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Aumenta la povertà e l'esclusione sociale anche in Trentino Alto Adige

Mentre in Italia il dato cresce "solo" dello 0,4% a Trento le persone in difficoltà sono aumentate del 2,2% e a Bolzano del 4%. Resta, comunque, il nostro territorio quello con i tassi più bassi d'Italia e dove le famiglie hanno i redditi più alti

Pubblicato il - 07 dicembre 2016 - 11:43

TRENTO. Aumentano anche in Trentino le persone a rischio povertà o esclusione sociale (+2,2%) ma aumentano ancora di più in provincia di Bolzano dove, tra il 2014 e il 2015 si è verificata una delle crescite più alte del Paese (un +4% superato solo dalla Puglia +7,5% e dall'Umbria +6,6%). I nuovi dati Istat, però, vanno letti alla luce del fatto che i nostri territori "partivano" da un alto stato di "benessere" altissimo che si sta in parte deteriorando ma mantiene, comunque, uno standard tra i più alti d'Italia.

 

Il dato nazionale, infatti, certifica che nel 2015 il 28,7% delle persone residenti in Italia erano a rischio di povertà o esclusione sociale. Più di un cittadino italiano su quattro. E la quota è sostanzialmente stabile rispetto al 2014 quando era al 28,3%. Il Mezzogiorno è ancora l'area più esposta a tale rischio visto che nel 2015 la stima delle persone coinvolte sale al 46,4%, dal 45,6% dell'anno precedente. La quota è in aumento anche al Centro (da 22,1% a 24%) ma riguarda meno di un quarto delle persone mentre al Nord si registra un calo dal 17,9% al 17,4%.

 

In controtendenza le nostre due provincie. Entrambe sono molto al di sotto della media nazionale e fanno meglio anche della media riferita al Nord Italia, ma se in quest'ultima porzione di Paese il dato è in calo dello 0,5% dal 2014 al 2015 sia in Trentino che in Alto Adige è in crescita: a Trento, infatti, nel 2014 le persone a rischio povertà erano il 13,6% mentre nel 2015 sono diventate il 15,8%, quelle in stato di grave deprivazione erano al 2,8% e sono diventate il 5,1%, quelle a bassa intensità lavorativa erano il 6,8% mentre l'anno scorso sono calate (ed è questo l'unico dato positivo) al 5,2%.

 

In provincia di Bolzano nel 2014 le persone a rischio povertà o esclusione sociale erano il 9,7% mentre l'anno scorso sono salite al 13,7% (resta comunque il dato più basso d'Italia), quelle in stato di grave deprivazione cono passate dal 3,3% del 2014 al 5,3% del 2015. Quelle a bassa intensità lavorativa dal 2,4 al 3,5 per cento. 

 


 

Nel 2014, poi, escludendo gli affitti figurativi, si stima che il reddito netto medio annuo per famiglia sia di 29.472 euro (circa 2.456 euro al mese). Considerando l'inflazione, il reddito medio rimane per la prima volta sostanzialmente stabile in termini reali rispetto al 2013, dopo il calo registrato dal 2009 (complessivamente -12% che diventa -10% se si considera l'aggiustamento per dimensione e composizione familiare, cioè il reddito equivalente). La metà delle famiglie residenti in Italia percepisce un reddito netto non superiore a 24.190 euro l'anno (circa 2.016 euro al mese), sostanzialmente stabile rispetto al 2013; nel Mezzogiorno scende a 20.000 euro (circa 1.667 euro mensili). Anche in questo caso la performance migliore la fa Bolzano che ha un reddito medio intorno ai 37.000 euro e in provincia di Trento è di circa 32.000 euro. Meglio del Trentino fanno, in media, oltre all'Alto Adige anche l'Emilia Romagna, la Lombardia e la Toscana.

 

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