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No al metodo Montessori, alle primarie di Pergine tutto bloccato. Le mamme: "Costrette a portare i nostri figli a Trento"

Il Collegio docenti blocca la sperimentazione del metodo. Partita una raccolta firme: "Bisogna decidere in fretta per garantire al continuità didattica"

Di Donatello Baldo - 01 ottobre 2016 - 15:10

TRENTO. Maria Montessori, quella che qualcuno si ricorda soltanto perché la sua immagine era stampata sulle mille lire, era una pedagogista, una scienziata, una filosofa. Fu la terza donna in Italia a conseguire la laurea in medicina. Una pioniera, anche dell'educazione.Il suo metodo, quello montessoriano, è conosciuto in tutto il mondo, applicato in ogni angolo del pianeta. Ma nel nostro Paese – si sa, nessuno è profeta in patria – è un po' ignorato, quasi sconosciuto. E nemmeno nella nostra provincia gode di chissà quale lustro.

 

A Pergine un gruppo di genitori sta portando avanti da anni un battaglia per la possibilità di iscrivere i propri figli ai corsi scolastici con il metodo montessoriano all'interno della scuola pubblica. Si tratta della possibilità di formare alcune sezioni dedicate, con personale docente formato appositamente: nessun onere aggiuntivo di spesa, né per le famiglie né per l'Ente pubblico.

 

Qualche risultato l'hanno anche ottenuto ma non abbastanza da poter garantirne una continuità educativa. La scuola materna ha accettato la sfida, le insegnanti hanno partecipato ai corsi della Provincia, la sperimentazione ha avuto il via libera del Ministero dell'istruzione e la benedizione dell'Opera nazionale Montessori. Ma tutto si blocca nel momento in cui i bambini devono affrontare il primo giorno delle elementari. Nella scuola primaria, infatti, tutto si blocca.

 

I genitori dei piccoli scolari, per garantire la continuità educativa, devono trovare altre soluzioni. “Portiamo i nostri figli a Trento. I nostri figli partono ogni mattina dalla Valsugana diretti alle Bellesini, la scuola del capoluogo che li accoglie nella sezione dedicata all'insegnamento del metodo montessoriano”. Sono 25 gli iscritti alla scuola materna. Sono 20 i bambini che avrebbero voluto una sezione a Pergine ma che sono costretti a recarsi a Trento, “un sacrificio, non tutti possono permetterselo”.

 

Un disagio che potrebbe essere superato agilmente. “Per una sezione dedicata anche all'interno delle elementari di Pergine è tutto pronto – afferma una delle mamme – ci sono i bambini pronti ad iscriversi, ci sono gli insegnanti già formati pronti ad accoglierli”. Dove sta allora il problema? I genitori sono d'accordo, i bambini ci sono, pronti a cominciare l'avventura, il dirigente ha dato il placet e la Pat pure”.

 

Il Collegio docenti ha bloccato la sperimentazione, l'assemblea degli insegnanti dell'istituto comprensivo ha detto che no, non se ne fa nulla. “Nulla contro di loro – si affrettano a dire le mamme – vogliamo anzi continuare a confrontarci per spiegare le nostre ragioni, per poter raggiungere il nostro obiettivo”. Loro non lo dicono, sanno bene che dipende dal Collegio e che quindi è bene non metterselo contro, ma si può ben intuire che i dubbi degli insegnanti non riguardino affatto le strategie pedagogiche. Forse sono questioni sindacali, forse di fronde interne, chissà.

 

Ma è necessario decidere in fretta – dicono preoccupate le mamme – la decisione deve essere presa entro l'anno. Bisogna organizzarci ora per poter garantire ai bambini che finiscono la materna l'anno prossimo la possibilità di iscriversi alle elementari”. Il loro appello è alla politica, alla Provincia ma soprattutto al Comune di Pergine. “Vorremmo che il sindaco si prendesse a cuore questa situazione. Si vuole puntare tutto sul progetto 'Pergine città dei bambini', ma non basta un parco per essere a misura di bambino, è necessario garantire la libertà di scelta educativa”.

 

E poi diciamolo, per Pergine potrebbe essere un vanto avere un punto di eccellenza montessoriano, “potrebbe diventare una ricchezza non solo per la Valsugana”. La richiesta è molto alta, dicono le mamme, ci sarebbero tante famiglie interessate. 

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