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Reactiva: dall'unione di Relè e Activa scs nasce la cooperativa sociale per fare impresa offrendo lavoro ai più fragili

Inclusione, collaborazione e solidarietà verso il prossimo: questi i valori in cui Reactiva crede, offrendo non soltanto servizi ma anche posti di lavoro per persone che attraversano momenti di difficoltà

Di Sara De Pascale - 07 July 2022 - 15:32

TRENTO. Poco più di un mese fa iniziava a operare sul territorio Reactiva, nuova cooperativa sociale frutto dell’unione fra le due cooperative di tipo "B" Relè e Activa scs. Dalla voglia di reinventarsi e riattivarsi e dopo due anni di dialogo, la fusione fra le realtà genitrici veniva infatti siglata il 25 marzo 2022 alla presenza del notaio. Alcuni mesi più tardi, precisamente l'1 giugno, Reactiva diveniva invece ufficialmente attiva e nominava il suo consiglio di amministrazione.

 

Una fusione nata dalla "volontà di diventare più forti, unendo due basi già solide per fare impresa e offrire servizi” precisa Luigi Balestra, direttore e vicepresidente di Reactiva: "La nuova cooperativa sociale non è solo una questione economica ma è anche unione e sostegno reciproco ed è per questo motivo che ha messo insieme tutte le persone che operavano all'interno di Relè e Activa scs: nessuno escluso".

 

Per Reactiva, operare nel sociale significa soprattutto "includere", come ricorda invece Paolo Holneider, presidente della cooperativa sociale: "Il nostro obiettivo è quello di espanderci e di far crescere, dall'interno, chi opera in questa nuova realtà. In generale, m piace dire che la cooperativa è capitale umano - precisa - è l'unione di persone che lavorano fra soci volontari (9), soci lavoratori (10), 32 dipendenti (di cui 17 uomini e 15 donne) e 10 persone fragili o svantaggiate, inserite nei vari settori di attività".

 

La cooperativa collabora per l'appunto, in sinergia con il Comune di Trento, con i servizi specialistici e l'Agenzia del lavoro per offrire un'occupazione a chi ne ha bisogno. Una realtà che crede in particolare nei principi d'inclusione, collaborazione e solidarietà verso il prossimo ponendosi l'obiettivo di fare impresa in quanto cooperativa sociale multiservizi che opera in tre differenti settori: si va dalla ristorazionecatering e gestione mense alle pulizie civili e industriali, arrivando alla progettazione grafica e produzione video

 

"Ci siamo uniti con la consapevolezza di dove eravamo e cosa potevamo fare - interviene il vicepresidente - Operare nel sociale è apportare un valore aggiunto ed è questo che cerchiamo di fare. Se da un lato offriamo infatti differenti servizi, dall'altro promuoviamo la dignità dell'individuo e i diritti alla cittadinanza di coloro che sono in difficoltà e che hanno bisogno di fiducia e di un lavoro". Occasioni lavorative per chi è in difficoltà e presto probabilmente anche possibilità a livello di formazione, come spiega Holneider: "Attraverso una partnership con l'Istituto Pavoniano Artigianelli stiamo cercando di costruire una certificazione delle competenze per chi opera nel settore delle pulizie attraverso corsi che si aggireranno intorno alle 80-100 ore, restituendo così alla comunità personale formato a tutti gli effetti, non soltanto con esperienza lavorativa alle spalle", precisa il presidente.

 

A aggiungersi agli interventi di Balestra e Holneider anche il dottor Ermanno Arreghini, psichiatra e socio volontario di Reactiva: "Nella mia carriera ho conosciuto molte persone affette da differenti disturbi psichiatrici: ognuno di loro con una storia diversa, ma tutti accomunati dal fatto che il lavoro li ha salvati". 

 

"Il luogo dove può avvenire il salvataggio di questi individui sono proprio le cooperative sociali, in particolare quelle di tipo "B", vere e proprie palestre professionalizzanti dove esplorare le proprie capacità (insieme a qualcuno che ci tiene per mano), imparando un mestiere e tornando nella comunità avendo anche sanato un'esistenza che, per qualche motivo, aveva subito una rottura", spiega lo psichiatra riferendosi a quei "soggetti espulsi dalla vita, che grazie al lavoro riescono a operare una ricostruzione esistenziale e reimmergersi nella società". "Resta solo da chiedersi una cosa - dichiara Arreghini -: la politica crede davvero in questi processi? Se davvero lo fa, è necessario che si accolli quei costi sociali che esistono e che sarebbe giusto competessero alle istituzioni". 

 

"Il lavoro viene prima del reddito - aggiunge infine Franco Ianeselli, sindaco di Trento, presente anch'egli alla conferenza stampa per la presentazione di Reactiva - non fraintendetemi, certamente avere un piatto in tavola è fondamentale ma lo è anche realizzarsi a livello lavorativo. Oggi abbiamo raccontato un nuovo passaggio verso una comunità più inclusiva", conclude.

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