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Al via il censimento di 4.100 olivi: dai registri del 1939 sempre più difficile risalire ai proprietari. Zampiccoli: ''La cosa creerà qualche scompiglio ma va fatta''

Il registro del 1939 comprensivo delle schede di aggiornamento curate negli anni dagli uffici comunali, indica il numero di piante di olivo e di castagno di proprietà di un singolo privato, ma non identifica in modo univoco la singola pianta con il corrispondente proprietario. Verrà eseguita la rilevazione con gps, previsto il rilievo di alcune caratteristiche agro-dimensionali e apposta un’apposita etichetta che identifichi in modo univoco la pianta. Gli alberi sono concentrati principalmente nella zona di Laghel e nella costa sotto il castello

Pubblicato il - 27 settembre 2021 - 19:00

ARCO. Saranno censite circa 4.100 piante dell'olivaia di Arco. Saranno schedate, georeferenziate e dotate di una speciale piastrina di riconoscimento. Il tutto nel periodo che va da ottobre 2021 a maggio 2022 cercando di mettere fine al ''vuoto'' amministrativo e gestionale che, di fatto, permane dal 1939

 

Sui terreni di proprietà del Comune di Arco, infatti, insistevano da decenni piante di olivo e di castagno di privati non ben definiti e che si trovano su terreni che potevano essere di altrui proprietà riconducibile al regime giuridico austroungarico non contemplato dal regime giuridico italiano. Per questo nel 1939 un decreto identificava in un apposito registro le piante di olivo e di castagno di proprietà privata, principalmente allo scopo di consentire ai privati stessi di poter eventualmente affrancare la proprietà di terreno dove si trovava la pianta.

 

A più di ottant'anni di distanza, anche a causa delle difficoltà oggettive di poter dare attuazione all'affrancamento del terreno, la situazione di promiscuità permane. ''Da tempo l'amministrazione comunale intende eseguire un censimento delle piante di proprietà di privati sui terreni di sua proprietà - spiega Paolo Franzinelli, dirigente dell’Area amministrativa finanziaria del Comune di Arco - che pur tenendo conto di quanto elencato nel registro del 1939, ne superi i limiti che di fatto rendono inapplicabile sia l'eventuale affrancazione, sia l'applicazione del canone annuo enfiteutico''.

 

Il registro del 1939, prosegue Franzinelli, comprensivo delle schede di aggiornamento curate negli anni dagli uffici comunali, indica, per le varie particelle fondiarie o per località nonché per Comune catastale, il numero di piante di olivo e di castagno di proprietà di un singolo privato, ma non identifica in modo univoco la singola pianta con il corrispondente proprietario. ''Si ritiene - aggiunge il dirigente - invece indispensabile avere a disposizione una banca dati in cui sia censita in modo puntuale ogni singola pianta e alla stessa corrisponda il suo proprietario. Riguardo al censimento della pianta, gli attuali strumenti tecnologici (gps) consentono la loro rilevazione mediante georeferenziazione puntuale ad alta precisione con l’individuazione anche planimetrica. L’individuazione del proprietario è più complessa, in quanto occorre una verifica empirica di chi attualmente sia il proprietario o il coltivatore della singola pianta, e incrociare poi tali risultanze con quanto riportato nel registro commissariale del 1939 e nelle relative schede di aggiornamento. Già nel 2007 l'amministrazione comunale aveva incaricato un tecnico specializzato di eseguire il censimento di una parte di piante di olivo di proprietà privata su propri terreni (circa 1500 piante) situate nella zona di Laghel. L'incarico è stato completato nel 2013 per quanto attiene una prima fase concernente la rilevazione e la georeferenziazione delle piante con la descrizione di alcune caratteristiche, mentre non è più stata completata la fase riferita all'individuazione del proprietario o coltivatore».

 

Ora il Comune di Arco riprende il progetto di censimento avviato a suo tempo, sia per poter gestire le eventuali richieste di affrancamento del suolo, sia per poter applicare il canone annuale enfiteutico, oltre che per poter predisporre politiche di gestione di determinate aree e recupero della coltivazione di talune piante che sempre maggiormente risultano abbandonate dai privati, in particolare per quanto concerne il castagno e, infine, per poter girare ai proprietari o ai coltivatori le eventuali spese di irrigazione.

 

Infine, va considerato che molte di queste piante, in particolare gli olivi, insistono in aree ad alto pregio paesaggistico e colturale quali l'olivaia di Arco. In questa prima fase si è stabilito di concentrare l'attività di censimento sulle piante di olivo di privati insistenti sui terreni di proprietà comunale nel Comune catastale di Arco. Rispetto al censimento da effettuare mediante gps e relativa georeferenziazione si è ritenuto opportuno provvedere a un aggiornamento anche di quello già fatto nel 2012 per le prime 1500 piante di olivo utilizzando, pure per queste piante, la rilevazione con gps centimetrico (al posto di quella utilizzata a suo tempo) in quanto molto più precisa. Complessivamente si tratta di circa 4100 piante, stimate sulla base del registro conservato negli uffici comunali, principalmente nella zona di Laghel e nella costa sotto il castello. Inoltre, oltre che prevedere il rilievo di alcune caratteristiche agro-dimensionali di ogni pianta censita, sarà apposta su ogni singola pianta una marcatura fisica, un’apposita etichetta che identifichi in modo univoco la pianta, per la sua più facile e immediata individuazione.

 

Oltre al censimento delle piante, l'incarico prevede l’individuazione del proprietario o del possessore di ogni pianta censita. Il nominativo reperito dovrà poi essere verificato con quanto riportato nel registro commissariale del 1939 e nei successivi aggiornamenti, se necessario anche in contraddittorio con gli interessati. Tutti i dati rilevati con il censimento saranno informatizzati in un apposito data base, in modo da poter essere gestiti anche a livello planimetrico. La ditta che si occuperà del censimento è lo studio Lotti Greenproject di Riva del Garda.

 

«Di fatto gli olivi possono essere tramandati solo per linea ereditaria, anche se nel tempo ci sono stati diversi passaggi di proprietà non regolari- completa il vicesindaco Zampiccoli -. Ci troviamo di fronte a una situazione in cui c’è un registro che non corrisponde più alla realtà, cosa che abbiamo verificato più volte e che spesso crea notevoli problemi. È quindi importante aggiornare il registro. La cosa creerà qualche scompiglio, dato che emergeranno situazioni non del tutto chiare, ma prima o poi occorre rimettere ordine, nell’interesse di tutti. In seguito avremo le piante schedate e georeferenziate, ne conosceremo le caratteristiche principali e se sono coltivate o abbandonate, in quest’ultimo caso avremo la possibilità di intervenire per riassegnarle. Importante sottolineare che il sistema di etichettatura che abbiamo scelto non crea nessun danno alle piante, è utilizzato ad esempio a Levico da più di dieci anni, non ostacola né la crescita né la lavorazione della pianta. Una volta concluso il censimento, potremo discutere con la Provincia come sanare la situazione, avviando i procedimenti necessari. Saremo tenuti a tornare a riscuotere gli usi civici, che dovremo anche rivalutare all’oggi ma che resteranno molto bassi. L’intenzione è di censire la totalità dei nostri olivi, dopo di che inizieremo a pensare ai castagni, piante di grande importanza per il nostro territorio per le quali il problema dell’abbandono è molto rilevante''.

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