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"Il battello della salute" pronto a ripartire per offrire cure ai nativi dell'Amazzonia. "Via fiume portiamo farmaci a 2 mila persone"

Sul battello prestano gratuitamente la propria professionalità medici e infermieri. Le visite itineranti de “Il Battello della Salute” sono effettuate lungo tre fiumi, dando supporto a circa 40 comunità, di cui 14 si trovano all’interno del Parco Nazionale dello Jauaperi. In un anno sono visitate 2.000 persone

Pubblicato il - 10 febbraio 2021 - 19:24

TRENTO. Salpa di nuovo “Il Battello della Salute”. Dopo la sospensione nel 2020 a causa della pandemia, le autorità hanno dato il permesso di riprendere il progetto di assistenza sanitaria itinerante via fluviale per i nativi dell’Amazzonia del Parco Nazionale dello Jauaperi in Brasile.

 

Tra le novità di questo 2021 c’è il sostegno economico di Aquasan Srl, azienda di Villasanta (MB) leader mondiale, grazie al suo brevetto che sfrutta le naturali proprietà antibatteriche dell’argento, nella produzione di filtri d’acqua, che ha deciso di contribuire nel donare un controllo sanitario gratuito agli abitanti del luogo.

 

Per tutto il 2021 una parte del ricavato delle vendite sarà devoluto ad “Amazônia Onlus”, nata grazie alla nota biologa Emanuela Evangelista (Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal 2020 e vice presidente dell’associazione Trentino Insieme) che, in collaborazione con l’associazione brasiliana Doutores Das Aquas, ben radicata sul territorio e da anni impegnata nel soccorso medico, porterà nel parco “Il Battello della Salute”.

 

Lo scopo è di offrire a chi vive nei villaggi indigeni visite mediche, anche specialistiche, cure e farmaci gratuiti, protesi odontoiatriche e campagne di educazione sanitaria, con particolare attenzione ai bambini e alle donne. Sul battello prestano gratuitamente la propria professionalità medici e infermieri.

 

“La città più vicina, Manaus, dista 500 chilometri, con un viaggio che può durare anche diversi giorni in quanto lo spostamento avviene solo via fiume. Anche il costo per arrivarci non è irrilevante per chi vive nella foresta amazzonica, e se a ciò si aggiunge l’emergenza sanitaria che sta vivendo la città, ben si capisce quanto sia importante il lavoro de ‘Il Battello della Salute", spiega Emanuela Evangelista, che dal 2013 vive nel villaggio di Xixuaù con la popolazione Caboclo.

 

"Dopo dieci anni come pendolare tra l’Italia e l’Amazzonia, la mia decisione è stata quella di avere come obiettivo il miglioramento della condizione di vita dei nativi, che considero i custodi della foresta, bioma fondamentale per gli equilibri del pianeta".

 

"La tutela di queste popolazioni significa preservare la biodiversità del nostro pianeta e, di conseguenza, anche evitare nuove pandemie. Se la deforestazione, gli incendi (centinaia all’anno) dovessero proseguire, tra meno di 15 anni non ci sarà più foresta ma savana, con conseguenze devastanti per il clima mondiale. Con “Amazônia Onlus” vogliamo non solo garantire il diritto alla salute, che spesso qui è negato, ma anche creare un’economia che convinca gli abitanti dei villaggi a non emigrare in città, inseguendo spesso mendaci illusioni.”

 

Le visite itineranti de “Il Battello della Salute” sono effettuate lungo tre fiumi, dando supporto a circa 40 comunità, di cui 14 si trovano all’interno del Parco Nazionale dello Jauaperi. In un anno sono visitate 2.000 persone. Ogni tappa ha un costo di circa 5.000 euro. I sanitari coinvolti sono una cinquantina e a bordo c’è un consultorio medico, la possibilità di fare delle ecografie, eseguire degli interventi di chirurgia e odontoiatrici.

 

Vengono distribuiti farmaci, tenuti dei corsi di educazione sanitaria per le mamme e i bambini. La Onlus si occupa anche del servizio di trasporto di emergenza, sostenendo le spese per lo spostamento in motoscafo verso l’ospedale più vicino, distante sette ore di navigazione.

 

Contemporaneamente, le famiglie della regione sono state sostenute con ripetute consegne di alimenti, farmaci, materiali di uso quotidiano e prodotti per l’igiene. Più di 25 tonnellate di scorte e beni di prima necessità sono state consegnate. Un nuovo carico di 12 tonnellate di prodotti è partito il 4 di febbraio.

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