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Dislessia: giocare, imparare e ascoltare per riuscire a leggere

A Trento la due giorni di eventi, giochi e conferenze sui disturbi specifici di apprendimento (che riguardano il 3-4% dei bambini italiani). Abbiamo provato Gary, un'applicazione che si comanda con i movimenti oculari e riproduce quanto scritto

Pubblicato il - 09 ottobre 2016 - 18:19

TRENTO. "Le persone dislessiche sono intelligenti come le altre e si ritiene che molti personaggi famosi come Agatha Christie, Leonardo da Vinci, Albert Einstein e Pablo Picasso, fossero dislessici". E' questa una delle frasi tratte da "riflessione sulla dislessia" il volantino che in questi giorni è stato consegnato ai tanti partecipanti agli eventi finali della settimana europea della dislessia. Eventi che a Trento si sono condensati in una due giorni di incontri, conferenze e giochi nella Sala fondazione Cassa di risparmio di Trento e Rovereto. A gestire il tutto l'associazione "Dsa Trentino - Domani saremo autonomi", nata il 25 settembre 2015 dalla necessità di attivare sul territorio un aiuto concreto alle famiglie dei ragazzi con Dsa. La dislessia è una condizione neurobiologica che rende più complicata la lettura e in italia riguarderebbe circa il 3-4% dei ragazzi delle scuole primarie e secondarie. 

 


 

La due giorni si è aperta sabato (dopo i saluti del presidente Dsa Trentino Paolo Chistè e la presentazione della manifestazione di Antonella De Angeli di InterAction lab, Università di Trento) con la presentazione del videogioco "Skies of Manawak" uno dei giochi messi a disposizione di grandi e piccini per migliorare le tecniche di apprendimento e di comprensione delle parole e per migliorare le soglie di attenzione. C'erano i Lego, il gioco interattivo Ohr e Il Dolomiti ha provato in prima persona Gary, un'applicazione di supporto alla lettura basata sulla sintesi vocale. Lo strumento sviluppato dall'Fbk viene settato sullo sguardo dell'utente al quale basta poi solo scorrere con la vista le parole scritte per sentirle lette direttamente in cuffia. "Questo permette al bambino di imparare ad associare suoni e parole - ci ha spiegato una delle operatrici - e soprattutto di mantenere l'attenzione e lo sguardo sempre ben fisso su quanto scritto. Troppe volte, infatti, ai bambini dislessici gli vengono dati audiolibri o supporti similari per la lettura che però non necessitano della sua attenzione per essere ascoltati. Con Gary il dislessico, invece, se vuole andare avanti deve tenere ben fisso lo sguardo sulle parole". 

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