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Mele, annus horribilis: in Europa è il peggiore di sempre (-21%) ma in Trentino le stime sono catastrofiche (-61%). In Alto Adige il calo è del 7%

Questa la stima di produzione per il 2017 fatta al meeting di Prognosfruit il più importante d'Europa e ancora non sono stati conteggiati i danni di questi giorni di agosto che tra grandine e vento hanno devastato parte della produzione sopravvissuta alle gelate. Panizza e Ossanna in visita nei territori della Piana Rotaliana e della Valle di Cembra si impegnano con gli agricoltori

Di Luca Pianesi - 10 agosto 2017 - 18:58

TRENTO. Sarà uno dei raccolti peggiori di sempre in Europa per quanto riguarda le mele e il Trentino sarà uno dei territori che dovrà sostenere il calo più drastico. I dati presentati in occasione di Prognosfruit, a Lerida in Spagna (il principale evento annuale in Europa per il settore delle pomacee) sono davvero mortificanti. Le stime di produzione europee, infatti, per il 2017 prevedono uno dei raccolti di mele più bassi di sempre che dovrebbe assestarsi sui 9.343.000 tonnellate con una diminuzione generale, del 21%, rispetto al raccolto consuntivo dello scorso anno, che ammontava a 11.779.000 tonnellate, ma anche rispetto alla media degli ultimi anni. E i danni maggiori si sono avuti per le forti gelate primaverili avvenuto tra il 20 e il 21 aprile e poi ancora il 10 e 11 maggio.

 


 

E in Trentino, come detto, i danni in molti casi sono stati peggiori che in altre parti d'Europa. Le gelate avevano stroncato fino al 70% della produzione in molti contesti provinciali e il forte vento e le forti grandinate di questo inizio di agosto stanno facendo il resto. In Rotaliana 30 ettari di meleti sono stati letteralmente abbattuti ieri sera. "Un disastro - commenta a il Dolomiti Roberto Roncador presidente della società cooperativa agricola 5 Comuni - per noi è stato un vero anno orribile. Le gelate c'avevano messo in ginocchio, il colpo di grazia ce lo sta dando il maltempo di questi giorni. E penso che serviranno davvero degli interventi straordinari soprattutto per chi è rimasto senza piante. 30 ettari di meleti abbattuti vogliono dire niente mele anche nei prossimi anni".

 

E oggi il senatore Franco Panizza e il vicepresidente del consiglio regionale Lorenzo Ossanna hanno effettuato un sopralluogo nei territori della Piana Rotaliana e della Valle di Cembra colpiti pesantemente ieri dalla grandine e dal vento e ci raccontano che "si è trattato di un evento di straordinaria intensità. Che si è ripetuto più volte, anche oggi durante il sopralluogo, che ha distrutto quasi completamente la produzione frutticola e danneggiato pesantemente quella viticola in quasi tutta la Piana e in Valle di Cembra. Impressionante - proseguono - vedere come diverse decine di ettari di frutteti, in particolare nel territorio di Nave San Rocco, siano stati completamente divelti e atterrati dalla furia del vento. L’intero raccolto è andato perduto, ma purtroppo sono molto pesanti anche i danni agli impianti che si ripercuoteranno nei prossimi anni. I danni alla produzione sono coperti dall’assicurazione, ma occorre pensare anche a quelli alle piante e alle strutture portanti dei filari e agli ingentissimi costi che le aziende dovranno sostenere per i rinnovi, oltre alle perdite per la mancata produzione dei prossimi anni".

 


 

Oltre ad esprimere la loro vicinanza ed il loro sostegno alle aziende colpite, i due esponenti autonomisti hanno garantito il loro impegno per promuovere ogni possibile forma di appoggio che aiuti le aziende a superare la situazione di grande difficoltà partendo da un intervento diretto sul governo provinciale da parte di Ossana e a livello nazionale da parte di Panizza che sonderà le possibilità offerte a livello statale, anche nella sua veste di segretario della commissione agricoltura e agroalimentare.

 

 


 

Alla conferenza europea dei produttori di mele è emerso direttamente anche il "problema" trentino. Se l'anno scorso in provincia erano state raccolte 535 mila tonnellate di mele quest'anno si stima ne saranno raccolte meno della metà, 209 mila e in questa stima ancora non erano state conteggiati i danni da grandine e vento di questi giorni. Per l’Italia si prevede una produzione in calo significativo rispetto a quella della scorsa stagione (23%) e a quella media degli ultimi anni. Per il 2017 infatti si stima un raccolto di 1.756.776 tonnellate. "Tutte le regioni italiane - scrive Assomela - sono state colpite dalle gravi gelate della fine di aprile, nel momento in cui i meleti erano in piena fioritura. Il Trentino è sicuramente la zona produttiva più duramente colpita dove ci aspetta un calo superiore al 60%. Anche alcune aree dell’Alto Adige hanno subito danni con un calo produttivo del 7% rispetto alla scorsa stagione. Infine, seppur in misura inferiore e a macchia di leopardo, tutte le regioni produttrici italiane, dalla Valtellina al Piemonte passando per il Veneto ed il Friuli, con l’eccezione della sola Emilia Romagna, hanno subito danni rilevanti e per loro si prevede un calo produttivo generale del 17%".

 


 

La varietà che subirà un pesante calo, a livello europeo, della produzione sarà certamente la Golden Delicious – per la quale si stima una riduzione di almeno il 36%. Calano praticamente tutte le varietà e tra le tradizionali quelle per le quali si prevedono riduzioni di produzione importanti sono Red Delicious (-20%), Gala (-14%) e Granny Smith (-11%), Braeburn (-16%) e Renetta del Canada (-80%). Perdite inferiori sono invece previste per Cripps Pink (-10%) e Fuji (-5%). Scendono di poco (-6%) tutte le cosiddette “altre varietà” che comprendono anche le varietà nuove e club.

 

La raccolta piena inizierà regolarmente entro la metà di agosto con le varietà e nelle aree più precoci, in leggero anticipo rispetto allo scorso anno, ma in linea con le ultime stagioni. Purtroppo il gelo ha intaccato non solo la produzione in termini quantitativi, ma anche in termini qualitativi. Molti frutti si presentano ad oggi con calibri leggermente inferiori alla norma, proprio a causa delle condizioni climatiche primaverili sfavorevoli che non hanno favorito una buona formazione dei semi. A fine luglio, dopo giornate particolarmente calde, alcune aree sono state colpite da grandine che ha provocato ulteriori danni, destinati ad aumentare per nuovi eventi grandinigeni che si sono verificati nel corso della corrente settimana.

 

Tenuto conto di quanto accaduto negli ultimi mesi e delle alte temperature registrate anche a quote basse nelle ultime settimane, si prevede che la quantità di mele da destinare alla trasformazione sarà di gran lunga superiore a quella della scorsa stagione.

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