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Il riccio "Bongo" dopo l'investimento non ce l’ha fatta. "Quando sentono il rumore delle auto si appallottolano sul posto pensando di essere protetti"

"Che la tua storia insegni alla gente che esistete anche voi in questo mondo, e che correre in macchina non ci porterà da nessuna parte". Sono tantissimi gli investimenti ai ricci che si verificano in questo periodo primaverile, dopo il risveglio dal letargo dai ricci. Ecco come prestare un primo soccorso ad esemplare in difficoltà 

Di Lucia Brunello - 14 maggio 2021 - 17:02

NOVELLO (CN). Purtroppo non ce l'ha fatta il piccolo “Bongo”, il riccio recuperato dopo essere stato investito da una macchina e portato al Centro recupero ricci “La Ninna”. Il piccolo aveva riportato un trauma cranico, ma nonostante questo aveva lottato per ben 12 giorni, lasciandosi curare dai volontari del centro tra flebo e terapie.

 

Ieri, 13 maggio, però, il piccolo Bongo non ce l’ha fatta. “Mi spiace tanto, piccola anima pura, di non essere riuscito a salvarti", si legge sulla pagina Facebook del Centro. "Sei stato 12 giorni con noi, e ci hai regalato tanta dolcezza e tutta la tua voglia di vivere. Ora sei libero dalla tua disabilità causata dalla disattenzione di noi uomini”.

 

Che la tua storia insegni alla gente che esistete anche voi in questo mondo, e che correre in macchina non ci porterà da nessuna parte. La vita di tutti è preziosa e per noi la tua valeva tanto”.

 

Il Centro recupero ricci “La Ninna” è un piccolo ospedale per la cura e la riabilitazione del riccio europeo, situato a Novello, in Piemonte. La struttura è operativa dal 2014, sotto la gestione del veterinario Massimo Vacchetta, aiutato da un gruppo di appassionati volontari. Il centro offre un’assistenza medica continua 24 ore su 24, per 7 giorni alla settimana.

 

Una storia triste ma di sicuro non isolata quella di Bongo. Sono infatti tantissimi i ricci che vengono investiti ogni giorno, specialmente in primavera, quando si risvegliano dopo il letargo invernale. Per questa ragione, vogliamo partire dal triste destino di Bongo per fornire qualche nozione sul primo soccorso che si può prestare ad un riccio in difficoltà ( cliccando qui sul sito del centro “La Ninna” si possono trovare queste e molte altre)

 

Prima di questo però ricordiamo: “I ricci sono animali lenti ad attraversare le strade, e spesso quando sentono il rumore delle auto in arrivo, si fermano e si appallottolano pensando di essere protetti. Andiamo piano per favore e fermiamoci subito a soccorrerli”.

 

Quando offrire il primo soccorso al riccio:

-se lo trovate in pieno giorno, all'aperto, fermo, barcollante, debole e circondato da mosche (sono animali notturni che iniziano a girare dal tramonto all’alba).

-se lo trovate ferito, con tracce di sangue sul corpo.

-se lo trovate sulla strada in stato di shock da trauma. In questo caso il riccio investito da un’auto è debole, non si appallottola , giace riverso su un lato, con sangue a bocca, naso e sul corpo. oppure si chiude ma lascia fuori una zampa che non riesce a retrarre perché lesionata o fratturata.

-se lo trovate intrappolato in un buco, in un tombino, in una botola o chiuso in uno scantinato. Potrebbe essere lì da molto tempo, senza mangiare e bere e quindi deperito e disidratato oltreché ferito alle zampe nel tentativo di uscire.

-se lo trovate in una piscina. I ricci non hanno una buona vista e spesso capita che cercando l’acqua finiscano nelle piscine, ormai diffuse in molti giardini. Se non vengono immediatamente recuperati, dopo poco tempo non potendo uscire a causa del bordo ripido, muoiono annegati. Se li vedete nuotare pertanto recuperateli immediatamente.

 

Per quanto riguarda il primo soccorso nella pratica: “Nell’attesa di trovare un appoggio da parte di enti preposti per il recupero - scrive il centro "La Ninna" - mettete il riccio in una scatola di cartone dai bordi molto alti con dei giornali sotto e della carta assorbente, mettetegli accanto, non sotto, una borsa dell’acqua calda avvolta in un asciugamano che non sfilacci in modo che non sia troppo calda oppure una bottiglia di plastica con acqua tiepida dentro, ben chiusa, in un angolo della scatola, in modo che il riccio possa spostarsi dal calore se vuole. Copritelo con un piccolo pile o copertina non sfilacciata, molto importante per evitare lesioni alle zampine, posizionatelo in una stanza tranquilla".

 

"Mettete acqua in una ciotola e solo quando si sarà scaldato bene - continua - potrete dargli da mangiare, cominciate con quantità non eccessive perché magari arriva da un digiuno prolungato; se si tratta di un lattante (riccio sotto gli 80 grammi) va somministrato un latte apposito (non dare mai latte di mucca, per loro è letale) in giuste dosi in base al peso. L’allattamento dei piccoli è molto complicato e delicato, necessita di esperti... No al fai da te".

 

"I ricci sono carnivori quindi vanno somministrate crocchette di pollo per i gatti; se il riccio pesa tra i 200/300 grammi ammollate le crocchette in acqua oppure date umido per gatti o pollo o tacchino sbollentati e tagliati a pezzettini, assolutamente mai latte di mucca che è tossico per i ricci! Se il peso è superiore crocchette secche, carne di pollo sbollentata, qualche pezzetto di mela".

 

"Se avessero pulci o zecche non mettere mai antiparassitari, le zecche vanno tolte con le pinzette manualmente, per le pulci vi consiglieremo noi in un secondo momento un prodotto specifico. Se il riccio ha un peso inferiore a 600 grammi non riuscirà a superare il letargo invernale, bisogna quindi contattare un Cras di zona per farlo svernare in ambiente protetto".

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