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Funivia Trento-Bondone, Maestranzi rilancia: "Il 2017 un anno di svolta. Se la politica non batte un colpo, fallisce la sua missione"

Quest'anno il consigliere comunale con delega al Bondone prevede la redazione del masterplan di sviluppo della montagna di Trento e un businessplan della funivia: "Queste opere generano solo vantaggi e ricadute positive". In cantiere anche il bike park e la regolamentazione della pratica scialpinistica

Il murales di Rudi Patauner in via Verdi raffigurante la funivia Trento-Bondone
Di Luca Andreazza - 18 gennaio 2017 - 12:46

TRENTO. "Entro fine gennaio organizzeremo un incontro pubblico sul tema del Monte Bondone e del suo rilancio per tenere fede alla promessa fatta ai tanti cittadini che mi hanno chiesto di essere aggiornati", queste le parole del consigliere in orbita Patt Dario Maestranzi, delegato dal sindaco al Bondone, che sembra anticipare nei fatti, quanto poi avverrà dopo l'attivazione dell'istruttoria pubblica firmata dai consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Paolo Negroni, Andrea Maschio e Marco Santini e dal dem Giovanni Scalfi e approvato in sede consigliare nei giorni scorsi

 

Esperti e semplici cittadini potranno quindi portare un contributo in forma diretta, libera e trasparente all'analisi e allo sviluppo del progetto per realizzare la funivia Trento-Monte Bondone e sarà attiva una pagina dedicata all'interno del portale web ufficiale del Comune di Trento.  

 

Un'idea. Un sogno per molti e un passo falso per altrettanti. I primi progetti risalgono agli abbozzi nel 1924 per un tema che viene ripescato ciclicamente, ripulito dalla polvere, quando si respira aria di campagna elettorale, per tornare nei cassetti terminata la tornata politica e le manovre in vista delle Provinciali del 2018 non mancano. Tutto questo mentre altre città e località sono andate invece fino in fondo alla meta.

 

Fra i principali sostenitori della funivia di collegamento dal Trento al Bondone si trova il consigliere Dario Maestranzi che si prodiga senza sosta per rilanciare il Bondone, investito dalla delega senza portafoglio. Un evergreen, ma che forse acquista quota anche per le ragioni che la funivia Trento-Sardagna e l'impianto di risalita 3-Tre, seppur recentemente revisionati, appaiono ormai di un'altra epoca.

 

Consigliere, possiamo già tracciare un primo bilancio dell'attività dopo l'assegnazione della delega al Bondone?

"Un bilancio preferisco farlo fare agli altri. Personalmente mi confronto con il Sindaco e gli attori costantemente e cerco di metterci entusiasmo e tempo perché vedo di poter essere potenzialmente utile al rilancio di un comparto che necessita della presenza costante di una figura dedicata. Il Bondone ha bisogno di sintesi e proposte, ma soprattutto di qualcuno che poi segua le attività e il funzionamento".

 

L'attivazione di un'istruttoria pubblica ha in qualche modo rilanciato l'idea della funivia Trento-Bondone, sembra un'opera forse meno distante rispetto al passato.

"E' necessario capovolgere la visione: la funivia è soltanto un punto di arrivo e solo un aspetto in materia di Bondone. Il grande impianto non può essere fine a sé stesso e deve saper coinvolgere Trento. Entro qualche settimana verrà affidato l'incarico per elaborare un masterplan che manca da oltre 20 anni: uno studio progettuale della montagna per capire e pianificare il Bondone dai punti di vista urbanistico, ambientale e culturale. Questo piano, che deve essere pronto entro il 2017, sarà serio, socializzato e condiviso con tutte le forze politiche e gli stakeholder. Non si può più aspettare e bisogna decidere cosa deve fare la montagna della città nel futuro. Ammetto che su questo tema trovo un consenso diffuso e un incoraggiamento costante anche dai cittadini che mi fermano in strada".

 

Un possibile anno di svolta per rilanciare il Bondone, ma lo studio di fattibilità per la funivia esiste?

"Sempre il 2017, presumibilmente verso marzo, si vedrà la redazione del businessplan sul grande impianto: una proposta economica, la valutazione dell'intervento di privati e la risposta alle domande su chi, come e quando. I benefici per Trento e il Bondone in merito alla realizzazione dell'opera sono calcolabili, tutti i bilanci che abbiamo visionato in città simili a Trento dotati della funivia sono in attivo: a fronte di un investimento iniziale il ritorno, senza considerare l'indotto, è garantito.

Mi preme però sottolineare che questo sforzo sarebbe inutile e vano senza un piano di sviluppo equilibrato e calibrato per far vivere il Bondone tutti e 365 giorni all'anno. E' obbligatorio avere una visione a 360 gradi. Non si può pensare al grande impianto esclusivamente in ottica invernale. Sarei perplesso per primo davanti a questa evenienza. E allora bisogna intervenire seriamente e ripensare al parco naturale e tanti altri aspetti".

 

Nella precedente intervista si era parlato di bike park e scialpinismo. Temi caldi che si sono sempre bloccati.

"E' in dirittura di arrivo anche una soluzione per permettere lo scialpinismo: ho trovato una formula per bypassare una norma che attualmente impedisce di regolamentare una pratica che deve essere lecita. Stiamo lavorando per implementare lo snowpark e capire come migliorare l'half pipe, una struttura unica nell'arco alpino. La stagione invernale è un punto di forza, ma non l'unico aspetto. Mi sto impegnando un passo per volta: questo deve essere un anno importante e per questo arriverà anche una proposta per un bike park moderno e naturale per sviluppare il settore bici, senza dimenticare le passeggiare. Il tutto poi deve essere collegato e ricondotto a circuiti provinciali già attivi. Il dialogo con Franco Bertagnolli ed Elda Verones, rispettivamente presidente e direttrice dell'Apt è ottimo e costruttivo,  oltre a importanti eventi già pronti come la Charly Gaul e la Viote ski marathon, stiamo organizzando in collaborazione proprio con l'Azienda per il turismo una Sky race con partenza da piazza Duomo e arrivo a Sopramonte dopo essere transitati sulle Tre Cime e il Palon".

 

Il Monte Bondone però non è solo sport, può significare anche cultura e bellezza?

"Il Bondone deve assolutamente riscoprire la sua bellezza e le sue eccellenze. La chiesetta di Vason è il simbolo della raffinatezza, della mistica, della cultura e dell'eleganza del paesaggio. Un territorio che abbraccia il Trentino. La chiesetta di Vaneze è stata inserita del Cei fra le 60 chiese più belle d'Italia e da altre parti sarebbe presa d'assalto dai pellegrini. Ripartire da qui per una riscoperta del proprio fascino".

 

Negli ultimi inverni lo sforzo di Trento Funivie ha permesso l'apertura dell'area sciabile nonostante le scarse precipitazioni, mentre il fondo è sempre rimasto indietro per scarsa potenza di fuoco e disponibilità di acqua. Si farà un bacino dedicato alle Viote?

"E' chiaro che non si può andare avanti così. Per questo stiamo trattando con i proprietari del bacino per trovere un punto d'incontro. Il dialogo con l'Asuc è positivo e la disponibilità al dialogo preziosa. Sono convinto di trovare una quadratura perché il bacino è deve servire tutti, anche lo snowpark".

 

Questo masterplan sconfessa in qualche modo il Patto territoriale e gli oltre 50 milioni di euro spesi per lo sviluppo socio-economico del Bondone?

"Non saprei dire se questo masterplan sconfessi o sia semplicemente quel passo avanti che manca. E' evidente che il Bondone soffre di alcune lacune e qualcosa non ha funzionato. Il Patto territoriale sicuramente ha difettato di una regia. Logico, è necessario conoscere la spesa perché non ci si può più permettere di buttare via soldi e bisogna guardare avanti e di fianco, ma non indietro se non per imparare dagli errori del passato. La politica deve però battere un colpo, altrimenti stiamo prendendo in giro persone che ci stanno mettendo la vita fra investimenti, mutui e condizioni economiche traballanti. Ho un solo timore, che ci si metta troppo a decidere e quindi la politica non faccia il suo lavoro. Questo, ripeto, sarà un anno fondamentale per il Bondone".

 

 

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