo pericoloso baciare la mia ragazza, passeggiare era impossibile, mangiare una sofferenza'', come Francesco è uscito dal tunnel della leucemia

Lo sciatore (oggi maestro e laureando in farmacia) è guarito grazie al trapianto: ''Dopo il lockdown ora potete capire un po' di più chi ha vissuto la malattia: non potevo ricevere nemmeno i miei amici e un bacio alla mia ragazza avrebbe potuto significare non riabbracciarla mai più''. Admo Trentino si appella ai giovani tra i 18 e i 35 anni che non sono ancora diventati potenziali donatori di midollo osseo: con un semplice gesto si può donare la vita

 

 

Pubblicato il - 08 giugno 2020 - 18:30

TRENTO. “Questo periodo di quarantena ci ha insegnato che le cose che diamo per scontate di punto in bianco possono non esserlo più. Una passeggiata per strada, due risate e una cena in compagnia degli amici o abbracciare i propri cari ti vengono improvvisamente precluse”. Così racconta Francesco Romano, ex atleta di sci alpino a livello nazionale di Canazei, ora maestro di sci e laureando in farmacia, che grazie al trapianto di midollo osseo è uscito dal tunnel della leucemia.

 

''Quando ero malato - racconta il giovane - c’erano un sacco di amici che chiedevano di potermi venire a trovare per abbracciarmi e farmi sapere che non ero solo in quella battaglia. A malincuore, però, dovevo rifiutare o limitare i nostri contatti a un saluto dalla finestra, perché anche un semplice raffreddore poteva essere fatale per me. Per quattro mesi dopo il trapianto non ho potuto baciare la mia ragazza, perché un piccolo mal di gola avrebbe voluto dire non poterla riabbracciare mai più. Le cure mi avevano tolto tutto. Tutto quello che prima era normale in quel periodo non lo era più. Una passeggiata era diventata impossibile o faticosissima, mangiare era una sofferenza, nausea e poi non sentivo più nessun gusto. Facevo fatica anche a mangiare quei 20 grammi di buonissima pasta al ragù fatti con amore da mia mamma''.

 

Anche quest’anno, l’azienda sanitaria della provincia di Trento, con il supporto di Admo Trentino che si occupa dell’attività di segreteria prendendo gli appuntamenti agli aspiranti donatori, dovrà tipizzare (inserire nel registro dei donatori di midollo osseo tramite un prelievo di sangue) 700 ragazzi e ragazze. Data la situazione di emergenza causata dall'esplosione dell'epidemia da coronavirus e dal conseguente lockdown, però, Admo non riesce a portare avanti le tradizionali attività di sensibilizzazione nelle scuole e attraverso gli eventi informativi. La sensibilizzazione alla donazione di midollo osseo si è quindi spostata nei punti raccolta sangue del territorio e sui social media (Facebook, Instagram e YouTube) e il Dolomiti ha cercato di sostenerla pubblicando nelle scorse settimane alcuni video di sensibilizzazione come quello che trovate qui sotto.

 

Come tutte le malattie, infatti, i tumori del sangue non si sono fermati. Al contrario, il Ministero della Salute ha confermato che la necessità di trapianti di midollo osseo – e di conseguenza di donazioni – è aumentata. In provincia di Trento, i donatori effettivi di midollo osseo in questi primi mesi del 2020 sono stati quattro, contro i sei totali del 2019: un dato che ripaga gli sforzi degli ultimi anni di reclutare e tipizzare un numero sempre crescente di aspiranti donatori di midollo osseo. Inserire più donatori nel registro significa avere molte più possibilità per un malato di trovare una compatibilità (che è di 1 su 100.000 tra non consanguinei).

 

“Vogliamo ringraziare il primario Cristallo e il suo staff del Centro trasfusionale Laboratorio Hla di Trento – dichiara la presidente di Admo Trentino Ivana Lorenzini - e i punti di raccolta sangue periferici per il loro lavoro in questi mesi difficilissimi. Le tipizzazioni non si sono mai fermate e, con grande professionalità, sono state messe in atto le misure che hanno consentito di svolgerle in sicurezza''.

 

''Donare il midollo – continua Francesco Romano, appellandosi ai suoi coetanei - significa dare la possibilità e la speranza di poter uscire dalla quarantena della chemioterapia e della malattia per poter tornare a fare tutte quelle cose che persone normali, ogni giorno, danno per scontate. Capisco che la donazione possa fare paura, ma la giusta informazione data da Admo Trentino può far capire che i propri timori sono totalmente infondati e che con un piccolo gesto è possibile sconfiggere il più grande terrore che un’altra persona e tutte le persone che le stanno vicine stanno vivendo”.

 

I requisiti per diventare potenziali donatori di midollo osseo sono avere un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, un peso superiore ai 50 chili e l’assenza di malattie importanti e permanenti. Per qualsiasi richiesta, è possibile contattare Admo Trentino chiamando lo 0461 933675 o scrivendo a info@admotrentino.it. Tutte le testimonianze dei donatori effettivi e dei trapiantati sono disponibili sui profili Facebook, Instagram e YouTube di ADMO Trentino.

 

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