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Everest, il Governo nepalese vieta agli alpinisti di diffondere foto e video. La "censura" per evitare pubblicità negativa

In vista della vicina stagione primaverile, il Governo nepalese ha deciso di vietare la condivisione di foto o video ad altri alpinisti senza il consenso del dipartimento del Turismo nepalese. Una decisione che vuole proteggere l'immagine compromessa dell'Everest dopo le foto diffuse negli ultimi anni di code lunghissime per salire in vetta e di cadaveri di scalatori a pochi metri di distanza

Di Lucia Brunello - 16 marzo 2021 - 11:09

NEPAL. Una notizia che ha dell’incredibile è quella che giunge dal Nepal. Stiamo parlando del fresco divieto di condividere, senza il consenso del dipartimento del Turismo nepalese, fotografie o video in cui compaiono altri alpinisti, ad esclusione di quelli che fanno parte del proprio gruppo.  

 

Ormai passata la stagione invernale, infatti, in Nepal si è già iniziato a pensare alla vicina primavera che già nel mese di maggio porterà centinaia di alpinisti e trekker sulle sue montagne, come avvenuto negli scorsi anni.

 

I preparativi della prossima stagione sono quindi iniziati, e con loro è emersa questa nuova discutibilissima regola. Non serve infatti essere degli esperti per farsi salire qualche dubbio e capire che qui, più che la privacy degli altri alpinisti, il Governo Nepalese ha interesse a preservare l’immagine dell’Everest, montagna che dopo le incredibili (e mi sbilancerei con dolorose) immagini diffuse negli ultimi anni, nell’immaginario collettivo ha smesso di apparire “immacolata” come si penserebbe la montagna più alta al mondo.

 

L’esempio lampante di questo è infatti la foto scattata da Nirmal Purja nel maggio 2019, che mostrava una lunghissima coda di alpinisti in attesa all’Hillary Step per raggiungere la vetta. Un altro, forse ancora più significativo, è lo scatto che mostra come molto spesso gli alpinisti che pagano per farsi "portare" in vetta dagli sherpa passino accanto a cadaveri di altri scalatori che hanno perso la vita durante l'ascesa. Una vera e propria “scalata tra i cadaveri”.

Senza poi dimenticare le numerose foto dei cumuli di spazzatura al campo base.

“Alcune attività hanno dato pubblicità negativa all’Everest, quindi abbiamo deciso di vietare di fare foto, film e riprese in cui siano presenti altri soggetti — ha detto ai media nepalesi Mira Acharya, funzionaria del dipartimento del Turismo. "Abbiamo elaborato nuove linea guida che comprendono anche altre montagne del Paese”.

 

Ed effettivamente “occhio non vede, cuore non duole”, quindi perché non eliminare il problema alla radice impedendo che questa allarmante realtà venga fatta conoscere ulteriormente?

 

E' stata immediata la levata di scudi che si è alzata contro questa nuova regola. In molti hanno anche parlato di vera e propria censura. Del resto sembra veramente che il Governo nepalese voglia giocare a nascondino con quella che è la vera realtà dei fatti. Sappiamo che c'è un grosso problema, che c'è un eccessivo afflusso di alpinisti-turisti, che molti di questi corrono un rischio che non sono in grado di prendersi. Sappiamo anche che c'è tantissima spazzatura. Eppure? Niente.

 

Il 22 maggio 2019, 250 persone hanno provato a salire in vetta nella stessa giornata, e almeno due sono morte per aver trascorso ore ferme in coda.

 

Ci sarebbero alcune misure che potrebbero essere adottate per arginare il problema, come quello di contingentare il numero di scalatori che salgono sulla montagna e accertarsi che solo alpinisti veramente in grado di affrontare una simile salita si cimentino nell'impresa.

 

Del resto si tratta di un business enorme quello delle spedizioni organizzate in vetta all'Everest. Si parla di 11 mila dollari per il permesso che serve avere per scalare l'ottomila e poi una cifra che va dai 40 mila ai 90 mila per l’intera spedizione.

 

E dopo il difficile 2020 in cui, per via della pandemia, le compagnie che organizzano spedizioni in cima all'Everest sono andate in perdita, è chiaro che l'obiettivo del Nepal sia quello di non mettere a rischio anche la prossima stagione. 

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