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Polo fieristico più stadio all'ex Italcementi di Trento. Il modello è Neuchatel e il progetto è già avviato

Gli architetti dello studio Campomarzio stanno lavorando a un piano calibrato per Trento che ricalchi il modello de "la Maladiere" in Svizzera che ospita uno stadio da 12.000 posti, 54 boutique, sei palestre, spazi per concerti ed eventi e una caserma dei vigili del fuoco. L'assessore Stanchina ci pensa, i primi contatti con l'amministrazione sono positivi. Tra qualche settimana verrà svelato il progetto

Di Luca Pianesi - 20 July 2017 - 18:57

TRENTO. Trento Fiere più Stadio, e non solo, per una mega struttura che faccia vivere a tutto tondo quella che era l'area ex Italcementi. Il modello? Lo stadio di Neuchatel, in Svizzera. Una struttura gioiello inaugurata nel 2007 con centro commerciale di 24.000 metri quadrati, sei palestre, 930 posti auto coperti, una sede dei vigili del fuoco e, dulcis in fundo, uno stadio in mezzo all'edificio (alto 25 metri) da 12 mila posti a sedere.

 

Come dire, esattamente quello che servirebbe alla città di Trento viste le rinnovate aspirazioni "da grande" del Trento Calcio di Mauro Giacca e la necessità di realizzare un polo fieristico degno di un capoluogo regionale. L'ex Italcementi è lì, in attesa di destinazione, dal 2005, da quando è stata definitivamente abbandonata e pochi mesi fa la Provincia ha deciso: ci dovrà andare il centro fieristico. Il Comune il 4 marzo ha rilanciato: "Sarà un polo polifunzionale – aveva detto il sindaco Andreatta – perché ci sarà spazio non solo per la dimensione fieristica, ormai consolidata, ma anche per i giovani, per la musica”. E dal Comune è emersa, quindi, l'esigenza di avere all'interno una capienza di 2.500 persone per le iniziative di tipo culturale e ricreativo e una presenza di almeno 350 posti auto. A quel punto tra parcheggio di Sanseverino, con altri 350 posti, e ex Sit, con altri 500 posti il conteggio dei posteggi potenziali potrebbe davvero essere a misura di grande centro. 

 

Lo stadio di Neuchatel de la Maladiere è un'opera avveniristica con tanto di scale mobili all'interno e 54 boutique a disposizione degli utenti, più spazi per i concerti ed eventi. Vetri a specchio sull'esterno, negozi all'interno, un perfetto campo sportivo con 10 tribunette Vip per convegni e incontri e posti auto coperti. Totale per realizzare l'opera in Svizzera: 220 milioni di franchi.

 

 

 

Fantascienza per Trento? A queste condizioni certamente. Ma un progetto è già in costruzione. L'assessore Stanchina ci sta pensando e si è già espresso favorevolmente a riguardo, alcuni passaggi amministrativi informali sono già stati fatti per sondare l'opinione generale e, soprattutto, al lavoro c'è uno degli studi di architetti più frizzanti e interessanti del panorama locala, quello dello studio di architettura, urbanistica e comunicazione visiva, Campomarzio

 

La spinta, in realtà parte proprio da loro che si sono messi al lavoro autonomamente sul progetto, prendendo spunto dallo stadio di Neuchatel ma ricalibrandolo per la realtà trentina. Un progetto che punta a trasformare Piedicastello in un vero centro della città, vivo, inclusivo, collegato a via Verdi direttamente con una passerella sull'Adige. Le idee sono in campo e tempo poche settimane anche i ragazzi di Campomarzio sveleranno il loro progetto con tanto di rendering, stime e piani d'intervento. Certo è che con quest'opera andrebbero a incastrarsi alla perfezione tantissime tessere del mosaico urbanistico della città. Il presidente del Trento Calcio, su tutti, da tempo è in contatto con l'amministrazione per realizzare uno stadio moderno proprio di questo tipo: 15.000 posti a sedere, centro commerciale all'interno, spazi per altre attività

 

Il modello de la Maladiere è all'attenzione anche di altre città, su tutte Lucca e Pavia che affidandosi ad investimenti pubblici e privati stanno pensando a realizzare delle strutture simili. La strada tracciata sembra quella giusta ed è l'unica percorribile per avere degli stadi moderni e redditizi. Ora non resta che attendere che i ragazzi di Campomarzio completino il progetto, lo discutano con l'amministrazione e lo svelino al grande pubblico. Poi la discussione potrà dirsi ufficialmente aperta.

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