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Alla fine sarà l'orso a denunciare il pensionato? La 'Regola di Cadine': "Siamo al paradosso. Non c'è più nemmeno il diritto di avere paura?"

Ormai siamo in piena psicosi da orso con le associazioni animaliste che denunceranno l'uomo aggredito a Terlago (luogo frequentatissimo) per maltrattamenti agli animali perché gli avrebbe tirato una bastonata. Ma cosa avrebbe dovuto fare? Tirargli delle palle di cacca?

Di Luca Pianesi - 05 agosto 2017 - 05:37

TRENTO. In Alto Adige gira una vecchia storiella sull'orso. La ricordano sempre gli anziani, soprattutto nella zona della Bassa Atesina (dove da un po' di tempo anche loro hanno di nuovo a che fare con l'orso). Si dice: "Cosa si deve fare quando incontri un orso?". Risposta: "Lo fissi, arretri piano piano, mantenendo alto lo sguardo, continui a camminare indietro continuando a fissarlo, ancora, ancora, continui sicuro, finché non ti trovi con le spalle contro un albero o una roccia. A quel punto... gli tiri delle palle di cacca". In genere all'altro interlocutore la domanda allora sorge spontanea: "E dove le trovi le palle di cacca?". E la risposta è standard: "Tranquillo che se incontri un orso le palle di cacca le trovi di sicuro, sotto di te"

 

Della serie, la paura è tanta, c'è poco da fare. Puoi essere buono o cattivo, animalista o cacciatore, ma l'orso è l'orso. Si cerca, con battute di questo tipo, di alleggerire un tema che ormai ha raggiunto dei livelli da psicosi assoluti da una parte e dall'altra (anche per colpa dei media che ogni giorno rimbalzano notizie di ogni tipo alcune palesemente false come quella che sarebbero 130 gli orsi in Trentino, ma ne avevamo già parlato). E tutto si sta ribaltando come effettivamente scrive il "Gruppo La Regola" di Cadine un'associazione culturale legata al territorio che tra storia e letteratura, scienze e ambiente tiene vive le tradizioni e mette in atto iniziative per la comunità (per esempio ha curato la predisposizione e la collocazione in loco di oltre 50 cartelli segnavia con i nomi tradizionali delle località e provvede alla pulizia e alla manutenzione dei sentieri e del parco della Casara sul Soprasasso). Insomma, gente che ama il territorio, la natura, che si occupa di preservare gli ambienti e che Cadine (zona d'orsi, ormai) la vive quotidianamente.

 

Questo è quanto scrivono e che ci sentiamo di condividere:

 

"L’uomo e l’orso: un mondo alla rovescia? Lettera aperta alla Provincia e alle associazioni animaliste. 
 
Forse non abbiamo capito bene; forse le notizie riportate dagli organi di informazione non sono del tutto corrette. Qualcosa deve pur esserci. Certo è che, per quanto è possibile sapere, c’è da restare basiti. Cerchiamo di riassumere.  Un uomo, abitante della zona, passeggia con il suo cane in un’area a poche centinaia di metri dal frequentatissimo lago di Terlago; ha un ‘incontro ravvicinato’ con un orso e subisce serie ferite.  Le analisi effettuate stabiliscono che l’orso in questione è la stessa orsa (KJ2) che due anni fa, in un’area molto vicina, ha causato lesioni gravi e invalidità permanenti a un'altra persona.

 

 A fronte di questi fatti, da una parte la Provincia emana un ordine di cattura dell’animale (di fatto rinnovando quello, analogo e non eseguito, assunto due anni fa) e, dall’altra, un suo funzionario, responsabile del settore ‘Grandi carnivori’, avanza l’ipotesi che sia stato l’uomo che ha subito le lesioni ad aggredire per primo l’orsa. (in realtà Groff ha solo detto che l'uomo ha reagito con una bastonata, non è andato lui a scovarlo dandogli una botta in testa per vedere l'effetto che fa ndr). Anche in relazione a quest’ultima dichiarazione l’Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa) presenta una denuncia contro l’uomo ferito per i reati di falso ideologico e di maltrattamento di animali.

 

In generale si constata poi che da parte di alcune associazioni animaliste si vuole accreditare l’idea che in Trentino sia in atto una campagna di sterminio dell’orso, anche se è ovvio che la moltiplicazione degli esemplari di orso in Trentino (49-66 o 130?) è proprio dovuta al progetto e all’azione della Provincia. Abbiamo riassunto bene?  Se le cose stanno in questi termini, ci pare che ci sia veramente da preoccuparsi (anche da parte di chi, come noi, che, pur vivendo nel territorio frequentato dall’orso, ha guardato senza contrarietà pregiudiziale al progetto di reintroduzione dell’orso in Trentino e nell’area alpina).

 

I motivi:

1. Non è più possibile frequentare con tranquillità e in sicurezza il territorio dove si vive (anche nelle immediate vicinanze degli abitati). E questa, pure se da almeno una decina di anni non è una novità, è pur sempre la situazione più preoccupante e penalizzante.

2. Non c’è nessuna evidenza di azioni efficaci di protezione e di difesa degli abitanti del territorio. Che cartelli, foto trappole e sito internet ci informino che ci sono orsi tra la Paganella e il Bondone oggettivamente non aggiunge molto a quanto è risaputo e poco aiuta chi vive in zona.

3. Nonostante le energie profuse appare chiaro che la Provincia non è in grado di gestire in modo soddisfacente la situazione, sia per un’evoluzione imprevista dello stesso progetto (moltiplicazione e concentrazione degli orsi esclusivamente nel Trentino sud occidentale), sia per ingiustificabili ritardi nella revisione della normativa.

4. Si è rovesciata la più elementare logica, arrivando a imputare colpe e addirittura comportamenti illeciti a chi ha subito lesioni gravi ed ha corso reale pericolo per la propria vita, accreditando quindi l’idea che, comunque vadano le cose, il torto sia di chi frequenta, come ha sempre fatto, il proprio territorio (ora diventato riserva dell’orso?).

 

Il tutto come se non si avesse diritto nemmeno alla paura e alla legittima difesa. Per favore spiegateci meglio. Per adesso non possiamo che essere quantomeno molto perplessi. 

 

Alla fine la verità è quasi sempre molto più banale delle mille congetture che emergono in ogni dove. L'uomo aggredito dall'orso stava camminando nel bosco. Una volta visto il plantigrado che gli si faceva incontro probabilmente ha raccolto un bastone gliel'ha tirato addosso. Ok, non ha seguito la procedura di restare fermi, immobili, etc... Ma, quanti ci riuscirebbero? Chi, con un bastone sotto mano non proverebbe a lanciarglielo, a darglielo addosso, per difendersi. Altrimenti cosa doveva fare? Tirargli delle palle di cacca? 

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