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Tumori celebrali: presentate le iniziative a favore dei pazienti

Dalle iniziative dell’associazione “Pronti Qua” a favore dei pazienti al percorso diagnostico terapeutico per la diagnosi e la cura delle neoplasie cerebrali adottato in Apss

Pubblicato il - 25 January 2021 - 19:19

TRENTO. I fondi raccolti dall’associazione “Pronti Qua” saranno destinati a supportare l’attività di psicologia oncologica a disposizione della Neurochirurgia e delle altre unità operative Apss coinvolte nel percorso di cura (Radioterapia, Protonterapia, Oncologia), a sostenere attività di divulgazione sul tema dei tumori cerebrali e sul percorso di cura, a finanziare attività di ricerca sui gliomi cerebrali, con l’attivazione di una borsa di studio oltre a sostenere dal punto di vista logistico i familiari dei pazienti in modo che abbiano una struttura abitativa dove appoggiarsi.

 

Sono state presentate oggi le iniziative dell’associazione “Pronti Qua” a favore dei pazienti affetti da tumore cerebrale e il percorso diagnostico terapeutico per la diagnosi e la cura delle neoplasie cerebrali adottato in Apss alla presenza dell’assessora alla salute Stefania Segnana, del direttore generale di Apss Pier Paolo Benetollo e dell’assessora Nadia Martinelli in rappresentanza delle autorità dell’Altopiano della Vigolana. 

 

''L’associazione “Pronti Qua” – ha detto in apertura di incontro la presidente Roberta Casagranda – è nata, a fine 2019, in memoria di Roberto Bonvecchio. Il nome si ispira ad una frase che Roberto diceva rispondendo al telefono ‘pronti qua’ a sottolineare che al bisogno lui c’era e allo stesso modo vuole esserci l’Associazione. Oggi siamo qui per dire che il 2021 ci vedrà finalmente impegnati in una campagna associativa per la racconta fondi per perseguire gli scopi dell’Associazione che sono quelli di sostenere ammalati, familiari e anche professionisti. I nostri obiettivi – ha proseguito Casagranda – sono certamente ambiziosi e non facili ma ci sostengono il volerci mettere in gioco in nome di Roberto, il sostegno dei tanti che hanno già donato in sua memoria, il pensiero che altri pazienti e familiari vorranno aiutarci e il fatto che sentiamo l’Azienda sanitaria un partner partecipe e attivo''.

 

Il direttore generale di Apss Pier Paolo Benetollo ha espresso gratitudine all’associazione “Pronti Qua”, ai suoi volontari e ai famigliari di Roberto Bonvecchio: ''Quello dell’associazione “Pronti Qua” è un progetto ambizioso, la cui realizzazione dimostra sensibilità e attenzione verso le persone, pazienti e loro famiglie, che attraversano un momento di particolare fragilità. Per noi è molto importante quando le famiglie, i pazienti, le comunità si attivano per supportare e completare le cure: è chiaro che c’è un aspetto scientifico e tecnico ma non è tutto e quando le persone riescono ad aiutarsi fanno una cosa preziosa. La collaborazione con il mondo delle associazioni di volontariato è per noi importante perché l’integrazione tra il servizio sanitario pubblico e il volontariato innesca un circolo virtuoso in grado di dare valore aggiunto all’efficacia del percorso medico dal punto di vista dell’umanizzazione e del miglioramento dei servizi. Da ultimo in questo momento particolare è importante anche essere qui sull’Altopiano della Vigolana a dimostrazione di come le attività possano essere distribuite sul territorio e nelle varie comunità del Trentino e non solamente accentrate''.

 

È poi intervenuto Silvio Sarubbo direttore dell’unità operativa di neurochirurgia che ha evidenziato: ''Da medico quando si vede trasformare il dolore in un’azione così positiva e propositiva è una grande vittoria, anche di fronte ad un male incurabile come quello che ha colpito Roberto Bonvecchio e la sua famiglia. Loro ci sono riusciti con un certa tenacia e con quello spirito di solidarietà che è così forte in Trentino''. Sarubbo ha poi illustrato i percorsi diagnostico-terapeutici adottati in Apss dedicati alle diverse neoplasie cerebrali: ''Il percorso della nostra Azienda è basato sulle più recenti raccomandazioni e linee guida nazionali e internazionali, e contempla le più moderne tecniche di trattamento chirurgico (come l’awake surgery, i monitoraggio neurofisiologico intra-operatorio e l’uso dell’imaging avanzato), radioterapico e protonterapico, così come i più avanzati sistemi di imaging radiologico e di medicina nucleare e di analisi isto-patologica. Il paziente viene accompagnato in tutte le fasi di malattia dallo studio e controllo dei primi sintomi, grazie all’attività dei colleghi della neurologia, al trattamento chirurgico o radio-chemio-terapico e al follow-up, includendo anche la riabilitazione grazie alla collaborazione con i professionisti di Villa Rosa oltre al supporto territoriale garantito dalla rete delle cure palliative. La struttura organizzativa e la stretta interazione delle diverse unità operative afferenti al Gruppo multidisciplinare neuro-oncologico hanno consentito di continuare i trattamenti anche nel corso di tutta l’emergenza Covid, venendo incontro alle esigenze del territorio e dei pazienti afferenti da fuori provincia senza limitazioni e nei tempi previsti dal Pdta''.

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