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L'Ue vuole annacquare il vino per abbassare il tasso alcolico. Coldiretti: "Un inganno legalizzato per i consumatori"

E' dura la risposta di Coldiretti a Bruxelles: "I consumatori si ritroveranno a pagare l’acqua come il vino. La preoccupante novità arriva peraltro in un momento difficile per il settore per il drammatico crollo del consumo di vino Made in Italy all’estero che raggiunge il minimo storico da oltre 30 anni"

Di L.B. - 07 maggio 2021 - 11:00

TRENTO. Togliere l’alcol dal vino ed aggiungere acqua così da abbassarne la gradazione alcolica. Questa è l’ultima decisione di Bruxelles "dedicata" al settore enologico e inserita tra i contenuti del documento della Presidenza del Consiglio dei Ministri Ue.

 

Ad aver subito appreso la notizia è stata la Coldiretti, che non ha atteso per esprimere la propria opinione contraria a riguardo: "Il settore è già sotto attacco con la proposta di introdurre etichette allarmistiche per scoraggiare il consumo di vino previste nella Comunicazione sul "Piano d’azione per migliorare la salute dei cittadini europei", e ora anche questo".

 

Questo "annacquamento" in termini scientifici viene definita dealcolazione parziale e totale dei vini. La proposta prevede di autorizzare nell’ambito delle pratiche enologiche l’eliminazione totale o parziale dell’alcol con la possibilità di aggiungere acqua anche nei vini a denominazione di origine.

 

"In questo modo viene permesso ancora di chiamare vino, un prodotto – sottolinea la Coldiretti in un comunicato – in cui sono state del tutto compromesse le caratteristiche di naturalità per effetto di trattamento invasivo che interviene nel secolare processo di trasformazione dell’uva in mosto e quindi in vino. Un inganno legalizzato per i consumatori che si ritrovano a pagare l’acqua come il vino che non potranno neanche fare appello alla tradizionale canzone popolare romanesca "La società dei magnaccioni" di Gabriella Ferri che recita “Se l'oste ar vino ci ha messo l'acqua E noi je dimo e noi je famo C'hai messo l'acqua Nun te pagamo ma però"".

 

"L’introduzione della dealcolazione parziale e totale come nuove pratiche enologiche rappresenta un grosso rischio ed un precedente pericolosissimo e che metterebbe fortemente a rischio l’identità del vino italiano e europeo, anche perché la definizione “naturale” e legale del vino vigente in Europa prevede il divieto di aggiungere acqua" afferma il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini.

 

E' percepito come un pericolo da Coldiretti anche la decisione della Commissione Ue di perseguire la lotta ai cibi e bevande potenzialmente dannosi per la salute. "Questo potrebbe introdurre allarmi per la salute nelle etichette delle bevande alcoliche come per le sigarette nell’ambito dell’attività di prevenzione del nuovo “Piano d’azione per migliorare la salute dei cittadini europei” ed eliminare addirittura il vino dai programmi di promozione dei prodotti agroalimentari magari proprio per favorire le nuove bevande annacquate".

 

"La proposta di aggiungere acqua nel vino - continua il comunicato - è solo l’ultimo degli inganni autorizzati dall’Unione Europea che già consente l’aggiunta dello zucchero nei paesi del Nord Europa per aumentare la gradazione del vino mentre lo zuccheraggio è sempre stato vietato nei paesi del Mediterraneo e in Italia, che ha combattuto una battaglia per impedire un "trucco di cantina" e per affermare definitivamente la definizione di vino quale prodotto interamente ottenuto dall’uva".

 

Ma Bruxelles ha dato anche il via libera al vino "senza uva" ovvero ottenuto dalla fermentazione di frutta, dai lamponi al ribes. "Una pratica enologica che altera la natura stessa del vino che storicamente e tradizionalmente è solo quello interamente ottenuto dall’uva", continua Coldiretti.

 

"La preoccupante novità arriva peraltro in un momento difficile per il settore per il drammatico crollo del consumo di vino Made in Italy all’estero che raggiunge il minimo storico da oltre 30 anni per effetto del calo del 20% nelle esportazioni nel 2021".

 

"L’Italia – conclude la Coldiretti – si conferma comunque primo produttore mondiale con 49,1 milioni di ettolitri ed anche primo esportatore sia nei vini fermi che spumanti con un totale di 20,8 milioni di ettolitri davanti alla Spagna con 20,2 e alla Francia con 13,8".

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