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Corsi di lingua e cultura rumena nelle scuole: interrogazione di Degasperi e della Lega: "Inclusione al contrario? Chi paga?"

Ma la Provincia non c'entra: è un'iniziativa a favore dell'inclusione degli studenti di un paese che da anni ha un forte legame con l'Italia. Sette sono istituti comprensivi sul territorio provinciale che prenderanno parte all'iniziativa

Di Cinzia Patruno - 06 ottobre 2017 - 09:34

TRENTO. La bufera nasce dalla dell'avvio dei corsi di lingua e cultura rumena in sette istituti comprensivi tra Val di Non, Valsugana e Trento città. Particolarmente agguerrito Filippo Degasperi, consigliere provinciale del Movimento 5 Stelle, che ha depositato un'interrogazione alla giunta provinciale con quesiti relativi alla natura dei finanziamenti del progetto.

 

Il consigliere ha utilizzato poi i suoi canali social per definire quest'iniziativa "singolare", ma non solo. In uno sfogo sul suo profilo Facebook, Degasperi ha scritto: "È molto bizzarro che ai fini dell’inclusione ci si muova nella direzione contraria a quella che un profano potrebbe ritenere indispensabile".

 

"Anziché procedere a iniziative che consentano ai nuovi arrivati l’assimilazione della lingua, della cultura e della civiltà italiane, si promuovono interventi che vorrebbero 'includere' gli studenti o il personale della scuola trentina nella cultura e nella civiltà rumena".

 

Uno sfogo che non ha ricevuto grandi riscontri, con qualche condivisione e una ventina di commenti. Il post Facebook si conclude con una richiesta di chiarimenti riguardo ai costi del corso, i dettagli relativi ai contenuti e alla retribuzione della docente.

 

Ha risposto alla provocazione Livia Ferrario, responsabile del Dipartimento della conoscenza. La dirigente non ha capito la natura dell'interrogazione, dato che la Provincia non va a coprire alcun costo dell'iniziativa. "Le spese del progetto sono totalmente a carico della Romania – puntualizza Ferrario – dal pagamento dell'insegnante alla dotazione del materiale didattico. Gli istituti supportano il progetto semplicemente con la messa a disposizione delle aule".

 

"Considerata la densità della popolazione rumena in Italia - spiega - cerchiamo di dare alle scuole una reale opportunità per rispondere al bisogno degli studenti rumeni nel mantenimento della loro lingua madre".

 

L'obiettivo del progetto resta comunque l'integrazione con una comunità, quella rumena, che ad oggi conta circa 12.000 persone in Trentino: "Teniamo presente che l'iniziativa può essere di grande valore anche per gli studenti o i docenti italiani che vorranno partecipare e per la comunità scolastica in genere".

 

Un'altra interrogazione alla giunta è stata depositata dalla Lega Nord Trentino, che chiede se il progetto è finanziato dal governo rumeno. "I corsi di rumeno fanno parte dell'accordo culturale fra Italia e Romania – spiega la docente Mariana Draganoiu, responsabile del progetto dall'esordio nel 2012 e pagata dall'Istituto di lingua rumena di Bucarest - e sono attivati dall'Ambasciata rumena in Italia con l'obiettivo di tutelare il bagaglio linguistico e culturale degli studenti di origine rumena che vivono in Italia, nonché di promuovere lingua e tradizioni anche tra i coetanei di altre nazionalità".

 

Si tratta di un progetto ad ampio respiro, aperto a tutti i paesi dell'Unione Europea, e che è stato accolto bene soprattutto da bambini e ragazzi di origine rumena, ma non solo: in cinque anni hanno partecipato un centinaio di studenti, tra cui un italiano e una decina di bambini e ragazzi provenienti da famiglie 'miste', con mamma italiana e papà rumeno.

 

"Il corso – continua la docente - si svolge nelle ore di lezione opzionali o extracurricolari e non si sovrappone alle ore del piano curricolare previsto dall'indirizzo della scuola. Si trattano le tradizioni di tutta la Romania con un focus particolare sugli aspetti linguistici".

 

Dal Consolato rumeno con sede a Trento, Maurizio Passerotti, da quasi dieci anni console onorario, chiarisce l'aspetto fondamentale di questo tipo di servizi didattici: "Questi corsi sono importanti perché contribuiscono a mantenere le radici storiche e linguistiche della comunità rumena e ad accrescere un'integrazione consapevole".

 

"Vista l'importanza di mantenere un legame con la madre patria, la Romania è felice di stanziare dei fondi. I corsi sono sostenuti a livello economico dall'Istituto di lingua rumena di Bucarest e, a livello pratico, da alcuni istituti trentini, felici di mettere a disposizione le aule".

 

Hanno aderito al progetto promosso dal Ministero dell'educazione nazionale della Romania gli istituti comprensivi di Tuenno, Borgo Valsugana, Cles, Fondo – Revò, Mezzocorona e Trento 7.

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